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"Nelle Marche il suino si alleva dal neolitico". La storia delle prelibatezze regionali al corso per sommelier dei salumi

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Conoscere un territorio significa anche studiarne i sapori, comprendere il valore delle sue tradizioni. Per questa ragione abbiamo offerto ai nostri collaboratori un corso di alta formazione volto ad ottenere il diploma di tecnici assaggiatori di salumi.”

A spiegarlo è Genny Monterotti dell’omonima azienda sarnanese del gusto e produttrice di alcuni degli insaccati pìù premiati d’Italia. che ha promosso e messo a punto un originale itinerario formativo organizzato dai maestri dell’Onas. L’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Salumi rappresenta una vera e propria istituzione dei sommelier dei salumi che conta circa tremila soci in tutta la penisola.

Dopo le prime cinque lezioni online, la tappa conclusiva - come affermato da Flavio Vai, maestro assaggiatore ONAS Marche, si è svolta proprio nella sede della storica azienda marchigiana e ha condotto all’analisi sensoriale di circa 10 insaccati, alla presenza del sindaco di Sarnano, Luca Piergentili. Si è discusso dei 56 salumi tipici delle Marche, di cui solo due hanno ottenuto gli ambiti riconoscimenti europei: il prosciutto Carpegna DOP e il Ciauscolo IGP.

Hanno trovato posto, nel corso dell’iniziativa, anche gustose curiosità storiche come l’origine del detto popolare “del maiale non si butta via niente” e la data a cui risale l’allevamento marchigiano del suino: il grufolante animaletto è un fedele compagno dell’uomo dal neolitico, ovvero da quasi ottomila anni fa.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-06-2022 alle 12:06 sul giornale del 22 giugno 2022 - 187 letture






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