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Italia da record PIL in crescita del 6.1% 2021, momento perfetto per investire

4' di lettura 27/12/2021 - Tutte le statistiche e cifre del momento sembrano confermare le più rosee previsioni sulla crescita italiana nel 2021 con il PIL che sta facendo registrare la crescita più alta dal 1995.

Nonostante i numeri elevati riscontrati anche nel terzo trimestre del 2021, +2.6% con un balzo del 17.3% rispetto all’anno precedente, continua ad infiammarsi il dibattito tra sindacati e Confindustria sulla questione Green Pass, punto dolente sul quale ancora non si riesce a trovare un accordo.

Le ultime dichiarazioni di Bonomi

Il presidente della Confindustria Bonomi ha rilasciato alcune dichiarazioni durante l’ultima apparizione in pubblico al Cibus di Parma, evento internazionale del cibo arrivato alla ventunesima edizione, riconoscendo al governo l’ottimo lavoro compiuto nel raggiungimento di un'alta percentuale di popolazione vaccinata nonostante ancora rimangano molte incognite legate alle nuove varianti di Covid-19. Bonomi ha continuato criticando le parti dei sindacati che non vogliono accettare l’usa del Green Pass augurandosi che il governo decida di intervenire in modo definitivo inserendo una legge di obbligo vaccinale.

Prodotto interno lordo alle stelle, buon momento per gli italiani di investire?

Il PIL ha fatto registrare un aumento stellare del 17.3% su base annua, numero che non si era visto dal 1995 e ha stupito anche le aspettative migliori degli statisti. Questo boom economico ha portato un gran numero di italiani ad avere una maggiore quantità di denaro spendibile e ad iniziare a cercare metodi per entrare nel mondo degli investimenti.

Fine 2021 e inizio 2022 sono ottimi momenti per iniziare ad investire poiché gli economisti si aspettano che la crescita continui nel lustro a venire grazie al gran numero di fondi ed aziende straniere che hanno già in programma importanti investimenti sul territorio italiano.

Non sorprende dunque che una delle ricerche più cliccate su Google sia quella degli investimenti online, scelta prediletta degli italiani.

Tra i paesi del G7, la crescita italiana è stata battuta solamente da Gran Bretagna e Francia, le quali hanno fatto registrare rispettivamente un PIL in salita del 22.2% e 18.7%.

Nei numeri pubblicati da The Economist, tra le nazioni del G7, spiccano anche i risultati di Canada, con il 12.7%, Germania, al 9.4% ed infine il Giappone, che chiude la classifica delle migliori economie con il 7.5%.

Il Bel Paese, quindi, chiude l’anno ben al di sopra della media europea del 13.6%.

Da notare anche i risultati ottenuti da alcuni paesi del Sud America: il Perù ha chiuso il secondo trimestre del 2021 con una crescita del 41.9% seguito da Messico al 19.6% e Cile al 18.1%. Questi paesi emergenti potrebbero essere un ottimo punto di partenza per investire al di fuori dell’Italia in azioni e bond più rischiosi che però avranno la possibilità di generare profitti elevati.

Istat, da dove derivano gli aumenti maggiori

Le ultime stime pubblicate dall’Istituto Statale di Statistica spiegano come la crescita sia derivata soprattutto dai valore aggiunti generati dall’industria e dal settore terziario. A rendere costante la crescita durante il 2021 sono stati gli investimenti e i consumi interni seguiti a distanza dalle componenti estere. Unico punto dolente a creare un impatto negativo è stato quello delle scorte, -0.8%. Nonostante sia stato registrato un aumento dei posti di lavoro e delle ore lavorate, il reddito pro capite dei cittadini italiani è rimasto invariato, valore che fa preoccupare viste anche le previsioni date per l’inflazione.

Ottimi anche gli aumenti fatti registrare da import ed export, entrambe in positivo di oltre il 2%.

Le stime preliminari dell'Istat piazzano la crescita dell’indice nazionale dei prezzi, a cui non viene aggiunto il settore dei tabacchi, allo 0.6% mensile e al 2.9% annuo. Sfogliando i report pubblicati da Istat, si nota chiaramente come l’aumento dell’inflazione sia dovuto in gran parte alla crescita dei costi energetici, +22.9%.

Secondo fattore alla base dell’inflazione sono i generi alimentari che vedono il loro prezzo salire dello 0.8%, numero che può sembrare insignificante ma comporta gravi ulteriori spese per le famiglie italiane.

Ora si attende la conclusione dell’anno e l’uscita degli ultimi numeri Istat per avere la conferma definitiva del successo dell’economia e delle politiche industriali italiane che hanno portato ad una crescita del benessere delle famiglie italiane e dei loro investimenti in un prossimonel futuro.






Questo è un articolo pubblicato il 27-12-2021 alle 15:00 sul giornale del 27 dicembre 2021 - 51 letture

In questo articolo si parla di economia, redazione, articolo

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