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“Avanti con coraggio oltre ogni umana fragilità”: si è conclusa la nona conferenza nazionale delle persone sordocieche della Lega del Filo D'Oro

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L’evento, annullato nel 2020 a causa della pandemia, è tornato in presenza ed ha rappresentato un’importante occasione di confronto che ha portato a ribadire le istanze di chi non vede e non sente. Francesco Mercurio, Presidente del Comitato delle Persone Sordocieche: “Non vogliamo privilegi e rifiutiamo il compatimento, chiediamo soltanto di essere protagonisti delle nostre vite perseguendo la massima autonomia possibile e partecipando attivamente, come tutti, alla vita del Paese attraverso il pieno riconoscimento dei nostri diritti”.

“Avanti con coraggio, oltre ogni umana fragilità”, è questo il titolo della nona Conferenza Nazionale delle Persone Sordocieche promossa dalla Lega del Filo d’Oro, che si è svolta dal 13 al 16 aprile presso il Grand Hotel Duca d’Este di Tivoli Terme (RM). Un’importante occasione di incontro e di confronto, che oggi è anche un segnale di ripartenza forte, nonché di ritorno alla vita nella relazione con l’altro dopo il duro stop imposto dalla pandemia che, con le misure di distanziamento, ha fatto vivere una condizione di doppio isolamento alle persone con sordocecità, le quali comunicano prevalentemente con il tatto.

L’iniziativa, fortemente voluta dal Comitato delle Persone Sordocieche dell’Ente fin dalla sua istituzione nel 1991, rappresenta un prezioso appuntamento con cadenza triennale che ha l’obiettivo di far uscire chi non vede e non sente dal buio e dal silenzio imposti dalla una disabilità complessa e di portare all’attenzione dell’opinione pubblica e delle Istituzioni le proprie istanze, rivendicando quei diritti fondamentali che dovrebbero essere loro garantiti all’interno di una società maggiormente inclusiva.

“In questi anni, in cui la pandemia ci ha fatto vivere una condizione di doppio isolamento a causa del blocco dei servizi che permettono la nostra autonomia e del distanziamento sociale che ci ha privati della possibilità di usare il tatto, per noi indispensabile per orientarci e comunicare, ci siamo scoperti ancora più fragili, ma abbiamo compreso che era necessario andare oltre, superando giorno dopo giorno le nostre difficoltà. In questo periodo per noi doppiamente buio e silenzioso, però, non ci è mai mancato il supporto della Lega del Filo d’Oro, che ha saputo riadattare il proprio modello di intervento per non farci mai sentire soli - sottolinea Francesco Mercurio, Presidente del Comitato delle Persone Sordocieche della Fondazione - Questa Conferenza è un’occasione molto importante perché ci permette di ricordare ciò che chiediamo da sempre, ovvero che ci siano riconosciuti gli stessi diritti degli altri e di essere messi nelle condizioni di vivere le nostre vite perseguendo la massima autonomia possibile e partecipando alla vita del Paese. Il coraggio ce lo ha insegnato Sabina Santilli, l’impegno ad andare oltre le difficoltà, oltre ogni umana fragilità, ce lo mettiamo noi. Chiediamo semplicemente di avere tutti gli strumenti necessari per farcela”.

La nona Conferenza Nazionale delle Persone Sordocieche, che si sarebbe dovuta svolgere nel 2020 con il titolo “Avanti con coraggio” per rendere omaggio all’insegnamento della fondatrice della Lega del Filo d’Oro Sabina Santilli - il cui motto era “avanti e buon coraggio senza mai tirarsi in indietro” - ha voluto mettere in evidenza la fragilità della condizione umana, che non è solo espressione di chi convive con una disabilità specifica e complessa come la sordocecità, ma che accomuna tutti e, nonostante la quale, bisogna sempre trovare la forza di andare oltre. Da qui il titolo scelto per l’edizione 2023, che ha visto la partecipazione di oltre 70 persone sordocieche seguite dalla Fondazione provenienti da tutta Italia e il coinvolgimento di circa altre 200 persone fra volontari, interpreti e tecnici per le tecnologie assistive.

