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Guardare al futuro, diffondere la cultura del lavoro artigianale, valorizzando le tradizioni del nostro territorio e aiutando il dialogo tra aziende e scuola. Sono da sempre gli obiettivi di Confartigianato, portati avanti con maggior vigore in periodo di Covid, nel segno della formazione e dei giovani.



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Le oltre 2.500 imprese del settore benessere delle Provincie di Ancona e Pesaro Urbino chiedono alle istituzioni di poter lavorare. L’impossibilità di spostamenti fuori comuni per i clienti in una eventuale zona arancione e l’incertezza solita legata al colore della Regione sempre in bilico fra il giallo e l’arancione non permette alle imprese di lavorare, dichiara Luca Casagrande, responsabile della categoria benessere di Confartigianato Imprese Ancona-Pesaro e Urbino.


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Imprenditoria femminile del territorio provinciale in affanno, con una perdita di attività che va ormai avanti da 6 anni e su cui la pandemia ha ulteriormente impattato nel 2020. È la denuncia del Gruppo Donne Impresa di Confartigianato Ancona - Pesaro e Urbino, che ha analizzato il trend provinciale, registrando un netto calo del numero delle attività a guida femminile in diversi settori.



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Misure che metteranno ancora una volta a dura prova le nostre attività economiche, continuando ad alimentare il clima di incertezza e sfiducia ormai diffuso da mesi. E’ questo il giudizio di Confartigianato Ancona – Pesaro e Urbino sulle nuove misure introdotte dal nuovo Dpcm appena entrato in vigore e dal Decreto Legge approvato dal Consiglio dei Ministri nei giorni scorsi.


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Gilberto Gasparoni  esprime la soddisfazione di Confartigianato Trasporto Persone delle Marche per l'emanazione del DM Interministeriale MIT e MEF per la ripartizione dei fondi pari a 35 milioni di euro per "buono viaggi per persone disagiate" destinati ai Comuni capoluogo di Provincia, che saranno erogati per favorire la mobilità delle persone disagiate che utilizzeranno per i loro spostamenti i Taxi e gli NCC.



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La Moda nell'occhio del ciclone Covid: la crisi conseguente alla pandemia sta lasciando pesanti conseguenze sull’intero comparto. Per quanto riguarda la provincia di Pesaro e Urbino, si parla di 1.000 aziende con circa 4.000 addetti.