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L’economia che sognava Fausto Vicarelli

3' di lettura 23/11/2022 - Nella notte del 23 novembre 1986 spirava Fausto Vicarelli. Un incidente stradale lo strappava all’affetto della famiglia e dei tanti che lo stimavano. Aveva cinquant’anni.

Una piazza a Roma, un’associazione, un laboratorio universitario e diversi incontri ne ricordano la statura intellettuale, ma di più morale con la quale ha offerto il proprio contributo alla società di ieri e di oggi.

Docente universitario di economia politica, studioso di rilievo e cattolico convinto, il nome dell’economista è legato al molto bene fatto nella propria professione, e nel mondo che coltivava con il proprio modo di essere.

Nato il 18 gennaio 1936, ad Osimo, è attivissimo in parrocchia e nell’Azione cattolica. Impegno, fede ed un grande senso di responsabilità denotano il suo carattere fin dalla giovinezza.

Studente di Economia e Commercio presso l’Università degli studi la Sapienza a Roma si laurea, brillantemente, nel 1959, discutendo una tesi sulle impostazioni economiche di Hicks e della scuola svedese.

Il Welfare state è quel particolare modo di guardare ai reali problemi della collettività, fornendo una risposta alle tante incognite del quotidiano.

Professore universitario a Firenze, Ancona ed infine a Roma è un docente preparato e disponibile. Le sue lezioni partono dalla teoria per approdare alla vita di tutti i giorni.

Lo stile ed il metodo caratterizzano il proprio modo di insegnare e lavorare.

Autore di un importante numero di pubblicazioni, il punto centrale del proprio pensiero è trovare le sinergie necessarie per far fronte alle incertezze del sistema ed alle spinte inflazionistiche che minano l’esistenza delle persone e delle famiglie.

Occupazione, moneta ed uguaglianza sono i temi presenti nella propria ricerca.

Amico e collega di Federico Caffe, l’economia che sogna il professor Vicarelli è fatta di progresso e solidarietà alle necessita della povera gente. La materia così viva, ed alle volte tecnica, dev’essere lo strumento per il bene della comunità civile, vero contenuto di ogni studio. L’impostazione economica di John Maynard Keynes, approfondita nel corso degli studi all’estero, conferma la propria validità, guardando alle soluzioni dei problemi che possono limitare l’efficienza economica, descritta nell’articolo 2 della Carta costituzionale.

Dagli anni Settanta è consulente presso l’ufficio studi della Banca d’Italia, fornendo un rilevante contributo per la realizzazione del primo modello econometrico italiano. Nel lavoro approfondisce alcuni settori dell’economia internazionale e della ricerca macroeconomica.

Attento alle difficoltà del prossimo, è attivissimo in una fitta rete di volontariato, che lo vede presente alle necessità dei piccoli. Moltissimi sono aiutati, spiritualmente e materialmente, senza che nessuno sapesse di questo suo modo di fare, ma di più di essere.

Paziente e rigoroso, ma fermo nel proprio modo di concepire l’esistenza, la sua vita è laboriosa e costante nell’azione.

Chi lo ha conosciuto ne ricorda la serenità, la preparazione e quel sorriso, aperto e leale, nei confronti dell’interlocutore.

Generosità, preparazione e grande disponibilità hanno caratterizzato la sua attività, spesa a servizio di quell’ideale di bene che ha testimoniato, con la propria vita, coerente e solidale con il prossimo.








Questo è un articolo pubblicato il 23-11-2022 alle 08:47 sul giornale del 23 novembre 2022 - 440 letture

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