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Castelfidardo: Fondazione Ermanno Casoli presenta MARSHY Opera d’arte ambientale site-specific permanente di Eugenio Tibaldi

4' di lettura 29/09/2022 - Artista vincitore della XX edizione (2022) del Premio Ermanno Casoli a cura di Marcello Smarrelli.

La Fondazione Ermanno Casoli presenta nella sede di EMF FIME a Castelfidardo (AN), MARSHY, l’opera d’arte ambientale site-specific permanente ideata da Eugenio Tibaldi, vincitore della XX edizione del Premio Ermanno Casoli 2022, uno dei più importanti riconoscimenti nel campo dell’arte contemporanea in Italia.

Il Presidente di Elica, Francesco Casoli, ha dichiarato: “Il premio Ermanno Casoli ha una lunga tradizione e in vent’anni ha rappresentato la trasformazione culturale e del fare impresa mettendo in contatto arte e innovazione. Il progetto MARSHY esprime questi valori e rinnova la capacità della Fondazione e dei suoi artisti di leggere il nostro tempo e interpretarne i principali fenomeni culturali e sociali attraverso opere che sensibilizzano e creano una coscienza comune, verso le principali sfide del nostro presente e del futuro”.

Dopo un periodo di residenza nelle Marche l’artista ha deciso di realizzare il suo progetto in EMC FIME, azienda del gruppo Elica, nell’area verde prospiciente gli stabilimenti di Castelfidardo (AN), coinvolgendo per la prima volta non solo i dipendenti di quella sede, ma tutto il mondo Elica che ha una piattaforma produttiva articolata in sette siti tra Italia, Polonia, Messico e Cina, con oltre 3.200 lavoratori.

MARSHY nasce dalla ricerca di Eugenio Tibaldi sul ruolo dello scarto nelle macro e micro economie. Il difetto e il conseguente tentativo di miglioramento sono visti dall’artista come parte dell'evoluzione, in una tensione volta al controllo, all’efficienza e alla precisione. Ma se eliminare il difetto è compito della competizione economica, della ricerca scientifica, dello sviluppo tecnologico, non è detto che sia lo stesso per quanto riguarda l'aspetto umano.

“MARSHY – dichiara Marcello Smarrelli, direttore artistico della Fondazione Ermanno Casoli e curatore del Premio - è la metafora di un luogo di trasformazioni e mutamenti, il riflesso di un habitat primordiale in cui si genera la vita, ma è anche l’immagine di una comunità espansa e variegata che convive all’interno di un nuovo ecosistema, in cui la diversità fra gli elementi rappresenta il valore più prezioso, che si apre al dialogo con lo spazio circostante attraverso la complessità delle sue componenti”.

MARSHY, termine che in inglese si riferisce ad un ambiente palustre, è una monumentale installazione permanente e site-specific collocata dall’artista in un terreno posto tra due stabilimenti fino a poco tempo fa concorrenti e la strada provinciale Jesina. Uno spazio di confine non utile alla produzione e alla mobilità, eppure molto evocativo, soprattutto se si considera la sua posizione tra i due stabilimenti, il rapporto con l’adiacente strada provinciale e la vista che da questa posizione si gode sul centro storico di Castelfidardo.

L’opera si presenta come uno specchio d’acqua di forma circolare del diametro di 12 metri, con tre passerelle che indicano tre direzioni nello spazio e si riferiscono ad altrettante componenti, individuate dall’artista, come caratteristiche del territorio in esame: la natura, la storia e l’industria.

Emerge dall’acqua una vegetazione caratteristica di un ambiente palustre: arbusti, bambù, fiori, popolata da una colonia di 200 volatili; il tutto costruito interamente attraverso il riutilizzo degli scarti della produzione aziendale e il coinvolgimento in vari modi di tutti i dipendenti del gruppo Elica.

La scelta della palude non è casuale: solitamente considerata come un territorio conteso tra terra ed acqua, zona liminare e complessa, essa rappresenta un’anomalia del paesaggio, ritenuta poco utile, non adatta agli insediamenti a meno di non essere prima bonificata, di fatto sempre “scartata”. Eppure le paludi presentano uno dei più alti tassi di biodiversità al mondo, risultando fondamentali nei processi evolutivi e per la sopravvivenza dell'ecosistema generale.

Con MARSHY Eugenio Tibaldi intende aggiungere un nuovo tassello alla sua pluriennale ricerca sul confine ricreando uno spazio ispirato al più marginale degli ambienti naturali. Un luogo di sospensione in cui ogni definizione di ciò che vediamo e proviamo è allo stesso tempo rassicurante e fuorviante, per questo capace di accogliere una molteplicità di letture. Un luogo in cui il reale non è chiamato in causa e lo si può comprendere solo attraverso la percezione di ogni individuo, nell’esperienza immersiva dell’attraversamento, dove i messaggi si incrociano e si accavallano rispondendo alle personali esperienze culturali del pubblico.

Completa l’installazione un inserto sonoro che richiama alla mente il canto degli uccelli, ideato dall’artista con il musicista Andrea Naspi e realizzato con la fisarmonica grazie alla collaborazione con la storica azienda di Castelfidardo Pigini Fisarmoniche.

Una scelta che sottolinea ulteriormente lo strettissimo legame di questa opera d’arte con il territorio, rafforzata dall’inserimento della sua inaugurazione tra i principali eventi del programma del PIF (Premio Internazionale Fisarmonica), in programma a Castelfidardo da mercoledì 28 settembre a domenica 2 ottobre 2022.

VISITE ALL’OPERA:

DURANTE IL PIF: Da giovedì 29 settembre a domenica 2 ottobre 2022, dalle ore 15.00 alle ore 17.00, sarà possibile visitare l’installazione prenotando al numero di telefono +39 345 6420254 o scrivendo a info@fondazionecasoli.org

DAL 3 OTTOBRE 2022 PREVIA PRENOTAZIONE AL NUMERO 071-72041






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-09-2022 alle 17:45 sul giornale del 30 settembre 2022 - 322 letture

In questo articolo si parla di arte, cultura, mostra, Comune di Castelfidardo, territorio, comunicato stampa

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