Castelfidardo piange Annunziata Brandoni

2' di lettura 08/05/2021 - Se n’è andata in silenzio com’era nel suo stile Annunziata Brandoni, la maestra di Castelfidardo da tutti conosciuta per aver svolto sempre con grande passione e impegno il ruolo di dirigente scolastico, lasciando un’impronta indelebile alla Trillini di Osimo e infine dal 2002 all’Istituto Comprensivo Soprani di Castelfidardo, dove è rimasta fino alla pensione, e cioè fino all’agosto del 2010.

Da qualche giorno non si sentiva molto bene, poi questa mattina si è spenta. Settantotto anni, un legame forte con il marito Fulvio, da cui ha avuto Nadia e Alessandro, Annunziata Brandoni era una persona sempre disponibile, attenta e pronta a dispensare consigli per aiutare le giovani insegnanti nel difficile ruolo di educatrici e le famiglie a creare un clima sereno con i propri figli all’interno della casa.

Una volta in pensione ha deciso di sfruttare tutta la sua esperienza e il suo notevole bagaglio culturale scrivendo libri che hanno sempre riscosso un discreto successo. Il suo primo libro: “L’isola che non c’è? Alla ricerca della scuola ideale” è stato pubblicato dalle edizioni Albatros nel settembre 2011, nel 2012, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, ha dato alle stampe il volume “150 anni di Italia e di storia della scuola pubblica in Castelfidardo”. Si è occupata anche dell’emergente fenomeno del bullismo partecipando a incontri e tavole rotonde e scrivendo articoli per numerose riviste, alcuni dei quali sono finiti nel libro “Piccoli teppisti crescono: storie di ragazzi e violenza”, che l’è valso il prestigioso Premio Curcio alla cultura 2014.

Con il suo notevole attivismo ha aperto a Castelfidardo, presso l’istituto comprensivo Soprani, una casa del bambino e ha poi predisposto il progetto di scuola media ad indirizzo montessoriano. Insomma elencare il percorso portato avanti in tutti questi anni da Annunziata Brandoni non è un’impresa facile perchè era una donna che non stava mai con le mani in mano. Molti la ricordano nei brevi momenti di riposo nella sua casa di Porto Recanati dove si intratteneva con i suoi tanti alunni, diventati poi a sua volta genitori e in alcuni casi maestri, per parlare della famiglia, delle giovani generazioni e della scuola, quella scuola per cui ha speso tutta la sua vita, ma n’è valsa la pena come hanno ricordato in tanti salutandola ed esprimendo il proprio cordoglio sul suo profilo Facebook.






Questo è un articolo pubblicato il 08-05-2021 alle 17:59 sul giornale del 08 maggio 2021 - 2601 letture

In questo articolo si parla di cronaca, attualità, Comune di Castelfidardo, professoressa, territorio, giornalista, articolo

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/b2jo





logoEV
logoEV