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Contrasto alle discriminazioni di genere e alle molestie nei luoghi di lavoro: nuovo Protocollo per il territorio di Ancona

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Contrasto alle discriminazioni di genere, alle molestie nei luoghi di lavoro e tutela dei genitori che lavorano sono gli obiettivi del nuovo Protocollo di intesa quinquennale firmato dalla Consigliera di Parità della Provincia di Ancona, Bianca Maria Orciani e il Direttore dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro di Ancona, Pierluigi Rausei, in occasione della Giornata internazionale della donna. 

Il Protocollo, oltre a promuovere lo scambio di ogni informazione utile sulle violazioni della normativa sulla parità di genere, prevede lo scambio di buone prassi, la promozione di iniziative in materia di informazione, formazione, con l'eventuale coinvolgimento di rappresentanti di associazioni datoriali, organizzazioni sindacali, ordini professionali e altre istituzioni competenti in materia.

Il nuovo Protocollo per il territorio di Ancona – che sostituisce il precedente del 22 marzo 2018 – tiene conto anche – dice il Direttore dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro di Ancona, Pierluigi Rausei - del rinnovo del Protocollo d’intesa nazionale, stipulato, l’8 giugno 2023, tra l’Ispettorato Nazionale del Lavoro e l’Ufficio della Consigliera Nazionale di Parità, e scaturisce dalla circostanza che alla Consigliera di parità sono affidati compiti di collaborazione con l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, per individuare procedure efficaci di rilevazione delle violazioni alla normativa in materia di parità, pari opportunità e garanzie contro le discriminazioni, nonché dal fatto che l’Ispettorato ha, tra i suoi compiti istituzionali, anche la collaborazione con la Consigliera di Parità, finalizzata alla promozione e al controllo dell’attuazione dei principi di uguaglianza, di pari opportunità e non discriminazione tra uomini e donne sul lavoro.

A detta della Consigliera di Parità Bianca Maria Orciani, “la pandemia ha lasciato in eredità una società più fragile, in cui le donne, lavoratrici dipendenti, autonome, libere professioniste, stanno ancora soffrendo l’onda lunga dello shock occupazionale prodotto dall’emergenza sanitaria”. L’occupazione femminile cresce meno di quella maschile e continua a mostrare divari strutturali in termini salariali, di continuità lavorativa, di qualità del lavoro. Tutti gli indicatori confermano che la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro continua ad essere il nodo irrisolto delle politiche per l'eguaglianza di genere. A malincuore - osserva la Consigliera - dobbiamo prendere atto che il nostro paese risulta intriso di una cultura maschilista in cui i rigidi requisiti caratteriali e performativi dei tradizionali ruoli di genere risultano estremamente radicati nella nostra società fin dalla giovanissima età. Sulle prospettive formative, occupazionali e di carriera pesa la stereotipia di genere basata sulla maternità, sul lavoro di cura, sull’idea che le qualità femminili mal si adattano alle richieste del mercato, il potere, la leadership, la reperibilità on the demand. Siamo ancora lontani dall’idea che il tema della conciliazione debba coinvolgere uomini e donne e che occorre mettere in campo politiche e azioni di sistema che promuovano modelli di condivisione del lavoro di cura come condizione necessaria per una autentica parità”.

“Non dobbiamo dimenticare, inoltre, l’aumento delle discriminazioni intersezionali (legate all’età, alla religione, alla disabilità, all’etnia, etc.) e l’emersione di nuove fattispecie discriminatorie veicolate dalle tecnologie”. Uno scenario di rinnovata complessità, quello che abbiamo di fronte, in cui il Protocollo di intesa con l’Ispettorato del lavoro servirà a dare maggior forza alle azioni di prevenzione e di tutela nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori vittime di discriminazione”.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-03-2024 alle 18:24 sul giornale del 09 marzo 2024 - 96 letture






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