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Non appena ho letto il brano evangelico che la Liturgia propone questa domenica, in special modo la prima parte della pericope (cf. Mc 6, 30-32), non ho potuto evitare un immediato collegamento con Sant’Agostino, il quale sembra proprio fare eco a queste righe evangeliche quando dice: «[…] ci hai fatti per te, e il nostro cuore non ha posa finché non riposa in te» (Le Confessioni, Libro primo, 1.1).



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Nel Vangelo di questa domenica sono presenti due racconti, che recano in sé una enorme portata esegetica (per un approfondimento cf. F. Quadrini, Le risurrezioni e la Risurrezione). Soffermiamoci, però, al seguente versetto: «E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi» (Mc 5, 22).














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Anche oggi continuiamo, in sequenza con le domeniche precedenti, la proclamazione del capitolo 1 secondo Marco e nello specifico proseguiamo l’ascolto della “giornata tipo” di Gesù a Cafarnao (precisamente uno Shabbát), iniziata in sinagoga con la cacciata di uno spirito impuro, e terminata nella casa di Simone e Andrea, dove guarisce la suocera del primo (cf. Mc 1, 29-31).