La Commissione pari opportunità della Regione Marche torna a ribadire la propria funzione nel processo di contrasto alla “violenza di genere”

3' di lettura 07/09/2021 - La nozione di “violenza di genere” costituisce un concetto chiave nell’ambito degli studi (giuridici, sociologici, antropologici, filosofici) che si occupano della discriminazione femminile. Questo pensiero è stato recepito all’interno delle Dichiarazioni, delle Risoluzioni e delle Convenzioni Internazionali, per citarne solo tre in ordine cronologico, la Convenzione adottata nel 1979 dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione della donna (CEDAW), la Dichiarazione delle Nazioni Unite (1993) sulla eliminazione della violenza contro le donne, e, da ultimo, la Convenzione del Consiglio d’Europa-Convenzione di Istanbul (2011) sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica .

La prima più propriamente ha dato la definizione di discriminazione contro le donne ribadendo la necessità di contrastarne ogni sua forma . La seconda ha riconosciuto già nel 1993 " la necessità urgente per l'applicazione universale alle donne dei diritti e dei principi in materia di uguaglianza, la sicurezza, la libertà, l'integrità e la dignità di tutti gli esseri umani” di contrasto alla "violenza contro le donne" , per la prima volta definendola come “ogni atto di violenza fondata sul genere che abbia come risultato, un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, che avvenga nella vita pubblica o privata.” Anche l’assessore regionale Castelli in occasione dell’evento di presentazione della rinnovata Commissione, svoltosi il 30 luglio a San Benedetto, ha ricordato che ricorrono quest’anno i dieci anni dalla sottoscrizione da parte del Consiglio d’Europa della suddetta Convenzione di Istanbul ed otto dall’adesione dell’Italia.

La portata epocale di tale Convenzione consiste nell’aver riconosciuto la “ violenza contro le donne” violenza contro i diritti umani, ed essere lo strumento giuridicamente vincolante anche rispetto alla formazione, divulgazione ed educazione contro la “violenza di genere” nonché di aver affermato che la violenza contro le donne, che la maggior parte delle volte si declina come “domestica”, ha radici culturali che trovano giustificazione proprio in una concezione patriarcale e maschilista della società. Ecco, perché, fermamente occorre ribadire in ogni occasione- e tale è rappresentata dalla recente inaugurazione di una panchina nella città di San Benedetto- che l’operazione di “generalizzare” o di andare “oltre il genere” rischia di essere pericolosamente fuorviante e non corretta, tanto più che riconoscere la violenza che colpisce le donne in quanto donne- che è propriamente la “violenza di genere” nella sua definizione giuridicamente vincolante- oltre a non negare l’esistenza delle altre forme di violenza, è l’unico modo per contrastarla colpendo alla radice la sua causa, che è stata chiaramente individuata nella disparità culturale e nella disuguaglianza tra i generi.

Le pari opportunità sono inclusive per definizione, di ogni diversità, in ogni settore, e in ogni condizione per tutti e tutte, considerando conseguentemente le differenze come un valore – e principio costituzionale- da rispettare ed attuare in modo pieno, ma è imprescindibile, di fronte alle violenze che le donne subiscono (in Italia già 41 femminicidi dall’inizio dell’anno) proseguire nel cammino ormai da anni intrapreso del contrasto alla violenza contro le donne consistente nel dare di essa la definizione corretta, non obliterarne la caratteristica principale che è quella di essere “violenza di genere”.


da Le commissarie Rosina Alessandri Raffaella Bresca Eleonora Casalini Serena Cavalletti Ilaria Chiovini Antonella Ciccarelli Manuela Corbelli Sara Cucchiarini Alessia Di Girolamo Valentina Ugolinelli





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-09-2021 alle 17:11 sul giornale del 08 settembre 2021 - 174 letture

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