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Nel Vangelo di questa domenica sono presenti due racconti, che recano in sé una enorme portata esegetica (per un approfondimento cf. F. Quadrini, Le risurrezioni e la Risurrezione). Soffermiamoci, però, al seguente versetto: «E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi» (Mc 5, 22).


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L’Arcivescovo dell’Arcidiocesi metropolitana Ancona-Osimo Mons. Angelo Spina, nell’apprendere la notizia della morte di Mons. Franco Festorazzi, Arcivescovo emerito di questa Arcidiocesi, nell’esprimere a tutti i suoi familiari le condoglianze più sentite da parte dell’intera Arcidiocesi, invita i presbiteri, i religiosi, i diaconi, le religiose e il popolo santo di Dio alla preghiera affinché il Signore, ricco di misericordia, accolga la sua bella anima in cielo, nella pace dei santi. Tutti ricordiamo Mons. Festorazzi pastore zelante e colto per tutto il bene che ha fatto nello svolgimento del suo episcopato dal 1991 al 2004 ad Ancona-Osimo.


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Martedì pomeriggio nella “Residenza Dorica”, dopo un periodo di ricovero all’INRCA a causa del Covid-19 del quale era ancora positivo, è ritornato alla Casa del Padre don Mario Serafini. Era nato il 17 agosto del 1926 da una famiglia di mezzadri che viveva a Falconara Alta, nella cui parrocchia della Visitazione della Beata Vergine Maria era parroco don Vincenzo Radicioni, futuro vescovo di Ripatransone e Montalto. A sette anni, un giorno tornando dalla messa con la mamma e la sorella Ines (classe 1929), ad un certo punto si mette a correre, si ferma in mezzo alla strada, si gira e dice alla madre: “Io voglio farmi prete!”















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Anche oggi continuiamo, in sequenza con le domeniche precedenti, la proclamazione del capitolo 1 secondo Marco e nello specifico proseguiamo l’ascolto della “giornata tipo” di Gesù a Cafarnao (precisamente uno Shabbát), iniziata in sinagoga con la cacciata di uno spirito impuro, e terminata nella casa di Simone e Andrea, dove guarisce la suocera del primo (cf. Mc 1, 29-31).