Ospedale di Osimo: dalle parole si passerà ai fatti?

4' di lettura 11/06/2021 - Il dossier presentato dal sindacato Anaao Assomed Marche ha posto l’accento sulle criticità del nosocomio, tutti i politici hanno voluto dire la loro opinione, ma dopo tutte queste parole gli osimani si aspettano fatti concreti.

Sull’ospedale di Osimo Mina direbbe con la sua bella voce “parole, parole, parole…” come nella canzone scritta da Alberto Lupo. Sono vent’anni che il nosocomio non versa più in condizioni ottimali, da parte dei politici di tutti gli schieramenti abbiamo sentito sempre tante parole, ma di fatti concreti se ne sono visti davvero pochi. Tutta la polemica scaturita in seguito al dossier redatto dal sindacato dei medici e infermieri ha posto nuovamente l’attenzione sull’ospedale e sulle sue tante criticità. Ma non ci si poteva e doveva accorgere prima di tutto questo? Nessuno ha mai pensato che il silos per l’ossigeno non era correttamente protetto e che alcune uscite di emergenza sono in pratica chiuse dalla presenza di auto o cassonetti dell’immondizia? I piccioni che deturpano il centro storico non sono certo nati ieri, solo oggi il guano è diventato un problema? La classe politica è sempre pronta a dire ad ogni elezione che l’ospedale di Osimo è la priorità del proprio programma, ma se fosse così negli ultimi giorni non ci saremmo trovati a scrivere sul SS. Benvenuto e Rocco, eppure abbiamo un sindaco particolarmente attivo, che ha governato quando la regione era guidata dal centrosinistra, e un presidente dell’Assemblea Legislativa delle Marche in carica e già sindaco, consigliere regionale e presidente della commissione bilancio sotto la giunta Spacca. Ma in tutto questo abbiamo delle colpe anche noi giornalisti che non abbiamo vigilato come avremmo dovuto perché presi dal rincorrere i politici nelle loro continue liti e divisioni. Adesso è giunto il momento di ripartire da zero, di lasciare da parte i personalismi, le opposte visioni politiche e lavorare in maniera sinergica affinchè tutte le criticità vengano risolte al più presto e il nuovo ospedale di rete venga completato veramente, come ha dichiarato il direttore generale dell’Inrca Gianni Genga, nel 2023. Sarebbe bello che venisse reintrodotto il reparto di ostetricia e ginecologia, Pugnaloni e Latini hanno la forza per poter arrivare anche a questo risultato. La salute è un bene primario che travalica le rivalità e i personalismi. Latini ha l’esperienza e la forza per potersi imporre in regione, Pugnaloni ha l’ambizione di voler continuare a fare politica ad alti livelli, il presidente del consiglio, se dovesse portare a casa un ottimo risultato, chiuderebbe una carriera lunga e prestigiosa nel migliore dei modi e potrebbe lanciare nel 2024 la candidatura a sindaco di qualche giovane civico di belle speranze, il primo cittadino invece potrebbe proseguire la sua carriera con ancora più vigore. Se ci sarà unità d’intenti ci guadagnerebbero tutti e in particolare gli osimani. Noi come giornale non mancheremo di vigilare e fare la nostra parte, già nel 2010, quando lavoravo per Tvrs, durante la presentazione in regione della costituzione del network “Italia longeva-rete nazionale di ricerca sull’invecchiamento e la longevita attiva”, alla presenza dell’allora ministro della salute Ferruccio Fazio, avevo espresso dei dubbi sulla realizzazione dell’ospedale di rete in coppia con l’Inrca, feci un’apposita domanda perché preoccupato che l’ospedale di Osimo potesse venire ridimensionato, ricevetti una risposta abbastanza stizzita dal governatore Spacca, mentre il ministro provò a rassicurarmi. Noi continueremo a porre domande perchè sono tanti i lettori che ci fanno segnalazioni e che ci fermano per strada domandandoci come sta il nostro ospedale e sul futuro del servizio sanitario nella Valmusone, noi abbiamo solo il compito di raccontare, non di dare risposte, speriamo che la classe politica si impegni a darle, abbiamo anche un parlamentare a Roma, a livello istituzionale, mai come in questo periodo, siamo così ben “coperti”, è la volta di approfittarne per il bene degli osimani.






Questo è un articolo pubblicato il 10-06-2021 alle 18:50 sul giornale del 11 giugno 2021 - 773 letture

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