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SOS infermieri: stop alle donazioni di sangue e plasma

3' di lettura 16/02/2022 - In qualità di coordinatrici delle Avis della ex zonale 7 i cui donatori afferiscono presso il Centro Trasfusionale di Ancona e i Centri di Raccolta esterni di Osimo, Castelfidardo, Loreto e Chiaravalle, ci facciamo portavoce di una gravissima situazione che si è creata in questi ultimi giorni ma che è figlia di una concezione anacronistica della medicina trasfusionale.

Il personale infermieristico che gestisce la raccolta nei centri sopracitati è composto da 8 unità, numero rimasto invariato da oltre 20 anni e assolutamente inadeguato per gestire l’attuale quantitativo di donazioni. Nel 2002 la ex zonale 7 contava 4900 donatori e si registravano 9800 donazioni, 20 anni dopo i donatori sono 9350 e le donazioni 17000. Numeri che danno prestigio alla nostra zonale che da sola contribuisce al 50% della raccolta di tutta la provincia di Ancona, numeri raggiunti, oltre alla generosità dei donatori, grazie anche ai sacrifici del personale infermieristico che a volte lavora al limite delle proprie possibilità, numeri che però non potranno essere confermati stante la situazione attuale.

Oggi di quegli 8 infermieri, ben 5 sono in malattia e con i 3 rimasti non si riesce a tenere aperti i centri di raccolta esterni. Se a questo sommiamo lo sciopero del 15 e 16 febbraio a cui hanno aderito anche alcuni infermieri, il risultato che ne esce è che i centri esterni vengono chiusi e i donatori non possono donare. Martedì 16 la chiusura è toccata ad Osimo e Chiaravalle, sono state perse 40 donazioni, mercoledì 17 stessa sorte toccherà al centro di raccolta di Loreto e venerdì ancora a Chiaravalle, mentre il centro Trasfusionale di Torrette viene tenuto aperto ma con la possibilità di effettuare la metà delle donazioni che si fanno abitualmente.

Per la prossima settimana non si ancora se ci saranno ulteriori chiusure, tutto dipende dal ritorno in servizio degli infermieri attualmente malati. Tutto questo comporterà una carenza di sangue che andrà ad incidere sul regolare svolgimento delle attività ospedaliere, le prime che verranno penalizzate saranno le chirurgie perché non si vedranno garantite le scorte per gli interventi. Da parte dei donatori e dei dirigenti avisini questa situazione non è accettabile: noi dirigenti ci spendiamo per promuovere il dono, ci spendiamo per programmare le donazioni e poi ci troviamo in situazioni in cui la nostra offerta donazionale non può essere accolta, quando dall’altra parte ci sono persone malate che ne hanno assolutamente bisogno. Quello che chiediamo a gran voce è l’aumento della pianta organica che permetta al personale di lavorare in sicurezza e con continuità senza esser costretti a mandare a casa i donatori.

Questa richiesta la rivolgiamo in primis alla Direzione degli Ospedali Riuniti di Ancona, perché al momento a questa Azienda fa capo il personale che opera nei centri di raccolta della ex zonale 7, ma chiediamo anche l’intervento da parte della Regione Marche affinché metta mano all’organizzazione del sistema sanitario e potenzi i settori che risultano carenti di personale. Per quel che riguarda il sistema trasfusionale, chiediamo che finalmente si riesca a dare al Dipartimento Interaziendale Regionale di Medicina Trasfusionale (DIRMT) quella autonomia e quel personale autogestito di cui manca fin dal momento della sua istituzione...era il lontano 2003.


da Le coordinatrici della ex zonale 7 Francesca Pietrucci - Sabrina Iacussi - Daniela Piaggesi





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-02-2022 alle 09:42 sul giornale del 16 febbraio 2022 - 547 letture

In questo articolo si parla di attualità, avis, territorio, donazione di sangue, carenza di personale, comunicato stampa

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