Chiostro San Francesco: venerdì 14 luglio in scena "il castello del Duca Barbablù" proposta in lingua originale.

4' di lettura 06/07/2021 - Quattro importanti appuntamenti per la Lirica con l'Op. 11 in atto unico di Bela Bartók IL CASTELLO DEL DUCA BARBABLÙ proposta in lingua originale.

In scena Andrea Silvestrelli, uno dei più importanti bassi del panorama operistico internazionale, nel ruolo di Barbablù, e Michela Bregantin nel ruolo di Judit, accompagnati al pianoforte dal Maestro Michele Guerrieri. La Regia è di Loris Barzon. Nel ruolo di Bardo, con voce fuoricampo, è Luca Violini. La scenografia vivente coinvolge 9 figuranti. Insomma un cast d'eccezione per questo progetto ideato e fortemente voluto proprio da Andrea Silvestrelli.

Anconetano di nascita, diplomato al Conservatorio di Pesaro, dopo aver iniziato la sua carriera in Italia ha debuttato in America e, una volta conquistato il pubblico del Metropolitan di New York, San Francisco Opera, Chicago e Los Angeles è diventato regolarmente ospite dei teatri più importanti di tutto il mondo. Il racconto della genesi di questo progetto è affidato direttamente alle sue parole: “da troppi anni canto in tutti i paesi del mondo. Da troppi anni manco da casa. Il Covid mi ha “costretto” a rimanere nelle mie Marche per lunghi mesi e in questo periodo, pieno di emozioni private, di studio e di momenti di grande riflessione è nato un sogno, quello di poter cantare per i miei amici, per la mia gente e riportare le persone non ad ascoltare ma a vivere l’opera e a farle tornare a casa un po’ diverse. E quando ho pensato a che cosa avrei potuto cantare per loro, confrontandomi con la mia collega Michela Bregantin che era con me a Erl per la produzione del Castello di Barbablù, ho pensato che proprio questa potesse essere l’opera giusta. In quest’opera Bartók riesce con la sua musica a dipingere ogni pensiero, con i suoni sovrapposti riesce a far parlare il suo castello. Tutto nella sua musica prende vita come in una danza. E la sua storia, pur così lontana, è invece tanto vicina: lui, lei, le insicurezze della vita, la rinuncia all'amore, o addirittura la rinuncia alla vita. Insomma io credo, nella mia intimità, che Bartók abbia scritto Barbablu per me…”.

Un prologo declamato da un bardo introduce la materia dell'azione in chiave simbolica. Siamo in una delle sale del Castello di Barbablù. Questi entra in scena insieme a Judit e inizia a dialogare con lei nell'oscurità quasi totale, ricordandole l'ostilità di madre, padre e fratello per aver deciso di abbandonare la casa natale. Judit non ha avuto esitazioni nel lasciare tutto quello che le era caro per seguirlo, ma le gelide tenebre del castello, privo di finestre, e l'acqua che traspira dalle mura, quasi lacrimassero, la sgomentano. Altrettanto misteriose e sinistre le paiono le sette porte chiuse che danno sulla sala principale: vorrebbe aprirle per vedere le stanze da esse celate alla sua vista, e portare luce e calore ovunque. Barbablù tenta di dissuaderla, ma Judit insiste finché ottiene, ad una ad una, le chiavi delle prime sei porte. All’apertura di ognuna di esse trova qualcosa di inimmaginabile ma continua ad insistere fino a chiedere anche la chiave dell’ultima porta.

Barbablù è sempre più fermo nel rifiuto, e cede molto a malincuore solo quando Judit dichiara di sapere quel che vedrà: armi, tesoro, giardino, luci filtrate dal sangue preludono al ritrovamento dei corpi senza vita delle precedenti mogli, come vogliono le dicerie carpite nel villaggio. Di fronte a quest'accusa Barbablù consegna la settima chiave, ed è grande lo stupore della donna quando, al posto dei cadaveri, vede sfilare avanti a sé tre donne riccamente addobbate. Sono le mogli del mattino, del mezzogiorno e della sera, spiega l'uomo, e Judit, che egli ha incontrato di notte, sarà la donna della notte. Inutilmente ella chiede pietà, il suo destino è segnato. Barbablù la ricopre di gioielli meravigliosi e la avvolge in un manto stellato; quindi Judit segue le tre compagne sinché la porta non si chiude alle sue spalle. Il duca s'allontana, mentre le tenebre tornano a invadere il suo castello.

Gli eventi sono sostenuti economicamente da importanti aziende marchigiane che hanno compreso l'importanza del connubio Cultura/Impresa: Mediolanum ufficio finanziario di Elisabetta Luna, Studio Pacinotti srl, Tecnostampa Srl, Eli Edizioni Srl, Carbini srl.

Queste le date per il mese di luglio:

Sabato 10 MONDOLFO – Piazza del Comune ore 21.30;

Mercoledì 14 OSIMO – Chiostro San Francesco ore 21.15;

Venerdì 16 luglio JESI – Piazza delle Monachette ore 21.30;

Martedì 20 luglio OSTRA – Piazza dei Martiri ore 21.30

Per info e prenotazioni: 320.5623974








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-07-2021 alle 17:49 sul giornale del 07 luglio 2021 - 212 letture

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