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L’UNITRE celebra il 32° anno accademico

3' di lettura 10/12/2021 - Sabato 4 dicembre, nell’Aula Magna dell’Istituto.Campana, l’Unitre ha inaugurato l’A.A. 2021/22,alla presenza di uno scelto pubblico. Adottando tutte le precauzioni e le indicazioni legali, l’Unitre ha riaperto i battenti ed è ritornata alla normalità, dando il via ,da novembre.ai suoi Corsi e ai suoi Laboratori.

Alla presenza della Presidente Antonietta Mattioli, ristabilitasi dopo un intervento, si è svolta la Lectio Magistralis di Massimo Morroni e Maria Laura Bevilacqua dedicata a “Dante, i dialetti italiani, la Marca d’Ancona ed un Osimano”. Dopo il saluto di benvenuto, la Vice-Presidente Wilcka Fanesi ,ha augurato alla Mattioli una rapida guarigione e una attiva e brillante dirigenza, e all’Università di riprendere il ruolo culturale e sociale che ha sempre avuto, con la collaborazione responsabile degli studenti e dei docenti. Ha preso poi la parola Maria Laura Bevilacqua che, forte della sua esperienza di insegnante ha esposto la vita del sommo poeta, e, avvalendosi delle sue doti di regista e amante del Teatro, è riuscita a catturare l’attenzione degli spettatori e ad esaltare Dante come poeta e come uomo. La vita del poeta privata e pubblica è stata analizzata nei suoi scritti e nelle sue vicende politiche, mettendo in risalto il ruolo di Beatrice per la sua crescita poetica e quello della politica che ha messo in luce il suo senso civico e morale, sostenuti da un carattere orgoglioso e dignitoso. Dichiarando poi il suo ruolo di controcanto nel proseguo, la Bevilacqua ha dato la parola allo storico, cultore delle nostre tradizioni e studioso, Massimo Morroni.

Proseguendo il cammino tracciato dalla sua partner, Massimo ha messo in luce le tappe della vita di Dante soffermandosi sui punti salienti del sua vita privata e sugli avvenimenti che lo hanno coinvolto nella vita politica fiorentina: dalla sua scelta tra le fazione guelfa e ghibellina, al suo schieramento nel partito dei Guelfi Bianchi, propensi all’Imperatore, alla sua elezione tra i sei Priori, custodi del potere esecutivo; chiamato a Roma dal papa Bonifazio VIII e ivi trattenuto, accusato di corruzione, e sospeso dai pubblici uffici, con il pagamento di una ammenda, fu condannato alla confisca del beni e costretto ad abbandonare Firenze. Eccoci arrivati al punto clou della conferenza che prevedeva il cammino che ha portato Dante alla realizzazione del suo sogno: il mito di una possibile unità, sorretta dalla nascita di una nuova lingua unica il volgare italiano, cioè il dialetto parlato nelle varie parti d’Italia. Fatta una panoramica delle lingue parlate nelle varie regioni e non avendone trovata una degna di essere diventata decorosa, Dante va alla ricerca di una lingua illustre, eliminando i dialetti “turpi e fetidi” tra cui anche quello della Marca anconetana. Finalmente arriva alla conclusione scegliendo una lingua parlata in ogni città italiana ma non appartenente a nessuna, in base alla quale tutti i dialetti volgari municipali vengono “misurati, soppesati e comparati” La ciliegina sulla torta della conferenza, è stata la scoperta della Canzone del Castra, attribuita, niente popò di meno a un Messer Osmano, cioè osimano, che la dedica a una ragazza del Fermano cercando di irretirla. Grazie a Massimo Morroni, perciò, potremmo presuntuosamente supporre che anche un osimano abbia contribuito ad influenzare Dante nella scelta del volgare italiano.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-12-2021 alle 13:49 sul giornale del 11 dicembre 2021 - 263 letture

In questo articolo si parla di attualità, territorio, comunicato stampa, universiità terza età

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