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comunicato stampa

Liste Civiche: "il PUC, piano urbanistico comunale (cioè Il nuovo PRG voluto da Pugnaloni) uno spreco di energie e denaro di cui non c'era bisogno"

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Le liste civiche di Osimo ritengono il PUC cioè il nuovo PRG voluto esclusivamente per meri scopi clientelari dal sindaco Pugnaloni, uno spreco di risorse, economiche ed umane di cui non si avvertiva la necessità nell’assetto urbanistico cittadino. I motivi del nostro dissenso espresso in più occasioni e da ultimo in consiglio comunale nella seduta di giovedì 26.10 u.s. nascono dal fatto che se lo scopo era di dirimere il contenzioso con la Provincia di Ancona onde liberare le aree sub giudice, bastava richiedere al TAR Marche la discussione del ricorso più importante intentato dalla Provincia contro il PRG 2006 dell’amministrazione Latini. Tanto più che il Comune ha già vinto due dei tre ricorsi della Provincia contro quel PRG: uno al Tribunale superiore delle Acque e un secondo al Tar lo scorso ottobre. Ed invece no.

Questo Puc non è stato condiviso ne con la città, ne categorie produttive delle imprese edili, ne con le categorie professionali di Geometri, Ingegneri e Architetti ne, addirittura, con gli uffici comunali interessati, i quali hanno dovuto produrre decine di osservazioni per correggere delle inesattezze e degli errori che la prima stesura conteneva. Un Piano infatti era, ed in parte è, pieno zeppo di sviste ed errori frutto della spasmodica fretta con cui Pugnaloni voleva arrivare all’approvazione entro la scadenza del suo mandato. Tanto più che entro novembre la Regione Marche approverà la nuova legge urbanistica e allora il nuovo PUC dovrà essere adeguato a detta legge regionale.

Le liste civiche hanno presentato 18 osservazioni al PUC molte delle quali non accolte dal Consiglio comunale e molte accolte solo parzialmente per cui stiamo valutando l’ipotesi di un ricorso al Tar avverso la delibera dell’ultimo consiglio comunale sul PUC. Così come incomprensibili sono apparse le bocciature di numerose osservazioni, squisitamente tecniche, proposte dai geometri osimani.

Il PUC contiene la madre di tutti gli errori urbanisticamente strategici per il nostro territorio sul piano infrastrutturale ovvero l’utopistica e ipotetica Variante a Nord per la quale non c’è stato neppure il coraggio di disegnarla su carta se non come eventuale futuribile tracciato. Detta variante va a sfregiare il versante nord della città, quello meno artefatto dalla secolare espansione urbana della città, avvenuta tutta a sud, al punto che dal crinale di Montegalluccio – Santo Stefano è possibile ancora vedere le mura romane, Fonte Magna e il versante che confluisce su una delle più belle vallecole del territorio agrario cittadino. Quel versante dove il PAI Piano di Assetto Idrogeologico regionale individua numerose zone in frana e dove insistono diverse zone archeologiche, tanto che per evitare tali preesistenze, l’ipotetico tracciato deve avere necessariamente un andamento a zig-zag. Solo degli amministratori che vogliono prendere in giro la città, come quelli dell’attuale maggioranza PD-Ginnetti-M5S, possono farci credere che sia più semplice andare a trovare 40 milioni di euro (tanto ci costerebbe la variante a nord) sul bilancio di enti sovraordinati, invece che andare in Regione e prendersi gli 8.5 milioni di Euro già stanziati da Acquaroli e Latini per il completamento dei 3.5 km di Strada di Bordo che restano da fare.

Ci sono numerosissimi altri motivi di dissenso a queto PRG: si continua a negare la possibilità di installare dei pannelli fotovoltaici in zona Centro Storico, persino nelle parti fuori delle mura urbiche. Manca il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile e la classificazione delle strade, le fasce di rispetto stradali sono mal riportate sulla cartografia, quelle di rispetto degli elettrodotti sono assenti. E’ stata peggiorata la normativa sulle case ex coloniche e non è stato fatto l’aggiornamento del censimento case coloniche del 1988 e dei relativi vincoli, rispetto alle numerose case che nel frattempo sono state oggetto di ristrutturazione e che avrebbero meritato una diversa normativa. Così com’è stata introdotta una normativa delle zone a rischio esondazione che ha integrato in modo peggiorativo la già sufficientemente garantista normativa del PAI.

Ci sarebbero molti altri motivi di dissenso ma ci teniamo a sottolineare infine che questo PUC si presenta come uno strumento normativo farraginoso, complicato, di difficilissima e gestione da parte dei professionisti che ci dovranno lavorare, rispetto al precedente che era chiaro semplice e di immediata comprensione.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-10-2023 alle 11:24 sul giornale del 29 ottobre 2023 - 110 letture






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