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Cosa serve per aprire una startup? La guida completa

3' di lettura 01/08/2022 - Il tessuto economico italiano, da sempre composto in gran parte da piccole e medie imprese, si sta ultimamente arricchendo sempre di più grazie alle startup innovative.

Secondo gli ultimi dati del Mise, la risposta alla crisi pandemica di questo settore è stata forte: solo nel terzo trimestre del 2021 il numero di queste imprese è cresciuto del 16,8%, il 10% in più del 2019, con risvolti importanti anche per l’occupazione, la quale è incrementata del 40,5%.

Startup: i requisiti e le agevolazioni

Le Startup sono delle imprese innovative che si collocano, solitamente, all’interno del settore dell’informatica, operando per la transizione digitale. La loro esistenza, però, è ancora più trasversale, perché il campo di applicazione dei derivati tecnologici parte dal campo medico e può arrivare fino a quello agricolo a seconda dell’innovazione e della creatività.

Per poter essere considerata tale, un’azienda deve però essere in possesso di determinati requisiti, fra cui una recente costituzione (non più di 60 mesi), sede in uno dei Paesi membri dell’Unione Europea e una produzione annua non superiore ai 5 milioni di euro dal secondo anno di età. Inoltre, la stessa deve spendere almeno il 15% in ricerca e sviluppo, possedere un capitale umano di alta formazione (per un terzo dottori di ricerca o laureati da 3 anni) o titolare di un brevetto SIAE.

L’azienda che possiede questi requisiti è una startup e può godere di diverse agevolazioni come finanziamenti pubblici a fondo perduto, prestiti bancari e diverse agevolazioni fiscali, soprattutto relativi alla deducibilità dei costi di impresa.

I passaggi da compiere

Per aprire concretamente una startup è fondamentale seguire dei passaggi corretti e ben ponderati, in modo da poter rientrare perfettamente nella definizione e di conseguenza accedere a tutte le agevolazioni preposte.

Per prima cosa, bisogna pensare all’idea di un business che sia innovativo e faccia proprie le tendenze di mercato attuali e in crescita, in modo da poter essere attuali e interessanti agli occhi dei clienti.

In seguito, l’idea va validata secondo interviste a potenziali clienti e analisi di mercato, condotte anche in relazione ai competitor già presenti nel settore e che hanno ottimo successo con il target a cui si affacciano.

Successivamente, è fondamentale creare uno smoke test per analizzare i feedback: questa pratica consiste nel lanciare una pagina internet dove si presenta il prodotto al fine di raccogliere adesioni al progetto oppure semplici interessati osservatori. Tutte queste idee vanno raccolte in un business plan da sottoporre ad altre persone, in modo da trovare co-founder del progetto e creare un team vincente.

Da questo momento in poi comincia il lavoro che consiste nello sviluppo dell’idea, cercando di costruire un Minimum Viable Product da mettere sul mercato: solamente in seguito bisogna regolarizzarsi legalmente, costituendosi in società e richiedendo l’accesso ai fondi.

In questa fase, rientra anche la ricerca di una sede, la quale comporterà diversi costi tra cui quelli per le utenze quali luce, gas e connessione internet. Si tratta di fattori importanti da preventivare e sui quali è comunque possibile intervenire se si vuole minimizzarli attraverso la ricerca nel mercato dei fornitori di offerte per l’energia elettrica dedicate alle aziende, ad esempio, che consentano di tagliare i flussi in uscita e risparmiare dal punto di vista economico.

Infine, bisogna creare un pitch, la presentazione del progetto vero e proprio, da pubblicizzare e sottoporre a tutti, in modo da attirare investitori e far sì che la propria startup possa iniziare ad ottenere successo.


   

di Redazione





Questo è un articolo pubblicato il 01-08-2022 alle 17:51 sul giornale del 01 agosto 2022 - 38 letture

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