“Caso Ramadan” il Comune prova a metterci una “toppa”

3' di lettura 07/05/2021 - Dopo il nostro articolo sul “Ramadan” in cui raccontavamo che all’Associazione culturale della pace, che gestisce la moschea vicina al maxiparcheggio, era stato negato di celebrare la fine del mese sacro presso il percorso vita della Vescovara, la politica osimana, in modo famelico, si è gettata sull’argomento.

E’ bene quindi fare una premessa, a scanso di equivoci e soprattutto per i tanti lettori che ci seguono: la nostra redazione non si fa tirare per la giacca né da destra, sinistra o centro, ma soltanto dalla notizia che, il più delle volte, cerchiamo senza che ci venga fornita su un piatto d’argento, provando ad approfondirla e cercando di venirne a capo. A volte riceviamo delle vere e proprie segnalazioni dai cittadini che ci fanno partecipi di determinate problematicità che proviamo a ripercorrere e raccontare sentendo tutte, e sottolineo tutte, le parti interessate e arrivando persino a delle soluzioni.

Come previsto ieri nel mio articolo, alla fine sulla vicenda è arrivata la “toppa” da parte del Comune che però sembra molto più piccola del “buco”. Il sindaco Simone Pugnaloni, dopo il nostro articolo e le insistenze da parte dei rappresentanti dell’associazione, ha mandato un comunicato in cui dichiara di “…non aver mai negato alcun luogo pubblico quale sede per ospitare l’evento.

Il Regolamento del Canone unico patrimoniale, che sostituisce la tassa di occupazione del suolo pubblico e che abbiamo di recente approvato in consiglio comunale – prosegue la nota - indica chiaramente che ogni manifestazione di carattere culturale, sindacale ed anche religiosa può essere svolta in un luogo pubblico previa richiesta scritta tramite apposito modulo pre-stampato, nel quale assicurare, come previsto da Regolamento del Cup, che l’evento non si protrae oltre le 24 ore, in modo da beneficiare anche dell’azzeramento del canone, ex Tosap.” In pratica ora all’associazione non resterebbe altro che compilare il modulo, che poi il primo cittadino ha gentilmente postato sul suo profilo Facebook, portarlo in Comune, all’ufficio attività produttive, richiedere di nuovo il permesso all’Atletica Amatori Osimo per l’utilizzo del percorso vita e trascorrere le due ore previste per la fine del Ramadan nell’impianto della Vescovara rigorosamente all’aperto e ben distanziati. Sempre che in questo caso il permesso le venga concesso.

Ma comunque non sarà più così, perché ormai con il passaparola i fedeli, ieri sera, avevano comunicato tra loro la decisione presa dai vertici dell’associazione di arrangiarsi celebrando il Ramadan fuori dalla moschea, anche perchè ormai mancano solo pochi giorni alla conclusione del mese sacro, mentre la richiesta fatta per la Vescovara risale a qualche tempo fa. Se la soluzione era così semplice perché il sindaco ha atteso altri giorni e non l’ha data appena è stato sentito dall’associazione? Ieri era stato contattato da un suo rappresentante, poteva quindi spiegargli quale era la procedura, anche perché poco prima di sentirlo, attraverso la sua segretaria, il fedele musulmano era passato al commissariato di polizia di Osimo per depositare la documentazione necessaria per tenere l’evento nel piazzale antistante la moschea, soluzione presa dalla comunità dopo il no ricevuto per la Vescovara dal gestore.

Se leggiamo tra le righe del comunicato, sembra quasi che il sindaco abbia voluto “scaricare” la responsabilità sul gestore dell’impianto di atletica visto che ha sottolineato “…di non aver mai negato alcun luogo pubblico quale sede per ospitare l’evento”. Il no quindi sarebbe solo della società, molto strano, visto che appena era stata consultata aveva dato la propria disponibilità, facendo marcia indietro solo in un secondo momento. Forse la “toppa” non solo è più piccola del buco, ma è anche peggio del buco stesso.






Questo è un articolo pubblicato il 07-05-2021 alle 19:17 sul giornale del 08 maggio 2021 - 321 letture

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