Pieroni contro Casoli “Non ha a cuore il bene delle Marche”

3' di lettura 12/05/2021 - Anche il sindaco di Loreto, nonché ex assessore regionale, Moreno Pieroni si unisce alle critiche nei confronti del proprietario dell’Elica per il piano di chiusura che prevede 409 esuberi su 560 dipendenti e il ridimensionamento della produzione che sarà in parte spostata in Polonia.

Il distretto produttivo del fabrianese continua a vivere un momento di grave difficoltà a livello occupazionale, la decisione presa dall’Elica di trasferire una parte importante della produzione in Polonia ha lasciato un forte sconcerto in tutta la regione. Quella di quest’anno è stata una Pasqua amara per i 409 esuberi sui 560 dipendenti complessivi dei due stabilimenti di Mergo e Cerreto d’Esi, nel primo verrà ridotta la produzione limitandola all’alta gamma mentre Cerreto chiuderà proprio i battenti. I dipendenti da settimane protestano verso una decisione per loro incomprensibile, visto che l’azienda è più che sana. In tutti questi giorni hanno ricevuto l’attenzione della stampa nazionale e numerosi messaggi di solidarietà da parte di tutte le forze politiche, tra questi anche quello del sindaco di Loreto Moreno Pieroni, che fine a qualche mese fa ricopriva anche l’incarico di assessore regionale. Probabilmente ai dipendenti non resta altro che votarsi proprio alla Madonna di Loreto visto che ancora segnali concreti non sono arrivati neppure da Roma. Dal colle dove si trova la santa casa Pieroni dichiara a gran voce tutta la sua indignazione di fronte al comportamento “di chi non si fa scrupolo di abbandonare al suo destino il proprio territorio per questioni meramente economiche, proprio quello stesso territorio dal quale ha ottenuto in passato abnegazione, fedeltà e persino una solida base elettorale”. Non ci va per il sottile il primo cittadino lauretano nei confronti dell’ex avversario politico (è stato senatore di Forza Italia) Francesco Casoli “Chi si comporta così dimostra di essere un personaggio che non ha niente a che vedere con il bene delle Marche – continua Pieroni – Come può un imprenditore che è stato anche senatore della Repubblica per il centrodestra, candidato in pectore per l’area di destra negli anni scorsi, comunque sempre votato dai fabrianesi, ora voltare le spalle a quella stessa collettività che lo ha sostenuto ed agire solamente in nome di interessi schiettamente utilitaristici? Si tratta di un modus operandi che non è passato inosservato neppure tra molti altri imprenditori di area confindustriale con cui ho avuto degli scambi di vedute: è opinione dominante che non è così che si fa il bene delle Marche e dei marchigiani. Casoli cambi passo oppure non si eriga più ad eroe che difende la sua terra di appartenenza”. Per il momento Casoli è chiuso in un silenzio quasi tombale, l’azienda sta mantenendo un low profile anche perché gli animi a Fabriano sono esasperati da anni di chiusure e licenziamenti. Se un tempo la figura del metalmezzadro era stata la fortuna di tante famiglie e aziende che hanno potuto contare su manodopera specializzata e di qualità, ora rischia di diventare un peso. Ancora non si intravede una soluzione all’orizzonte che almeno possa salvare il salvabile.






Questo è un articolo pubblicato il 12-05-2021 alle 16:14 sul giornale del 13 maggio 2021 - 296 letture

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