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Evento in memoria di Emanuele: "Nisba it’s alive". Raccolti circa 1800 euro per il progetto "Suona con me", musicoterapia per bambini disabili

6' di lettura 08/09/2022 - 3 settembre 2022. Al Copacabana di Porto Recanati c’è stato un concerto punk rock di cui si parlerà a lungo e con grande affetto: Nisba it’s alive. Voglio raccontarvi non solo la storia che ha portato tante persone a questo evento, ma soprattutto a chi è dedicato, cioè Emanuele Gualini, Manu, mio fratello.

Fin da giovanissimo Nisba, come lo chiamavano i suoi amici, è stato un appassionato e un cultore della musica. Era un collezionista seriale di vinili e cd, conosceva i generi musicali a menadito, dal rock al rap, dal reggae al jazz, ma il suo amore più intenso è stato uno: il punk. Un amore inossidabile e travolgente che l’ha conquistato da adolescente. Era il chitarrista dei The Livermores, con cui nel 2019 ha pubblicato un album di cui andava orgogliosamente fiero e ha fatto tournée in giro per l’Italia e all’estero, ottenendo riconoscimenti di pubblico e di critica.

Laureato in psicologia, Manu ha lavorato sempre nella sua vita, senza risparmiarsi mai. Ha fatto di tutto: cameriere, centralinista, magazziniere. Dopo tanta fatica, impegno e non poche frustrazioni, in questi ultimi anni era un educatore scolastico di bambini con disabilità. Un lavoro che amava e affrontava con dedizione e serietà.

Chi ha conosciuto Manu come me sapeva bene che era tutto d’un pezzo, deciso, intraprendente, capace di ascoltare senza pregiudizi o ipocrisie, di ragionare in maniera controcorrente e con una facilità istintiva nel creare relazioni autentiche. Una persona che puntava ai fatti e non riempiva l’aria di parole inutili e non richieste.

Sono trascorsi due anni dalla sua morte improvvisa nell’agosto del 2020 e manca tantissimo a me, ai miei genitori e a tutti quelli che gli volevano bene e hanno avuto il piacere di incontrarlo e conoscerlo, dai bambini con cui lavorava, i loro genitori e insegnanti, i suoi colleghi fino ai familiari, tutti i suoi amici, le band e i musicisti che ha conosciuto.

Manu ha saputo creare una rete sociale di relazioni belle e sincere in ambienti solo apparentemente distanti. Una qualità più unica che rara. Molti lo stimavano e la presenza numerosa al Copacabana ha confermato questo sentimento genuino e collettivo.

Dopo la sua scomparsa, noi familiari abbiamo pensato che fosse giusto continuare in parte quello che Manu nella sua vita aveva fatto e in cui aveva creduto con tanta determinazione e che unisse la sua passione per la musica con il lavoro. Così abbiamo dato vita al Nisba Project e con una raccolta fondi in collaborazione con l’associazione di volontariato Qui ed Ora di Osimo, la sua band The Livermores e l’etichetta I Buy Records abbiamo attivato “Suona con me”, un laboratorio esperienziale di musicoterapia per bambini con deficit cognitivi e problemi nella relazione.

Dopo un primo stop causato dalla pandemia, nell’ottobre del 2021 è partita la prima edizione del laboratorio in memoria di mio fratello e siamo riusciti a fornire gratuitamente alla comunità un aiuto terapeutico specifico nel settore dell’infanzia. La risposta dei bambini e dei genitori è stata molto positiva, hanno apprezzato questa opportunità che si offriva loro. Noi siamo davvero contenti di questo risultato e ringraziamo le due musicoterapiste che hanno tenuto il laboratorio: Margherita D’Ignazio e Alessandra Pasqualini.

Le iniziative del Nisba Project non si sono fermate e siamo arrivati a un bellissimo e affollatissimo concerto punk rock: Nisba, it’s alive. Le dieci band, conosciute e apprezzate all’interno dello scenario punk rock italiano, si sono esibite e avvicendate sul palco, dalle quattro del pomeriggio di sabato fino allo scoccare della mezzanotte. Tutte loro hanno conosciuto e suonato con Manu in giro per l’Italia e sono venute fino a Porto Recanati a titolo gratuito, in nome dell’amicizia che avevano con lui. In ordine di esibizione: Slurmies, On My Arms, Cocks, Proton Packs, Twister, Riccobellis, Ratbones, The Chromosomes. E in chiusura le band con cui ha suonato proprio Manu: The Dinasyt e The Livermores. Grazie ragazzi per la disponibilità, per averci regalato emozioni forti e aver dimostrato l’affetto che unisce la comunità punk rock.

È stato evidente ancora una volta come non esistano e non debbano assolutamente esistere barriere tra gli uni e gli altri. L’amore di e per Manu ha coinvolto e aggregato persone di tutti i tipi e provenienti da diverse regioni d’Italia, sdoganando stupidi preconcetti e superando ostacoli mentali.

I proventi derivati dalla vendita del merchandising del concerto e di tutte le band (dischi, magliette, spille e adesivi) sono stati devoluti in beneficenza e confluiranno nel Nisba Project e naturalmente in nuove edizioni del laboratorio di musicoterapia. Quasi tutte le famiglie che hanno aderito l’inverno scorso parteciperanno di nuovo e ci auguriamo che questo sia solo l’inizio.

Io e i miei genitori, Anna Maria e Silvio, sentiamo il desiderio di ringraziare alcune persone che hanno permesso l’esistenza di questa serata, a partire da Giuseppe Palumbo e Mattia Campanari, rispettivamente bassista e batterista dei The Livermores, che hanno pensato per primi a questo concerto e ci hanno creduto fin dall’inizio. Inoltre, vogliamo ringraziare coloro che si sono dedicati attivamente alla realizzazione e alla riuscita del concerto, specialmente Max Belotti, Eraldo Bevilacqua e Andrea Cingolani, gli sponsor, che hanno dato un contributo economico per questo progetto, il Copacabana per averci ospitato e il comune di Porto Recanati. L’elenco delle persone sarebbe ancora lungo, è impossibile citarle tutte, ma sappiate che vi siamo veramente grati.

È stata una serata meravigliosa. Mancava solo Manu. La sua morte è ingiusta e inaccettabile. Personalmente non so dove sia andato mio fratello. Non lo so. Ma sono convinto che sia fiero di questo live e che, in qualche modo imperscrutabile, sabato sia stato con noi, godendosi ogni cosa. Mi piaceva immaginarlo in giro tra le sedie e i tavoli del Capocabana, a bere il suo amato paccatello, a parlare senza filtri, a conoscere nuove persone con la sua naturalezza, a ridere spontaneamente, sotto cassa a incitare le band, i suoi amici, a cantare a squarciagola e infine sul palco a suonare i suoi pezzi. È solo una fantasia, lo so. Ma è una bella fantasia. Ovunque tu sia, grazie Manu. Ti voglio bene.








Questo è un articolo pubblicato il 08-09-2022 alle 15:19 sul giornale del 09 settembre 2022 - 1636 letture

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