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Castelfidardo: Parco scultoreo dell’Unità d’Italia, un connubio virtuoso nella giornata degli ideali e dell’orgoglio

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Avvocato, scrittore, seguace mazziniano e carbonaro dai gesti forti tanto quanto l’amore per la Patria, Felice Orsini fu giustiziato a Parigi nel 1858 al grido “Viva l’Italia”, scontando così con la condanna a morte per l’attentato (fallito) a Napoleone III i suoi ideali di libertà e indipendenza.

Alla figura del rivoluzionario romagnolo è dedicato il busto bronzeo inaugurato questa mattina al Parco scultoreo dell’Unità d’Italia, progetto su cui confluisce l’impegno di Istituzioni – Associazione Carabinieri, Amministrazione Comunale, Accademia Belle Arti – e partner privati, in questo caso la F.lli Simonetti. «Un connubio virtuoso, perché grazie alla sensibilità di imprenditori oggi rappresentati da una realtà solida e preziosa come la ditta F.lli Simonetti di Castelfidardo, possiamo proseguire questo percorso che promuove la cultura e l’istruzione», ha detto il sindaco Roberto Ascani.
L’opera è stata realizzata da Rebeka Bagò, il cui lavoro «ha saputo cogliere il personaggio con passione e rispetto della nostra storia, sebbene l’allieva sia di origine ungherese» ha sottolineato il prof. Pino Mascia, che ha ribadito l’importanza di perseverare in un questo progetto avviato da oltre dieci anni che ha anche il pregio di sostenere il talento con una borsa di studio.
Lo scoprimento del busto è stato uno dei momenti clou della giornata dell’Unità Nazionale e delle F.F.A.A., che ha riunito al Parco del Monumento autorità, associazioni, rappresentanti dell’ANC, delle Forze Armate e cittadini. Coordinata dal vice brig. Francesco Magi, dell’ANC sez. cap. Gentile, la cerimonia si è aperta con l’alzabandiera, la deposizione delle corone d’alloro e la chiamata dei caduti di tutte le guerre di Castelfidardo. Dal saluto del sindaco Ascani e dall’orazione del Gen, Tito Baldo Honorati, l’invito alla riflessione e all’orgoglio di diffondere e sostenere i valori della Patria con lealtà, disciplina, unità morale e di spirito, ricordando le parole di Cavour. “Abbiamo fatto l’Italia, ora dobbiamo fare gli Italiani”. «Il legame indivisibile tra Festa delle Forze Armate e dell’Unità d’Italia, richiama il sacrificio e il sangue dei tanti giovani soldati che hanno contribuito a realizzare il sogno dell’Unità Nazionale. I nostri soldati non sono mai stati volontari della guerra ma tutori di pace, divulgatori della fierezza di essere italiani».



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-11-2023 alle 10:01 sul giornale del 05 novembre 2023 - 18 letture






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