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Lavori nella Cattedrale di San Ciriaco

9' di lettura 16/02/2022 - Il primo ottobre 2017 l’Arcivescovo iniziava il ministero episcopale nell’Arcidiocesi di Ancona-Osimo.

Riguardo alla cattedrale di S. Ciriaco riceveva delle osservazioni da parte di alcuni sacerdoti:

1. Manca il presbiterio. Quando ci sono le concelebrazioni i sacerdoti sono seduti nell’aula liturgica dove sono i fedeli.

2. L’altare posizionato nel 2007 presenta difficoltà, in quanto è fatto su due livelli con un gradino, più sacerdoti spostandosi da un punto all’altro durante le celebrazioni sono caduti. Ci sono gradini per accedere all’ambone che non permettono a persone disabili di poter andare a proclamare la Parola di Dio.

3. Ci sono due altari uno vicino all’altro quello del 1730 e quello del 2007, l’altare dovrebbe essere uno.

A seguito di queste osservazioni, l’Arcivescovo, nel 2018 riuniva una commissione composta dal Direttore dell’Ufficio Beni Culturali della Arcidiocesi di Ancona-Osimo, dal direttore dell’Ufficio Liturgico diocesano, dal Cerimoniere vescovile e dal Rettore della cattedrale, per intraprendere un percorso di riflessione e affrontare le problematiche sorte dalle osservazioni ricevute. In seguito, per avere un parere a riguardo, vennero convocati anche i Tecnici che avevano redatto il progetto dell’adeguamento del 2007.

Dalle diverse consultazioni, facendo memoria che ogni epoca deve tenere presente l’essenziale ed esprimerlo nel tempo, con forme e stili che si susseguono, vennero elencati tre punti da tenere sempre presenti:

1. La centralità e l’essenzialità della liturgia

2. La funzionalità degli spazi liturgici

3. La conservazione dei manufatti storico-artistici che nel corso del tempo sono stati utilizzati.

Alla proposta di un adeguamento del presbiterio vennero formulate diverse ipotesi. Prima di procedere ad un progetto, nel 2018 venne realizzato un incontro con il Soprintendente in cattedrale per sondarne la fattibilità. Non ci fu un rifiuto delle varie ipotesi e proposte, si decise di riprendere il discorso a distanza di breve tempo, riflettendo sul tutto, per avere una armonizzazione di quanto si intendeva fare. A seguito del trasferimento del

Soprintendente, venne fatto un nuovo sopralluogo in cattedrale con il nuovo Soprintendente. Ci si confrontò su diverse proposte. Venne chiesto alla Arcidiocesi di Ancona-Osimo di elaborare una ampia e descrittiva relazione che motivava la richiesta e una bozza preliminare di progetto. Nella relazione dell’Arcidiocesi veniva evidenziato che: “Il precedente adeguamento del presbiterio del 2007 ha mostrato e dimostrato un fatto importante: la chiesa non è un monumento inanimato da accogliere così come ce lo ritroviamo, ma è un corpo vivo che accoglie e restituisce la fede delle generazioni espressa nell’arte e nell’architettura. Da qui si rende necessario prima che per ragioni storico artistiche, per ragioni di traditio della fede un approccio rispettoso delle testimonianze storiche, che deve integrarsi con l’esigenza delle nuove generazioni di entrare in dialogo con il principale luogo di fede come è la Cattedrale, luogo dal quale il Vescovo maestro, pastore e liturgo della Chiesa locale conferma ed educa la fede e la vita cristiana del popolo di Dio a lui affidato, nell’interrotta successione apostolica che lega ogni generazione al fondamento della fede trasmessa dagli apostoli: Cristo morto e risorto per la nostra salvezza. L’adeguamento del 2007 ha superato l’approssimazione e la “volgarità” di luoghi liturgici vanificati dalla loro scarsa dignità intrinseca e inadeguata collocazione. Ricordo che l’altare era un tavolo appoggiato su dei cavalletti e l’ambone un nobile leggio altrettanto mobile; la sede un faldistorio collocato sull’ultimo scalino dell’altare benedettino. Proprio la bontà dell’ispirazione del precedente adeguamento e il coraggioso lavoro fatto, chiede, oggi, un ultimo passaggio: il recupero dello spazio fisico di un presbiterio che deve il suo nome al fatto che lì è il luogo dove siedono i presbiteri che concelebrano con il vescovo, rendendo visibile la piena comunione cattolica sull’esemplarità della liturgia episcopale”.

