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comunicato stampa

Lombricoltura o piuttosto mega-compostaggio?

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Annosa e dolorosa la storia di questo pezzo di territorio per il quale non valgono le ragioni della storia, quelle paesaggistiche né quelle della salute e della sicurezza dei cittadini ma solo e soprattutto quelle del profitto privato.

Così non solo è stata concessa in questo territorio la possibilità di un impianto di compostaggio per il trattamento dei rifiuti, che non pochi disagi procura a chi vive nelle vicinanze e molti danni all' equilibrio dell'ambiente circostante ma si è chiesto anche una ulteriore modifica con nuovi codici CER. Attività di questo tipo comportano la circolazione da e verso l’impianto di numerosi e voluminosi camion e negli ultimi tempi il traffico è aumentato in maniera esponenziale. Bestioni che vanno a caricare, bestioni che vanno a scaricare, un via-vai continuo in una strada cul- de-sac.

Ora, chiunque vive o conosce le nostre aree collinari sa di una viabilità diffusa ma dimensionata per un uso tipico di una mobilità per mezzi di piccola dimensione, quindi carreggiate non grandissime, spesso non asfaltate la cui manutenzione e la responsabilità della sicurezza compete ad attori diversi, privati, comuni, provincia. Quello che è certo che se molti hanno doveri nessuno ne ha assunto le responsabilità, così il traffico pesante, prima sconosciuto, ora sta crescendo sempre più, mentre le infrastrutture stradali restano identiche. Tant' è che " i bestioni" carichi di immondizie nell'ultimo tratto di strada che li porta all' impianto debbono essere scortati, come i trasporti eccezionali, da veicoli che il precedono e li seguono, per fermare quelli incrocianti e incolonnare quelli che seguono. Per non pensare alle difficoltà che potrebbero incontrare i mezzi di soccorso “ambulanza, vigili del fuoco, ecc…” nella, neanche tanto remota, possibilità che succeda qualcosa.

Di fronte a tutto questo gli enti interessati hanno risposto con il gelido e astruso linguaggio della burocrazia, nella sostanza uno scaricabarile di responsabilità e un non " possumus" che lascia i problemi dove sono. Quello che resta è una valle rovinata e il quotidiano disagio per chi ci vive a cui si aggiunge l’insicurezza per una viabilità non adeguata ai volumi e ai mezzi che la usano. Mentre i cittadini sono tenuti a rispettare i cartelli stradali, i mezzi che vanno nel sito a scaricare o caricare transitano contromano su uno spartitraffico eludendo la segnaletica. Ci attendiamo, come associazione risposte, e nelle prossime settimane andremo a fare domande, visto che si tratta anche di sicurezza stradale a chi deve tutelare la sicurezza dei cittadini.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-11-2023 alle 18:35 sul giornale del 30 novembre 2023 - 452 letture






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