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comunicato stampa

Pasqua, il messaggio di Mons. Angelo Spina e il programma delle celebrazioni liturgiche

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Durante una visita pastorale in una parrocchia, ho chiesto ai ragazzi: «Qual è la festa più importante della nostra fede: il Natale o la Pasqua?».

Dopo un po’ di silenzio, un ragazzo ha detto: «È la Pasqua, perché a Natale Gesù nasce, ma a Pasqua risorge». Ho risposto: «Bravo, hai detto bene», con un forte applauso da parte di tutti gli altri ragazzi e ragazze.

La Pasqua è la festa della nostra salvezza, la festa dell’amore di Dio per noi, la celebrazione della sua morte e risurrezione. La Pasqua è il giorno della vittoria sul male e sulla morte. È il giorno in cui vince la speranza. Noi cristiani sappiamo bene che la storia è drammatica, è segnata da forti ingiustizie, da feroci cattiverie, da sofferenze grandissime. Ma ci fidiamo delle parole di Gesù: «Io vado a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io» (Gv 14,2-3). Quanto è bella e consolante questa parola di Gesù: «Ritornerò». Pertanto verrà un giorno in cui Dio «tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate» (Ap 21,4).

Gesù Risorto è la prima rondine di questa meravigliosa primavera. Gesù Risorto è l’inizio di un mondo nuovo nel quale i vincitori saranno gli onesti, gli umili, i misericordiosi, i seminatori di pace, i puri di cuore, coloro che si fidano di Dio e aprono il cuore a Dio Salvatore.

Pasqua è la vera festa di Dio e dell’uomo, perché la pace che Cristo ha conquistato sulla croce nel dono di sé, viene distribuita a noi. Perciò il Risorto, il giorno di Pasqua appare ai discepoli e li saluta con queste parole: «Pace a voi!» (Gv 20, 19.21). Questo è il saluto di Cristo vincitore, di Cristo risorto.

Pasqua significa “passaggio”. È questa Pasqua l’occasione benedetta per passare dal dio mondano al Dio cristiano, dall’avidità che ci portiamo dentro alla carità che ci fa liberi, dall’attesa di una pace portata con la forza, all’impegno di testimoniare concretamente la pace di Gesù. Davanti al Crocifisso, sorgente della nostra pace, chiediamo la pace del cuore e la pace del mondo, e accogliamo il dono della pace del Risorto.

Gesù è Risorto, non è scappato via da questo mondo, lasciandoci soli nella bufera. Ha detto: «Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo» (Mt 28,20).

Abbiamo bisogno di sentirci ripetere e di ricordarci a vicenda l’ammonimento dell’angelo al sepolcro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo?», ci aiuta a uscire dai nostri spazi di tristezza e ci apre agli orizzonti della gioia e della speranza. Quella speranza che rimuove le pietre dai sepolcri e incoraggia ad annunciare la Buona Novella, capace di generare vita nuova per gli altri. Lui è vivo, è con noi. Non andiamo da tanti sepolcri che oggi promettono qualcosa e poi non danno niente. Lui è vivo! Non cerchiamo tra i morti colui che è vivo. Buona e santa Pasqua!

+Angelo Spina, Arcivescovo Metropolita di Ancona-Osimo





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-03-2024 alle 14:20 sul giornale del 28 marzo 2024 - 94 letture






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