In Italia, secondo un recente studio Istat - Lega del Filo d’Oro (2023), si stima che le persone con disabilità sensoriali e plurime alla vista e all’udito e contemporaneamente con limitazioni di tipo motorio siano oltre 360mila. Si tratta di una fascia di popolazione spesso invisibile, che rischia di essere confinata nell’isolamento imposto dalla propria disabilità, la cui stima complessiva deve essere però vista verso l’alto, tenendo in considerazione anche i minori al di sotto dei 15 anni, non inclusi nella rilevazione, e le persone che presentano, oltre alla minorazione sensoriale, anche una disabilità intellettiva.

“La Conferenza Nazionale delle persone sordocieche è da sempre, per la Lega del Filo d’Oro, un appuntamento molto importante perché ci permette di conoscere, attraverso il confronto di diversi vissuti e il ricco scambio di riflessioni, i loro bisogni e le loro istanze, indispensabili alla Fondazione per fornire risposte concrete e mirate in un’ottica di miglioramento continuo dell’attività che portiamo avanti da quasi 60 anni – dichiara Rossano Bartoli, Presidente della Fondazione Lega del Filo d’Oro Onlus – Nonostante i recenti dati ci dicano che la sordocecità è molto diffusa nel nostro Paese, viene spesso sottovalutata e ciò contribuisce ad aumentare le barriere che le persone sordocieche devono affrontare. Un tema fondamentale per garantire pari opportunità alle persone con disabilità visive ed uditive nell’educazione, nell’accesso ai servizi, all’istruzione ed alla formazione è quello di proseguire nel percorso del pieno riconoscimento dei loro diritti e come Lega del Filo d’Oro siamo schierati in prima linea affinché in Italia l’iter per la revisione e la piena applicazione della legge 107/2010 sul riconoscimento della sordocecità non si fermi”.

LE PRESENZE ISTITUZIONALI

Giovedì 13 aprile, dopo il saluto istituzionale delle Autorità locali, a dare l’avvio ai lavori sono stati Rossano Bartoli, Presidente della Fondazione Lega del Filo d’Oro Onlus, Francesco Mercurio, Presidente del Comitato delle Persone Sordocieche e Vincenzo Falabella, Presidente della FISH, Federazione Italiana Superamento Handicap. Falabella è stato scelto non solo come importante portavoce del mondo della disabilità a livello nazionale, ma anche per la sua esemplare storia personale che lo ha spinto ad andare oltre quell’umana fragilità, con determinazione e coraggio. La conclusione dei lavori, che si è svolta domenica 16 aprile, ha visto inoltre l’importante presenza del Ministro per la disabilità On. Alessandra Locatelli, che aveva promesso di prendere parte alla Conferenza in occasione dell’inaugurazione del Centro Nazionale della Lega del Filo d’Oro, avvenuta il 30 marzo scorso, dimostrando ancora una volta la propria attenzione e vicinanza alle persone con sordocecità e pluriminorazione psicosensoriale.

“Ringrazio il Presidente del Comitato delle Persone Sordocieche della Lega del Filo d’Oro, Francesco Mercurio, e il Presidente Rossano Bartoli per avermi invitata a questa importante occasione di confronto e di riflessione che è anche un valido momento per compiere valutazioni in merito all’attività svolta e ai programmi per il futuro. La Conferenza nazionale delle Persone sordocieche è l’incontro di tante persone che hanno saputo sfidare i limiti della nostra società, dimostrando con la loro azione che ogni persona ha un valore e un talento sui quali è possibile, e si deve, investire – dichiara il Ministro Locatelli - Ricerca, interventi precoci, riabilitazione e cure sono aspetti fondamentali che devono essere garantiti ad ogni persona e, grazie soprattutto alla Lega del Filo d’Oro, in questi anni l’approccio scientifico e culturale ha compiuto dei salti di qualità evidenti. Oggi le nuove sfide implicano una capacità sempre maggiore di disporre e di utilizzare le nuove tecnologie al servizio della persona per la vita quotidiana, il lavoro, il tempo ricreativo, ed è necessario un ulteriore salto di qualità nella visione culturale. È fondamentale che al fianco del Comitato, della Fondazione, delle persone e delle loro famiglie ci siano le Istituzioni e che, ad ogni livello istituzionale, lo sguardo si concentri sulla possibilità di investire su ogni persona e sulle sue capacità, superando i limiti dettati dall’ambiente e, qualche volta, anche dalla mente di chi guarda”.