Nelle Istruzioni Generali del Messale Romano (2000) n. 299, è scritto: “L’altare sia costruito staccato dalla parete, per potervi facilmente girare intorno e celebrare rivolti verso il popolo: la qual cosa è conveniente realizzare ovunque sia possibile. L’altare sia poi collocato in modo da costituire realmente il centro verso il quale spontaneamente converga l’attenzione dei fedeli. Normalmente sia fisso e dedicato”.

Da parte dell’Arcidiocesi venne affidato il nuovo progetto dell’adeguamento del presbiterio all’Architetto e all’Ingegnere che avevano curato il progetto dell’adeguamento del 2007.

Durante il periodo del Covid, tutto è rimasto fermo. Nel 2021venne presentato il progetto con allegato il rendering e la relazione in un incontro preliminare presso la sede della Soprintendenza, con la partecipazione di alcuni Funzionari, l’Arcivescovo, il Direttore degli Uffici Beni Culturali della Arcidiocesi, l’Architetto e l’Ingegnere incaricati. Si trovò il punto di intesa per presentare il progetto definitivo che prevedeva: l’arretramento dell’attuale presbiterio con ambone e sede, la rimozione del nuovo altare del 2007, l’abbassamento dell’altare del 1730, con lo spostamento della bretella superiore da collocare in uno spazio della cattedrale.

Veniva invitata la ditta DECOR ART s.n.c. di Maggi Luciano di Verona, a prendere visione dei lavori, data la loro competenza in materia, visto che in precedenza avevano restaurato tutti i marmi nella cripta di S. Ciriaco e avevano eseguito i lavori di adeguamento del presbiterio del 2007. Veniva chiesto loro se erano disposti ad eseguire i lavori come autorizzati dalla soprintendenza.

Ai sacerdoti dell’Arcidiocesi più volte, in sede plenaria, è stato esposto il nuovo adeguamento del presbiterio, anche con delle immagini in rendering che mettevano in evidenza i cambiamenti che venivano apportati. Nessun presbitero ha mostrato contrarietà alla proposta dell’adeguamento e dei cambiamenti.

L’Arcidiocesi presentava così alla Soprintendenza il progetto definitivo. Il 13 luglio 2021 veniva comunicata la concessione da parte della Soprintendenza a procedere come da loro autorizzato. Il progetto prevede l’arretramento del presbiterio del 2007 di alcuni metri, con il posizionamento dello stesso ambone e della stessa cattedra così come erano collocati precedentemente. La rimozione dell’altare del 2007 con la collocazione della parte della facciata in un luogo interno alla cattedrale, come indica la soprintendenza. L’abbassamento dell’altare del 1730 con l’eliminazione dei tre gradini, di cui il primo posto a filo di pavimento per conservarne la memoria storica, lo spostamento della bretella superiore in un luogo della cattedrale che indica la soprintendenza.

La progettazione rispondeva così ai tre punti iniziali:

1. L’altare è uno ed è il punto centrale della cattedrale dove tutto deve convergere. Per sua propria natura, è mensa peculiare del sacrificio della croce e del convito pasquale: mensa peculiare, sulla quale si perpetua nei secoli il sacrificio della croce, fino al ritorno di Cristo; mensa intorno alla quale si radunano i figli della Chiesa, per render grazie a Dio e cibarsi del Corpo e Sangue di Cristo. Cristo è l’altare perché con Lui e in Lui si sostiene e si realizza il sacrificio redentore. Il Sacrificio di Gesù è stato così perfetto che non si può pensare a un altro più grande, possibile e completo.

