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Fp Cgil, stabilizzazione “COVID” dei precari: Occorre rispetto per i professionisti

FP CGIL area vasta 2 5' di lettura 23/10/2022 - Proprio non serve esultare o fare falsi trionfalismi, illusori. Occorre rispetto per i professionisti e per gli utenti del Servizio Sanitario Pubblico. Perché assolutamente deludente è risultato il Tavolo svolto in Regione Marche in data 19 corrente mese sulla questione della stabilizzazione “COVID” dei precari.

Innanzitutto va detto subito che, se a quel Tavolo si è incominciata a vedere finalmente una Bozza di testo di Delibera di Giunta Regionale Marche su tale specifica stabilizzazione (promessa da mesi e mesi ai Sindacati regionali e mai vista), rispetto al quale la stessa Regione è in fortissimo ritardo (mentre le altre Regioni hanno già proceduto da tempo nel corrente anno) è solamente perché il giorno prima, la medesima, è stata incalzata a dovere, in sede di Assemblea Legislativa Marche, da una mirata Interrogazione che chiedeva a gran voce la stabilizzazione del personale precario, TUTTO, sia quello in servizio che quello non più in servizio, impegnato durante il COVID, in possesso dei relativi requisiti previsti dalla Legge di Bilancio 2022 (18 mesi maturati al 30.6.2022, di cui almeno 6 registrati nel periodo tra il 30.1.2020 ed il 30.6.2022).

E’ sembrato, insomma, un Tavolo di facciata, illusorio appunto.

La Regione si è presentata impreparata al Confronto, ossia senza il Dato completo, distinto per ogni singolo Ente del Servizio Sanitario Regionale Marche, circa quanti precari del Ruolo Sanitario (Dirigenza e Comparto) e del Ruolo Tecnico (esclusivamente gli Operatori Socio Sanitari) presentino i requisiti della stabilizzazione “COVID” per ognuno di essi, dando quindi la netta impressione di approssimazione e di fare le cose per sceneggiata.

Nessuna precisazione o chiarimento, peraltro, circa QUANDO verrebbe pubblicata, sull’Albo Pretorio della Regione Marche, la Delibera di Giunta Regionale sulla stabilizzazione “COVID”, il cui testo, comunque deludente nel merito (e vedremo perché a seguire) sarebbe quello presentato al medesimo Tavolo.

Ciò a testimonianza di una palese discontinuità rispetto ai precedenti processi di stabilizzazione, quelli “Madia”, attuati dalla Regione Marche, dove l’importanza superiore di emettere una Delibera specifica, in qualità di Linea Guida, consisteva giustappunto nel fatto che veniva fornita, a tutti gli Enti del Servizio Sanitario Regionale Marche, formale e sostanziale autorizzazione a prorogare, ogni volta, ogni precario presentante lo specifico requisito alla stabilizzazione, in occasione cioè della scadenza del singolo Contratto a tempo determinato, proroga concessa oltre il limite consentito dalle norme contrattuali, ammessa, nel qual caso, nelle more del completamento del processo di stabilizzazione entro il termine imposto dalla Legge.

Invece, in questo caso, per restare ai circa 120 precari dell’Area Vasta 2 con i requisiti “COVID”, di cui 90 Infermieri e 30 Operatori Socio Sanitari (da nostre stime, perché la Regione, come detto, non ha fornito Dati), nessuna rassicurazione e certezza è stata fornita, da parte della Regione al Tavolo a proposito del fatto che essi, i precari aventi i requisiti della stabilizzazione “COVID”, alla scadenza dei personali Contratti a tempo determinato in data 31.12.2022, saranno prorogati, anche SE venisse pubblicata (QUANDO ?) la Delibera di Giunta Regionale Marche in questione!

E quindi, a fronte di ciò, si conferma anche la forte incoerenza di codesta Regione, la quale, attraverso l’Assessore alla Salute, in occasione della ricordata Assemblea Legislativa della Regione Marche del giorno 18.10.2022, dichiarava, testuali parole ascoltate, che Ove un'Azienda non abbia capienza nel suo Tetto di spesa, il calcolo debba essere fatto con una compensazione tra le attuali 4 Aziende Sanitarie (ossia Azienda Ospedaliera di Ancona, Azienda Ospedaliera Marche Nord, INRCA ed ASUR Marche)”, salvo poi contraddirsi, il giorno dopo, al Tavolo in Regione, affermando l’intenzione di voler stabilizzare i precari “COVID” nel 2023!

Se c’è compensazione, non vi è motivo alcuno per differire al 2023 e non stabilizzare i precari “COVID”, SUBITO, in questo 2022, come fatto peraltro dalle altre Regioni!

Opacità presente nella Bozza di testo della Delibera di Giunta Regionale Marche anche laddove è scritto di stabilizzare in misura pari al 50% riguardo l’utilizzo delle relative Graduatorie!

L’Area Vasta 2, fino ad oggi, ha sempre stabilizzato TUTTI i propri precari aventi titolo, ed ora non dovrebbe più farlo?

Anche in questo caso, quindi, forte incoerenza della Regione Marche che, sempre in occasione dell’Assemblea Legislativa del giorno 18.10.2022, e sempre attraverso l’Assessore alla Salute, aveva dichiarato, testuali parole ascoltate, che “Si valuti che noi abbiamo l’interesse pubblico a tenere TUTTO questo personale, sia il personale che può essere stabilizzato con la Legge “Madia”, sia il personale che può essere stabilizzato in ragione del servizio prestato durante l’emergenza COVID”!

Si vuole ora sperare che la Regione Marche, per il prossimo Tavolo stabilito per il giorno 8 Novembre 2022, voglia correggere il tiro, e, sempre il tema di rispetto per i professionisti e per gli utenti del Servizio Sanitario Pubblico, che il nuovo Governo nazionale appena insediatosi si adoperi SUBITO per far accelerare la fase dell’approvazione del nuovo CCNL del personale del Comparto Sanità, Triennio 2019-2021, ancora fermo alla Corte dei Conti, in attesa di essere controllato circa la compatibilità dei costi, un periodo che potrebbe durare anche 60 giorni!

Sarebbe una cosa senza precedenti, con un Contratto differito, a quel punto, come approvazione, al 2023, e ben 4 anni di arretrati economici da percepire (2019-2022)!

In un momento in cui le famiglie hanno necessità OGGI di aiuto per contrastare i costi.

Non mancheremo, pertanto, come nostro solito, di scrivere al Capo del Governo, non essendo abituati a stare con le mani in mano.

Altamente offensivo colpire in tal modo, su tutto il fronte, un settore nefralgico come la Sanità Pubblica, negando la stabilizzazione a livello regionale e la chiusura del Contratto a livello nazionale, in un momento in cui andrebbe riconosciuto il premio a chi ha lavorato durante il COVID e le cui famiglie, OGGI, sentono il grossissimo peso del caro vita.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-10-2022 alle 10:13 sul giornale del 24 ottobre 2022 - 74 letture

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