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comunicato stampa

Luca Violini e Giulia Bellucci in “che andavo troppo forte" Rino Gaetano, un giullare perbene. Venerdì 2 giugno, Ancona, Accademia di Babele

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Venerdì 2 giugno, ad Ancona presso l'Auditorium Accademia di Babele (Fiera della Pesca), Luca Violini propone lo spettacolo di RadioTeatro dedicato a Rino Gaetano, a 42 anni dalla sua prematura scomparsa.

Il testo teatrale, che ha la consulenza artistica di Paolo Logli, si snoda in tempo reale, dallo schianto in macchina che lo avrebbe ucciso, quella maledetta notte del 2 giugno 1981, fino all’arrivo dell’ambulanza.

Quella stessa ambulanza che lo portò da un ospedale all’altro, fin quasi all’alba, senza trovare un luogo dove ricoverarlo. Una storia che sembra surreale, ma è purtroppo vera: 3 ospedali rifiutarono Rino Gaetano quella notte, e il quarto lo accolse su una barella del pronto soccorso, dove morì.

Una storia ancora più surreale se si pensa che Rino l’aveva raccontata per filo e per segno in una sua canzone di gioventù, come se ci fosse una premonizione, o forse come se immaginasse che la mala sanità italiana poteva arrivare a questo ed altro.

Sul luogo dell’incidente, probabilmente non rendendosi conto di cosa stia succedendo veramente, Rino Gaetano dialoga con una voce femminile. Mentre lui è infervorato, appassionato come sempre, pronto ad infiammarsi nel racconto delle sue battaglie, combattute brandendo la chitarra come una spada, o forse come il sonaglio di un giullare, lei è lontana, quasi distaccata dal mondo e dalle sue meschinità. Come se sapesse, e non potesse – o non volesse – dire.

Nell’arco di quell’attesa di un’ambulanza che non arriva, ondeggiando tra la spacconeria del trentenne e la improvvisa paura di morire, come una presa di coscienza che per un attimo si affaccia e viene cacciata via, Rino ripercorre, dialogando con la voce, che sembra conoscere bene ogni passaggio, tutte le fasi della sua carriera musicale.

Il suo ruolo di cazzaro, come dice lui e come lo chiamavano i suoi amici del folk studio, il famoso locale in cui sono nati ed hanno preso il volo tutti i cantautori della scuola romana: Francesco de Gregori, Antonello Venditti, ma anche lo stesso Rino. In quel locale ha mosso i primi passi, lui così diverso dai suoi amici, politicizzato, certo, ma non ideologicizzato, in un periodo, gli anni settanta, in cui l’ideologia pareva essere d’obbligo ed anzi una sorta di bollino qualità. Rino no, rifugge le prese di posizione e le scelte di campo, sceglie l’arma dell’ironia e del gioco di parole. Denuncia ridendo, infilando nelle sue filastrocche immagini di una cruda e fotografica critica sociale. Ma lo fa fingendo di giocare, di raccontare giochi di parole, di divertirsi a comporre non sense. Tanto da guadagnarsi da parte dei “cantautori laureati” il soprannome di “cazzaro” soprannome che non rifiuta, e che anzi sventola come orgogliosa scelta identitaria.

L’attesa dell’ambulanza è un piano inclinato che ci fa scivolare attraverso le sue canzoni ed i suoi incontri. Il Folk studio, l’incontro con Lucio Dalla, che gli procurerà il suo primo provino, l’avventura di Sanremo, dove Rino non voleva andare, e alla fine è andato costretto, ma vestito da pagliaccio, il rapporto di amore ed odio e di eterno conflitto coi discografici, lo sberleffo di Nuntereggae più, cantata in faccia a Maurizio Costanzo e Susanna Agnelli.

In scena, insieme a Luca Violini, ci sarà l'attrice Giulia Bellucci Alcuni video, montati da Daniele Frontini, faranno da contenitore per una serie di suggestioni, di stati d’animo, di piccoli schizzi ad acquarello che danzano sulle armonie delle canzoni immortali di un artista che andava davvero, già da allora, troppo forte.

Il disegno del suono e delle luci sono curate da Riccardo Vitali.

Hanno poi collaborato, come voci fuori campo, Luca Balducci, Lorenzo Baldini, Emanuele Collura, Paolo Usmiani.

Biglietto di ingresso: 15 euro

Info e prenotazioni: 320.5623974





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-05-2023 alle 16:46 sul giornale del 24 maggio 2023 - 140 letture






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