Palazzini si dimette da consigliere comunale e lancia la volata ai giovani

5' di lettura 25/01/2022 - Il big delle Liste Civiche con questo gesto chiede un cambio di passo al movimento e il ricambio generazionale che aveva tracciato Latini con le sue dimissioni

La notizia circolava da tempo, le "insofferenze" del consigliere comunale Graziano Palazzini, big delle Liste Civiche, uno dei più anziani e soprattutto da sempre il più votato, si sono palesate sabato mattina quando ha rassegnato le proprie dimissioni in Comune. Una decisione anticipata dallo stesso Palazzini sulle colonne del settimanale “La Meridiana” in cui auspicava il necessario ricambio generazionale tra i latiniani come lo stesso leader aveva chiesto in seguito alla dèbacle del 2019 invitando i più esperti, dopo un breve giro in sala gialla, a lasciare il posto ai giovani, rimasti indietro tra i candidati, così da consentirgli di fare esperienza sul campo. Il primo a dimettersi è stato lo stesso Latini, poi eletto in consiglio regionale, al suo posto è subentrato Sandro Antonelli, un passato da amministratore della ex Imos, assessore con Simoncini e da sempre un big moderato e pronto al dialogo. Sono passati quasi tre anni e nessun altro dei consiglieri si è dimesso. E’ vero che c’è stata di mezzo una pandemia che ha reso tutto un po' difficile, ma Palazzini ha voluto rispettare quel principio lanciato dallo stesso Latini perché c’è bisogno di un cambio di passo tra i civici dove i giovani non riescono ad avere lo spazio che meritano come sta succedendo invece nel centrosinistra. Alcuni sono all’interno del coordinamento, ma le principali decisioni vengono prese dal cerchio magico che gravita intorno al leader, tutti gli altri non toccano palla. Palazzini spinge per un ritorno alla meritocrazia come è sempre stato sin dalle origini del movimento che ha iniziato il suo percorso politico negli anni novanta sul finire della vecchia DC di cui Latini fu tra l’altro un giovanissimo segretario comunale. Merito che è stato la forza trainante dei civici capaci di farsi un sol boccone dell’allora sindaco uscente Niccoli, di eliminare strada facendo nomi di primo piano del centrosinistra. Le persone all’inizio di questa lunga avventura venivano valutate per le idee e l’impegno con cui volevano cambiare volto alla città per rendere Osimo più moderna e al passo con i tempi. Idee che a volte valevano più dei voti ottenuti dai singoli tanto che alcuni di loro sono stati messi alla guida di enti e società partecipate. Non contavano neppure le simpatie politiche o le ideologie con cui si erano formati. Allora erano quasi tutti dei trentenni di centro, destra e sinistra accomunati dalla voglia di rilanciare la città con un progetto politico a lungo termine. Quella dei civici è stata una lunga corsa che si è fermata nel 2014 con la prima vittoria di Pugnaloni, tre voti di vantaggio che ancora oggi i veterani a stento riescono a mandare giù. Poi è arrivata un’altra sconfitta, ancora più pesante nel 2019, segno evidente che qualcosa andava cambiato nonostante il primo campanello di allarme fosse stato l’addio di un big della caratura di Achille Ginnetti. Latini però da vecchia volpe non ha mai dimenticato la lezione di Fanfani, soprannominato “rieccolo” e sempre pronto a rialzarsi dopo brucianti sconfitte come quando doveva essere il candidato alla presidenza della repubblica nel 1971, ma venne fatto fuori dai franchi tiratori. Decide quindi nel 2020 di candidarsi in regione, ottiene il seggio con l’Udc e viene persino eletto presidente del consiglio regionale. E’ l’occasione buona per allargare quel cerchio e rilanciare con forza il movimento puntando su alcuni giovani, definiti nel suo articolo da Palazzini “ottima materia grigia su cui lavorare”. Tutto però è rimasto fermo, un po' colpa del Covid, ma anche per la paura di sconquassare un equilibrio piuttosto precario tra le varie correnti in capo ai fedelissimi. Con le sue dimissioni Palazzini ha voluto lanciare un assist perfetto a Latini per mettere in atto il cambio di passo tanto atteso dalla base. Al suo posto in consiglio entrerà infatti il giovane Matteo Sabbatini (in teoria spetterebbe a Gilberta Giacchetti, ma nel caso accettasse dovrebbe dimettersi dalla presidenza del Campana, ipotesi quindi molto remota). E’ da vedere se gli altri eletti in consiglio decideranno di seguirlo anche se quella strada è stata tracciata dallo stesso Latini. Una notizia del genere avrebbe meritato lunghi post su Facebook da parte dei colleghi di partito e "avversari" politici, invece tutto ancora tace. Nemmeno Latini impegnato come grande elettore (non è l’unico osimano, c’è anche il deputato di “Alternativa” Paolo Giuliodori) ad eleggere il nuovo presidente della Repubblica, ha scritto un post. Nessuna nota stampa dal coordinamento dei civici, un silenzio, verrebbe da dire assordante (scusate l’ossimoro, ma rende molto l’idea), probabilmente perché ancora una volta Palazzini con questa sua decisione ha guardato in avanti mettendo il dito nella piaga e invitando tra le righe i colleghi e lo stesso Latini a dare seguito alle belle parole con fatti concreti. L’ex consigliere comunale nel suo articolo ha ribadito che continuerà a fare politica tra i civici, lavorando dietro le quinte con l’obiettivo di far crescere alcuni giovani e dare quindi futuro alle belle idee con cui prese vita il movimento stesso.






Questo è un articolo pubblicato il 25-01-2022 alle 17:35 sul giornale del 26 gennaio 2022 - 977 letture

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