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Antenne ad Osimo, la popolazione deve sapere

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Lo affermano le Liste Civiche che hanno organizzato un convegno con esperti e tecnici per valutare gli eventuali rischi che possono correre i cittadini con l’inquinamento elettromagnetico.

“Venti possibili antenne sul territorio osimano sono venti errori gravi e quello fondamentale lo ha compiuto l’amministrazione comunale che ha redatto un regolamento errato e permette de facto l’installazione delle antenne delle diverse compagni telefoniche”. Il Presidente del Consiglio regionale Dino Latini in occasione del convegno “20 antenne telefoniche su Osimo. Come risolvere”, organizzato dalle Liste Civiche che sostengono Francesco Pirani sindaco, lancia l’allarme sul rischio che sul territorio comunale osimano possano essere installate venti nuove antenne. La risposta delle Liste Civiche, che arriva attraverso la voce di Dino Latini, è che occorre “una rivisitazione del regolamento per farlo molto più stringente di quello attuale e favorire la partecipazione delle persone interessate che devono conoscere i rischi che si corrono, serve una reale compartecipazione dei cittadini e la consapevolezza del problema che di fatto si è creato. L’impegno di risolvere la situazione deve essere assunto dall’amministrazione, anche se uscente, è questa che deve risolvere il problema nell’immediato e se non riesce a farlo lascia un grosso problema alla nuova amministrazione comunale e soprattutto alla comunità osimana”. L’incontro ha visto la partecipazione di alcuni tecnici tra cui l’ingegner Marco Tomaino, l’ingegner Cesare Bora e di Luca Rech, esperto in biotecnologie naturali, dispositivi di protezione e terapia da inquinamento elettronico che si sono confrontati con il numeroso pubblico partecipante sui rischi che si possono correre con la presenza del potenziale inquinamento elettromagnetico. “Non siamo affatto contro la tecnologia ma crediamo che le persone debbano essere messe a conoscenza di progetti così importanti e che li riguardano da vicino. C’è invece un grosso problema di informazione – prosegue Latini – il regolamento è stato fatto nel febbraio 2022 e niente è stato detto, l’amministrazione era a conoscenza del progetto sin da allora ma non ne è stata fatta parola. Il tenere nascosta la situazione la rende ancora più ambigua e più pericolosa, il progetto doveva essere reso noto prima, concertato, affrontato. Le notizie dovevano essere date subito quando le compagnie telefoniche cominciavano a chiedere le installazione nelle aree private e in quelle pubbliche. Non è pensabile – conclude Latini - nascondere informazioni di questo genere alla popolazione che viene coinvolta direttamente”.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-04-2024 alle 17:50 sul giornale del 01 maggio 2024 - 188 letture






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