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Quando la civiltà diventa un caso

3' di lettura 08/01/2022 - Il lungo serpentone che si è formato all’apertura dell’open day a Filottrano è stato oggetto di attenzione anche da parte dei media nazionali. Molti vogliono o accettano di vaccinarsi, ormai si fa la coda per tutto: per vaccinarsi o per farsi il tampone, davanti alle Poste o alla Banca, ma quasi sempre tutto si svolge in modo ordinato e rispettoso. Forse la pandemia ci ha reso più civili o lo siamo sempre stati, ma amiamo troppo lamentarci?

La Regione Marche ha promosso per questo fine settimana in diversi comuni l’open day vaccinale. A Filottrano già da tempo era in programma una giornata aperta, fortemente voluta dall’amministrazione Giulioni, con le postazioni temporanee istituite presso la palestra della scuola Beltrami di via Martin Luther King. Sin dal primo mattino di oggi in tanti si sono presentati per ricevere la prima, seconda o terza dose, infatti chi si prenota nell’apposito portale ormai può fissare un appuntamento soltanto a fine febbraio e ai primi di marzo, mentre in questo caso non era prevista alcun tipo di prenotazione. La paura della variante Omicron, altamente contagiosa anche se sembrerebbe meno invasiva rispetto alla Delta, e l’avvento continuo di nuove disposizioni governative sempre più restrittive hanno spinto molti filottranesi e abitanti dei comuni di limitrofi di approfittare di questa occasione. Nonostante la fila fosse composta, seppur lunghissima come sempre accade, in particolar modo all’apertura (la situazione è poi rientrata), si è voluto enfatizzare un po' la situazione con utenti di passaggio che hanno realizzato appositi filmati per immortalare la coda. Tutto questo è finito in rete ricevendo persino l’attenzione del Corriere della Sera che ha proposto un breve spezzone citando Filottrano. Ma perchè stupirsi di tutto questo quando ormai siamo abituati alle lunghe code che si formano quotidianamente davanti alle farmacie per i tamponi? Non si tratta di una situazione normale, le code vanno evitate, ma da quasi due anni non stiamo vivendo la normalità perchè siamo in piena emergenza, una condizione che terminerà il 15 giugno o almeno si spera. Non ci sono state in questo caso proteste, ma solo preoccupazione se ci fossero dosi a sufficienza per tutti. Il virus ha portato morte, sofferenza e difficoltà economiche, ma ha reso gli italiani più rispettosi. A parte qualche caso le code sono sempre ordinate, tutti aspettano senza sbraitare. Per chi non crede nel vaccino significa che ci siamo ridotti a pecore, secondo me che siamo molto più civili di quanto pensavamo o perlomeno lo siamo diventati di più con l’avvento del virus. Oggi a Filottrano con molta probabilità verranno inoculate circa 600 dosi, i vaccini non mancano, ma manca il personale, un problema sentito in tutta la penisola. Nella città della moda, dopo gli ultimi pensionamenti, c’è carenza di medici di famiglia che, come è noto, possono somministrare il vaccino. Il Comune già da tempo si è attivato con l’Asur per trovare una soluzione anche se è un problema che coinvolge tanti altri comuni della zona su cui la Regione dovrebbe intervenire a maggior ragione con la pandemia ancora in corso.

(foto tratta dal sito del Corriere della Sera - Corriere Tv)






Questo è un articolo pubblicato il 08-01-2022 alle 16:33 sul giornale del 09 gennaio 2022 - 554 letture

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