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Cambiamento climatico: effetti e rimedi

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La conferenza sul cambiamento climatico che il Club Lions di Osimo ha organizzato nella Sala convegni del Chiostro di San Francesco, il 24 febbraio, è stata la conferma di quanta cura i Lions abbiano nella difesa del territorio mondiale e del benessere della comunità.

Questo è il concetto che il presidente Nazzareno Donzelli ha ribadito, presentando al numeroso pubblico il relatore Carlo Bisci dell’Università di Camerino, illustre climatologo. “Oggi, il cambiamento climatico è un processo incontrollabile ma non ineluttabile- così ha esordito Bisci-è un fenomeno che ha superato qualsiasi possibile scetticismo, l’opinione pubblica si è resa conto che il clima sta cambiando” Servendosi di slides, il relatore ha spiegato che i cambiamenti climatici ci sono sempre stati ma il cambiamento a cui assistiamo da circa 150 anni è anomalo perché innescato dall’uomo e dalle sue attività. Si chiama effetto serra antropico e si aggiunge a quello naturale. Con la rivoluzione industriale l’uomo ha rovesciato nell’atmosfera milioni di tonnellate di anidride carbonica e altri gas serra, portando la sua quantità al doppio degli ultimi 700 mila anni così che la temperatura del pianeta è aumentata di 0,98° centigradi e che, in mancanza di interventi, potrebbe arrivare a +1,5°C tra il 2030 e il 2050. Le conseguenze del riscaldamento sono la diminuzione del ghiaccio marino artico, l’aumento delle maree l’ erosione delle coste, il cambiamento del clima e un caldo anomalo, piogge torrenziali e siccità per cui le stagioni degli incendi sono diventate più lunghe e intense, aumento di cicloni e di alluvioni anche in periodi dell’anno atipici rispetto al passato. A provocare questi danni sono soprattutto il consumo di carbone, petrolio e gas ma anche l’abbattimento delle foreste, l’aumento degli allevamenti intensivi di bestiame e l’uso di fertilizzanti contenenti azoto. Non c’è chi non capisca che tutto ciò si rifletta sulla salute pubblica e sulla biodiversità della flora e della fauna. “Quali i rimedi?” ha continuato l’oratore alleviando così la preoccupazione del pubblico. La strada da percorrere per la decarbonizzazione si chiama transizione energetica e consiste nel passare da un mix energetico incentrato sui combustibili fossili a uno a basse o a zero emissioni di carbonio, basato sulle fonti rinnovabili: si tratta di rimpiazzare in tutti settori, abitazioni, trasporti, industria pesante, le tecnologie basate sui combustibili fossili con quelle che utilizzano l’elettricità prodotta da fonti rinnovabili, ottenendo non solo l’abbattimento delle emissioni a effetto serra ,ma anche dell’inquinamento atmosferico. Dopo aver suggerito i rimedi che i comuni, le regioni e gli individui dovrebbero usare, Bisci ha concluso che per salvare il nostro pianeta e migliorare la nostra vita, serve soprattutto un cambiamento culturale forte, un vero e proprio mutamento di paradigma per tradurre in realtà ciò su cui tutti ormai sono d’accordo,



Questo è un articolo pubblicato il 03-03-2024 alle 08:51 sul giornale del 03 marzo 2024 - 124 letture






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