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GRE Marche, riflessioni su gestore unico rifiuti provincia di Ancona

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Abbiamo ricevuto delle riflessioni dal consulente Dott. Emanuele Quercetti, sul Gestore unico dopo l’approvazione nel consiglio comunale di Ancona, ed alcune assemblea dell’ATA sul punto.

Nel cercare di comprendere come il panorama della gestione e raccolta dei rifiuti stia cambiando, tra normative comunitarie e nazionali, enti di Gestore, Tariffe più corrette e precise per chi esegue una buona differenziata (tariffa puntuale), noi del GRE Marche vogliamo essere pronti ad affrontare questo argomento spinoso, economicamente importante, ma soprattutto ecologicamente impattante sulle future generazioni. Per noi il tema dei rifiuti, non è solo importante, ma evidentemente necessario da affrontare a 360 gradi, ed è per questo che chiediamo ai Comuni ed a tutte le istituzioni coinvolte a tutti i livelli di conoscere e comprendere se questo Gestore unico, questi investimenti (senza impianti di riciclaggio) siano corretti e non implichino danni all’ambiente (tipo inquinamento atmosferico con i gas di scarico per trasportare il rifiuto differenziato da una parte all’altra del pianeta). Un’occhio attento e vigile da parte di noi associazioni ambientaliste , anche su queste tematiche, sarà baluardo per un futuro migliore. Ecco uno stralcio che ci scrive Quercetti.

Riflessioni al progetto del gestore unico ATA2 Ancona

Attualmente nella provincia di Ancona (47 Comuni e 417.225 abitanti nel 2019) operano 6 gestori di raccolta e trasporto rifiuti: AnconaAmbiente; Jesiservizi; CIS; Astea; Marche Multiservizi e RIECO.

L’ATA2 decide di affidare direttamente ad un nuovo gestore, quest’ultimo non ancora effettivamente costituito (infatti ad oggi si chiama ancora NewCo, probabilmentesi chiamerà CORUM), con la formula del “IN HOUSE PROVIDING”. Il progetto è stato presentato da VIVA SERVIZI, l’attuale gestore dell’idrico per molti comuni della provincia.

Il modello individuato è l’IN HOUSE a cascata: tre società a capitale interamente pubblico comunale (Viva Servizi S.p.A., Ecofon Conero S.p.A. e Jesiservizi S.p.A.) costituiscono una NewCo consortile che opererà attraverso le aziende consorziate con Vivaservizi, Ecofon e Jesiservi per svolgere il lavoro.

Il primo dubbio sulla convenienza economica sorge per mancanza di documenti ufficiali di indagine istrutturia effettuata dall’ATA2 che deve vigiliare e controllare proprio su questo punto

Il dubbio dell’effettiva economicità viene rafforzato anche da quando scritto in un documento agli atti come “PEF ATA”. A pagina 7 la voce Costi Generali di Gestione (CGG), voce che comprende i costi di dirigenti ed impiegati non operativi (si veda la delibera 363/21 ed il suo allegato MTR2 di ARERA) che, presumibilmente, sono quelli di Vivaservizi; tali costi aumenteranno di percentuali consistenti nei prossimi anni (si veda la tabella sottostante ripresa direttamente dal documento).

Andiamo a cercare di capire come migliorerà l’efficienza del nuovorispetto al vecchio. In teoria dovrebbe essere semplice: verifico le performance ed i costi per singolo servizio svolto dai vecchi gestori AnconaAmbiente; Jesiservizi; CIS; Astea; Marche Multiservizi e RIECO e li confronto con la nuova NewCo: Vivaservizi, Ecofon e Jesiservizi. Ecco il primo intoppo: Vivaservizi ed Ecofonnon hanno mai gestito il servizio rifiuti e dunque come posso compararli per verificarne l’efficienza? Ma soprattutto come ha fatto ATA2 a farlo? Non lo sappiamo.

Ad Esempio per i Comuni serviti ora da RIECO non c’è nessun dettaglio scritto su come gestirli, neanche un semplice piano d’investimento( non è scritto con quali mezzi verrà effettuata la raccolta, e né con quali soldi).

Gli investimenti hanno sempre avuto un’importanza rilevante in questo tipo di progetto in cui i numeri ed i cronoprogrammi la fanno da padrona; la mancanza del piano economico finanziario potrebbe mettere in crisi i comuni soci e i loro bilanci perché, per questa forma giuridica, ogni perdita, ogni inefficienza ecc. della NewCo dovrà essere ripianata con poste di bilancio comunale, chiaramente a scapito del finanziamento di altre attività (sistemazione strade, attività sociali, asili, mense, ecc..).

non c’è traccia di un piano degli investimenti o finanziario che sia per poter giustificare un progetto di tale portata (circa € 1.250.000.000,00 in 15 anni).

Inoltre la potestà di scegliere se passare a tariffa corrispettiva è di sola competenza del singolo Comune (Consiglio Comunale per la precisione), come previsto dalla Legge 147/13, commi 651 – 652 – 667 – 668. Dunque, ATA2 e VIVASERVIZI non potranno applicarla in modo autonomo come descritto nel documento (questo evidenzia anche una mancanza di competenze di base).

La tariffa puntuale corrispettiva funziona solo in presenza di impianti (biodigestore, termovalorizzatore, riciclaggio plastica, vetro, ecc.) (completamente assenti nella nostra Provincia e Regione), altrimenti è semplicemente un ulteriore costo senza benefici.

A questo punto, anche noi del GRE Marche abbiamo qualche dubbio, ma non essendo esperti in materia come invece lo è il Dott. Quercetti, cercheremo di capirci di più e meglio, continuando a mettere il nostro impegno a sostegno di un ambiente da salvaguardare in tutte le sue forme, anche quelle più spinose, che non si possono evitare tipo i rifiuti.

Per ulteriori delucidazioni potete trovare l’articolo completo al seguente link: http://www.igredellemarche.org/public/post/l-approcio-dei-gre-sull-economia-circolare-246.asp



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-02-2023 alle 18:34 sul giornale del 17 febbraio 2023 - 162 letture






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