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comunicato stampa

Inaugurazione del 33° A. A. dell’UNITRE

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Nella Sala delle Colonne del Palazzo Campana, sabato 10 dicembre, la presidente Antonietta Mattioli ha presentato al pubblico, Carlo Nardi, il relatore della Lectio Magistralis, dal titolo “Personaggi e atmosfere della Osimo che fu, narrati dalla sedia di un bar.

” Mai scelta è stata più, indovinata sia per il personaggio che per il soggetto della conferenza, perché come ha sottolineato la Mattioli: -In questo periodo carico di preoccupazioni c’è bisogno di leggerezza, per dimenticare l’assillo della pandemia, e attutire le preoccupazioni che stanno colpendo gli Italiani” Carlo Nardi, osimano doc, è un pubblicista, iscritto all’ordine dei Giornalisti che per impegni professionali ha trascorso lunghi periodi in Africa e negli Stati Uniti ma è sempre ritornato ad Osimo, dove risiede, per ritrovare quel clima di sano provincialismo che ha vissuto nella sua giovinezza. “Far rivivere la memoria del passato- così ha iniziato Nardi- è necessario per lasciare al futuro un patrimonio di emozioni e di esperienze che io ho raccolto nell’archivio della mia memoria e trascritto nel mio primo libro”Martedì, chiuso per turno”. Con una capacità oratoria che provoca subitanea empatia, il relatore si è detto onorato di svolgere il compito richiestogli perché l’Università delle tre Età ha il merito di privilegiare la cultura e favorire la socializzazione, e anche di riportare sui banchi di scuola quelle persone che non hanno avuto la possibilità di frequentarla. “Gli iscritti- ha continuato Nardi- sono studenti per scelta e non per inerzia- ci vuole la volontà di allargare l’esperienza o di approfondire le proprie conoscenze, e tutti noi dobbiamo sentirci come Ulisse, avidi di sapere per non restare nel mondo dei bruti “. Coinvolgendo il pubblico ad interloquire con lui, Nardi è entrato nel merito della conferenza, riesumando l’atmosfera di Osimo che fu, quando nel Bar Centrale di Fiorani si incontrava con i coetanei per una partita di biliardo ma anche per ascoltare le facezie dei più grandi. La vetrina del bar dava la possibilità di guardare i passanti, di assaporare gli odori e i sapori di quel tempo, quando i giri per il corso si chiamavano vasche, quando c’erano tanti Circoli di ritrovo, quando si facevano scherzi e si accettavano senza paura di querele. Il relatore ha intervallato la sua piacevole esposizione leggendo alcuni brani del suo libro che lui ha definito “ Ironico, Identitario ed Inclusivo”, delineando la mitica figura del Prof. Marino Marini, suo insegnante di Ginnasio che ha plasmato la sua mente e la sua anima come fa uno scultore o un cesellatore. Considerando i “diversi” non figli di un dio minore ma esseri umani che comunicano con un mondo interplanetario, Carlo ha descritto Mariolì ,un ragazzo che scorrazzava per il Corso sentendosi un elicottero e comunicando con esseri celesti, suscitando ovunque la simpatia. La descrizione del Cimitero e dei 400 passi per raggiungerlo ha allontanato la paura della morte e fatto riflettere gli astanti e ha poi terminato con la lettura del suo ”Inno a Osimo”, una poesia dove ha svelato il suo amore per la città natale e l’orgoglio di essere osimano. La Mattioli ha quindi ringraziato il relatore aggiungendo che il suo libro non è rivolto solo agli osimani ma anche a chi, come lei, non lo è, dato che le atmosfere e i tipi descritti sono comuni ad ogni luogo



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-12-2022 alle 14:19 sul giornale del 17 dicembre 2022 - 356 letture






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