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Abbattimento mucca Luisa: minacce al sindaco Pugnaloni

4' di lettura 08/06/2022 - Insulti sulla pagina social del primo cittadino che non ha alcuna colpa sulla vicenda se non quella di aver voluto difendere l’incolumità degli osimani e rispettato la legge. Solidarietà dalla redazione di Vivere Osimo.

La vicenda della mucca Luisa, abbattuta lunedì mattina presto dalla Polizia provinciale, ben presto ha superato i confini locali. Una storia strappalacrime quella della bovina di 450 chili che era riuscita a trovare la libertà vagando per oltre due mesi per le campagne osimane, nella zona tra la frazione di San Paterniano e via Chiaravallese. A nulla erano valsi i tentativi di recuperarla da parte del proprietario che si era visto costretto a chiedere l’intervento delle autorità. Come avviene in casi del genere, in cui è a rischio anche l’incolumità pubblica, il sindaco Simone Pugnaloni ha dovuto firmare l’ordinanza di abbattimento. La mucca infatti poteva diventare un pericolo per gli automobilisti di passaggio nella zona e aveva già danneggiato diverse colture alla ricerca del cibo per il proprio sostentamento o solo passandoci sopra. Purtroppo alcune persone, speranzose che la “fiaba” del libero bovino avesse un lieto fine, non l’hanno presa bene e hanno incominciato ad insultare sui social il sindaco, che in questo caso ha l’unica colpa di aver pensato all’incolumità dei propri concittadini. Di fronte all’ennesima minaccia ha deciso di condividere la propria amarezza sulla sua pagina Facebook e di adire alle vie legali contro chi usa in modo offensivo la tastiera pensando di poter contare su una sorta di immunità che non c’è. Questi soggetti, che mostrano di dimenticare di essere umani e quindi di avere una mente pensante, e ci si augura anche una coscienza, hanno preferito riversare le proprie frustrazioni per la vicenda sull’innocuo primo cittadino senzatesta, non curandosi che nella lontana Ucraina sono morte migliaia di persone che non hanno avuto la possibilità di lasciare questo mondo con un semplice colpo in testa, ma hanno subito delle vere torture. “Da giorni - scrive Pugnaloni - mi arrivano via social e su Messenger messaggi da parte di pseudo-animalisti con toni inaccettabili, infarciti di insulti e persino minacce personali. Messaggi di fronte ai quali non resterò inerme e avvierò le necessarie procedure legali. Rispetto e posso anche condividere il dispiacere e la rabbia per la vicenda legata alla mucca abbattuta nei giorni scorsi a San Paterniano, ma non posso esimermi dal precisare le circostanze che hanno portato all’ordinanza sindacale, perché è ovvio che queste reazioni scomposte sono figlie dell’ignoranza, della mancata conoscenza della realtà”. Sulla vicenda il sindaco ha ragione da vendere, ma anche per chi non avesse capito appieno la vicenda decide di specificare alcuni punti “Punto primo. La bovina non era un animale da compagnia. Era stata acquistata da un allevatore privato per la macellazione. Il suo destino era già segnato. Sarebbe comunque stata condotta al macello entro fine estate, secondo i piani del proprietario. Ad oggi risulta ancora consentita questa pratica, così come il consumo di carne. C’è chi ipotizza una fuga dell’animale alla ricerca della libertà: realisticamente, l’animale è scappato dalla stalla perché spaventato da una volpe o da un lupo che si erano avvicinati troppo alla sua recinzione, come ha riferito il suo proprietario. Alcuni ci rimproverano di non aver tentato soluzioni alternative all’uccisione con proiettile. Falso. Perché per due mesi, non 2 o 3 giorni, il proprietario ha provato a recuperare la bovina, le ha portato cibo e acqua quotidianamente e ha fatto intervenire più veterinari per provare la sedazione e riportarla nella stalla, ma ogni tentativo si è reso vano. In questo lungo arco temporale la bovina da 450 kg, vagando in una zona non recintata, oltre ad essere a rischio di aggressione da parte di lupi, che più volte sono stati notati in queste zone, ha causato danni alle coltivazioni agricole tra Osimo e San Paterniano. Inoltre si è avvicinata pericolosamente alle strade pubbliche, via San Paterniano e via Chiaravallese. E’ per questo che, su invito della Asur Marche – Servizio Sanità Animale, e previa comunicazione alle forze dell’ordine, è stata necessaria l’ordinanza di abbattimento, perché la bovina rappresentava ormai un pericolo per la pubblica incolumità. L’abbattimento tramite proiettile come metodo di eutanasia è previsto dalle linee guida Avma. Chi oggi protesta - conclude il primo cittadino - non ha bene in mente le responsabilità civili e penali che sono in capo ad un Sindaco, il quale, se non avesse firmato l’ordinanza come proposto da Asur, avrebbe dovuto rispondere nell’eventualità di incidenti stradali causati dall’animale. Infine, la bovina ha un valore economico deciso dal proprietario: ogni sua cattura da parte di associazioni di recupero animale avrebbe dovuto fare i conti con questo dato inconfutabile”. Al sindaco Pugnaloni va la solidarietà di tutta la redazione di Vivere Osimo.








Questo è un articolo pubblicato il 08-06-2022 alle 13:24 sul giornale del 09 giugno 2022 - 1688 letture

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