PD(Castelfidardo Bene in Comune): "una variante al piano regolatore con poche idee e senza prospettive"

4' di lettura 19/04/2021 - Quando andiamo ad affrontare il Piano Regolatore o una sua variante non partiamo mai con dei preconcetti, tanto che dai banchi della minoranza ci è anche capitato di votare a favore, a patto che ve ne siano le condizioni. Ci siamo dati tre elementi guida nella valutazione: il contenimento del consumo di suolo e preferibilmente il suo recupero ogni volta sia possibile; la reale utilità pubblica delle scelte fatte; una attenzione particolare alle reali potenzialità occupazionali e di sviluppo delle attività produttive Il percorso affrontato dalla nostra amministrazione non è certamente stato in grado di soddisfare quelli che per noi erano punti importanti. Sul recupero di suolo agricolo non c'è nessun merito da parte dell’attuale amministrazione.

Da quando l’edilizia è entrata in crisi abbiamo assistito ormai più volte a richieste di variazione delle destinazioni urbanistiche, con il ritorno da edificabili ad agricolo. Di fatto si certifica soltanto una situazione strutturale.

Negli anni di Solidarietà Popolare molto si è costruito, e nelle previsioni di molto ci sarebbe stato ancora da costruire. Erano gli anni in cui l’edilizia, con gli oneri di urbanizzazione, contribuiva in modo significativo alle casse comunali e, la situazione attuale dimostra che si è autorizzato a costruire ben oltre quello che era il reale bisogno non solo della città ma anche del mercato. Il forte accento sulla sostenibilità ambientale sembra un po’ fuori luogo guardando alle cifre descritte dalla stessa amministrazione: nell’esaltare i 23mila metri quadri “sottratti all'edificabilità” se ne autorizzano oltre 52mila per parcheggi più altri 71mila per spazi pubblici relativi ad attività collettive e parcheggi in ambito produttivo.

Se andassimo nel dettaglio i passaggi più critici vanno dall’accogliere richieste che interessano aree agricole - con il tentativo di estendere un’area edificabile su quello che attualmente e’ un uliveto o terreni coltivati, in quest’ultimo caso con l’aggiunta di rendere il verde pubblico previsto un parcheggio - , all’autorizzare costruzioni in un’area con pendenze che arrivano al 10%. In quasi tutti i casi dove non sono bastate le osservazioni fatte da noi della minoranza e’ stata la Provincia a porre un freno. In tutto il percorso non è mai stato chiaro quale fosse, e se ci fosse, un indirizzo di sviluppo per la città o se al contrario ci si limitasse a raccogliere richieste e sollecitazioni, cercando la via più semplice e accettabile per soddisfarle.

La vicenda del campetto di via dei Castagni è emblematica: l’Amministrazione sceglie di trasformare un’area di verde pubblico in verde privato, sostenendo che l’area versi in stato di abbandono. È bastato passare al campetto un pomeriggio e scattare qualche foto per avere la conferma che il campetto era attivo e frequentato da ragazzi che ci giocavano. Se davvero si aveva a cuore il verde e gli spazi pubblici un passaggio del genere non andava nemmeno fatto. Anzi, a fronte delle segnalazioni della necessità di una maggiore manutenzione si sarebbe dovuti intervenire, soprattutto coinvolgendo i residenti, per capire i bisogni di quella zona della città e il modo migliore per rendere più fruibile quello spazio. Volessimo prendere in prestito una modalità che dovrebbe stare molto a cuore al Movimento che sostiene l’amministrazione, ci sembra questo il modo giusto con cui promuovere partecipazione e coinvolgimento dei cittadini. Invece niente di tutto questo è avvenuto e anzi, soltanto dopo le proteste di tutte le minoranze, l’Amministrazione, addirittura con qualche titubanza, ha fatto marcia indietro.

Tutti ci stiamo rendendo conto di quanto sia cambiata la situazione da 15 anni a questa parte e gli incentivi a promuovere il recupero edilizio piuttosto che le nuove costruzioni lo dimostrano. Anche la nostra città comincia “ad invecchiare”. Purtroppo crescono gli immobili sia privati, ma anche pubblici, non più utilizzati se non ormai abbandonati. Questa variante al Piano Regolatore, dopo un lavoro di tre anni, non offre nessuna risposta a questa situazione, anzi, sembra proprio che non sappia nemmeno porsi la domanda.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-04-2021 alle 17:05 sul giornale del 20 aprile 2021 - 261 letture

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