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Grafologia e problematiche connesse alla scrittura

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Sabato 13 aprile, nella sala Santa Rosa dell’Unitre Cinzia Pancalletti, consulente grafologa, educatrice e rieducatrice della scrittura, ha tenuto una interessante conferenza dal titolo ”Disgrafia ti saluto”. L’intento della relatrice, presentata da Antonietta Mattioli, presidente dell’Unitre, è stato quello di far conoscere la Grafologia, parlando di alcune problematiche legate alla scrittura e del metodo per risolverle agevolmente.

“Esiste un fortissimo riscontro tra ciò che scriviamo e la nostra personalità- così ha esordito la Pancalletti-lo scritto che trasferiamo sul foglio di carta, proviene dal nostro cervello, passando tramite neurotrasmettitori, attraverso il braccio fino alle dita della mano che seguono l’impulso che viene dalla nostra mente” Ha poi continuato asserendo che lo scrivere a mano è un allenamento per le cellule neuronali. Esattamente come si va in palestra per mantenere il corpo elastico e tonico, muovere le dita per dirigere la penna in un percorso grafico, sollecita la mente, attivando circuiti neuronali, preposti all’area motoria e premotoria. Tale percorso è a doppio senso, poiché dalle dita l’impulso ripercorre lo stesso tragitto a ritroso, fino alle cellule celebrali. A seconda di come scriviamo (stampatello, corsivo, computer), inviamo o non inviamo al cervello segnali di diversa qualità. L’esercizio della scrittura può stimolare il cervello, il gesto, l’educazione, non solo dei ragazzi che si stanno disabituando ma anche negli anziani con problemi di degenerazione cognitiva, quindi la rieducazione della scrittura è un settore importante sia come prevenzione sia come riabilitazione nei casi di apprendimento disfunzionale della scrittura nei bambini nei ragazzi e negli adulti. l’interesse del pubblico è aumentato quando la relatrice ha trattato dei vari tipi di scrittura, presentando sullo schermo quella controllata, rigida con tratti discendenti e ascendenti, la grafia irrequieta con forme grafiche poco definite, la grafia rallentata che procede con lentezza e altre grafie che o appaiono troppo morbide o che presentano inceppamenti nei tratti e improvvise interruzioni. Si comprende che un quadro di questo genere inficia fortemente la leggibilità e si intuisce che tali grafie denunciano la presenza di un accumulo di ansie e una sofferenza a lungo trattenuta che si riflette anche sulla fluidità del percorso di scrittura. Attraverso la sua esperienza di insegnante e studi approfonditi, Cinzia Pancalletti è riuscita a trovare un metodo adatto alla rieducazione della scrittura, trasferendolo in un testo scritto con un linguaggio semplice e con contenuti accessibili a tutti, fornendo informazioni che soddisfano la curiosità verso la grafologia e augurandosi che il suo metodo possa essere adottato su larga scala da genitori, educatori ,insegnanti e da chiunque abbia a cuore il benessere dei bambini.





Questo è un articolo pubblicato il 16-04-2024 alle 08:45 sul giornale del 17 aprile 2024 - 128 letture






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