2. I presbiteri hanno uno spazio a loro dedicato nella parte retrostante l’altare, nel coro ligneo e nella parte laterale.

3. L’altare del 1730 smontato, viene rimontato integralmente con gli stessi pezzi e gli stessi marmi, nello stesso posto, su cui verrà celebrata l’eucaristia come è avvenuto dal 1730 fino al Concilio Ecumenico Vaticano II. Tra altare, ambone e presbiterio non ci sono più barriere e gradini, perché posti sullo stesso piano. La bretella superiore dell’altare viene collocata, come memoria storica, all’interno della cattedrale come indica la soprintendenza. Per cui tutto viene recuperato come memoria e nulla va perso. Viene recuperata integralmente la bellezza e la funzionalità del coro ligneo del seicento-settecento e “restituito” alla cattedrale il suggestivo spazio liturgico dell’abside.

Nel periodo prenatalizio e natalizio del 2021 l’Arcivescovo, durante le celebrazioni da lui presiedute, ha informato i fedeli sui lavori che sarebbero stati eseguiti. Veniva anche messo a disposizione dei fedeli e affisso in bacheca un foglio recante la sintesi dei lavori , il costo e la richiesta di libera offerta da parte di chi intendeva contribuire.

L’Ufficio Beni Culturali e l’Arcivescovo hanno sempre mostrato piena e pronta disponibilità ad incontrare chiunque avesse chiesto spiegazioni e chiarimenti. A nessuno è stato mai precluso l’incontro. Chiunque volesse prendere visione degli elaborati può recarsi presso l’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Ancona-Osimo.

Altri lavori nella cattedrale:

1. Si sono resi necessari i lavori al tetto dell’abside della navata centrale per le continue infiltrazioni di acqua. E’ stato necessario rimuovere tutte le tegole, fare il nuovo manto di copertura, sistemare le scossaline, i canali. É stato necessario spicconare gran parte dell’intonaco sulla parete esterna nord-est e rifarlo.

2. E’ stato risistemato anche parte dell’intonaco interno dell’abside dell’altare maggiore con relativa tinteggiatura.

3. Il sisma del 2016 aveva provocato lesioni all’abside dell’altare della Regina di tutti i Santi. E’ stato necessario un sostanzioso intervento sia all’esterno che all’interno per fare un consolidamento e mettere in sicurezza.

4. La cripta detta delle lacrime, sotto l’altare del Crocifisso, presentava infiltrazioni di acqua e umidità. E’ stata stonacata, bonificata, intonacata nuovamente e tinteggiata. Per poter accedere alla cripta è stata realizzata anche una scala in ferro in modo che si ha un punto di entrata e un altro di uscita. Verranno collocati nella cripta due memorie importanti quella di S. Stefano e dell’apostolo Giacomo il minore.

5. Vengono sostituiti i vetri del rosone centrale in quanto alcuni pezzi vennero rotti e altri lesionati dalla grandine di qualche anno fa.

6. La cattedrale verrà dotata di nuovi corpi illuminanti a led, che sostituiranno gli attuali, per avere una luce uniforme e che illumini anche le parti che erano al buio e anche per il risparmio energetico.

Per gli inizi di aprile tutti i lavori dovrebbero essere completati, in modo che per Pasqua la cattedrale sarà nella sua piena funzionalità.

Per quanto sopra si ringrazia tutti coloro che hanno collaborato, in modo particolare l’Arcivescovo che ha creato una fitta rete di collaborazione e per ottenere parte dei contributi dalla Conferenza Episcopale Italiana affinché la cattedrale, chiesa madre di tutte le chiese, sia sempre più luogo di preghiera, testimonianza di fede, di carità e di bellezza.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-02-2022 alle 12:39 sul giornale del 17 febbraio 2022 - 211 letture

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