STORIE DI SPERANZA, OLTRE OGNI UMANA FRAGILITÀ

Il focus delle sedute plenarie che hanno animato la Conferenza è stato incentrato su 4 storie di persone sordocieche con età differenti, ognuna delle quali ha raccontato la propria esperienza e la voglia di non arrendersi mai, nonostante le difficoltà imposte dalla propria disabilità. Si tratta di Lucia, Stefano, Patrizia e Ivana che, pur consapevoli della propria fragilità, vanno avanti con coraggio, oltre il buio e il silenzio.

Lucia, osimana di origini calabresi, classe 2000, ha studiato presso l’istituto alberghiero Einstein-Nebbia di Loreto (MC), dove attualmente svolge l’attività di bibliotecaria. Nutre una grande passione per la letteratura e il suo sogno è di lavorare nel mondo dell’editoria. E, mentre sogna, ogni giorno si impegna in prima persona, andando avanti con coraggio per costruire il proprio futuro. Stefano, classe 1983, di Castel Volturno (CE), è laureato in giurisprudenza. Uomo colto, animato da una grande curiosità, ha intrapreso, a dispetto della propria disabilità, un percorso per diventare giornalista professionista, iscrivendosi alla scuola di giornalismo presso l’Università S. Orsola Benincasa di Napoli, che tutt’ora frequenta.

Stefano va avanti con coraggio inseguendo le sue passioni. Patrizia, classe 1969, di origini straniere, ha sempre vissuto in Italia, più precisamente a Milano. È nata sorda, ma senza problemi apparenti alla vista, che si sono poi manifestati nel corso della vita. Finché ha avuto un buon residuo visivo, Patrizia ha viaggiato molto per il mondo. L’insorgere della cecità le ha sconvolto la vita. Dopo l’iniziale smarrimento non si è persa d’animo: ha sviluppato nuove abilità e approfittando dei tempi vuoti della pandemia ha imparato il Braille.

Patrizia non viaggia più fisicamente come una volta, ma non si è fermata e va orgogliosamente avanti con coraggio in cammino per il mondo. Ivana, classe 1935, è nata a Tagliacozzo, in Abruzzo, ma fin dall’infanzia ha vissuto a Roma, dove ha studiato nel locale istituto per sordi. Autonoma, fiera e determinata,

Ivana ha lavorato finché ha potuto, partecipando attivamente alla vita della comunità. Ancora oggi, nonostante lo scorrere degli anni e la vista che cala, Ivana va ancora avanti con coraggio come ha fatto per tutta la sua vita.

IL LOGO SIMBOLICO DELL’INIZIATIVA

Logo simbolo della Conferenza di quest’anno è stato una locomotiva, scelta per raccontare l’energia e la determinazione di chi non vede e non sente. Il logo è stato oggetto di un “Concorso per idee” in cui si era chiamati alla realizzazione di un'opera tattile per dare espressione al tema della quattro giorni.

LE INIZIATIVE PER PROMOVERE UNA MAGGIORE INCLUSIONE

Nel corso dell’iniziativa, le persone sordocieche hanno potuto partecipare a diverse attività ricreative, ludiche e culturali, fondamentali per restituire loro quell’atteso ritorno alla relazione e favorire una maggiore inclusione. Tra queste: la mostra degli ausili informatici e tiflotecnici a cura della Tiflosystem, la mostra di manufatti realizzati da alcune persone sordocieche e la mostra dei lavori che hanno partecipato al “Concorso per idee” per la scelta del logo della Conferenza; inoltre la presentazione dello Showdown, disciplina sportiva ideata negli anni ‘60 da Joe Lewis, canadese non vedente, con successiva dimostrazione ad opera di una delegazione federale FISPIC (Federazione Italiana Sport Paralimpici per Ipovedenti e Ciechi).



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-04-2023 alle 16:13 sul giornale del 18 aprile 2023 - 98 letture






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