L'intelligenza artificiale al tempo del covid: ad Offagna il primo studio pilota

10' di lettura 08/04/2021 - “L’Intelligenza Artificiale al tempo del Covid: il futuro è adesso! Il modello marchigiano, la nuova visione della sanità” è stato il tema della conferenza stampa che si è svolta giovedì mattina presso l’Auditorium Totti degli Ospedali Riuniti di Ancona nel corso della quale è stato presentato RicovAI-19 (Ricovero Ospedaliero con strumenti di Artificial Intelligence nei pazienti con Covid-19).

Si tratta del primo “studio pilota” di fattibilità dell’utilizzo di un sistema basato su Intelligenza Artificiale per il monitoraggio di parametri del paziente affetto da SARS-CoV2. Avviato in queste settimane nel territorio comunale di Offagna in provincia di Ancona, il progetto èstato realizzato grazie alla collaborazione tra Azienda Ospedaliero Universitaria Ospedali Riuniti diAncona, Università Politecnica delle Marche, ASUR Marche e le società Almawave SpA, Vivisol srle Aditech srl.

Le tecnologie di AI sviluppate per questo progetto consentono di analizzare in tempo reale molteplici parametri clinici dell’utente positivo o con sintomi da Covid (temperatura corporea, pressione arteriosa, saturazione dell’ossigeno e frequenza respiratoria), di calcolare il cosiddetto Indicatore di Stabilità Clinica e di trasmettere i risultati tempestivamente ai medici. Questi ultimi, a distanza, effettueranno tutte le successive valutazioni, la diagnosi e la prescrizione di eventuali cure ed iniziative idonee alla gestione di ciascun caso. Il tutto avviene grazie a un dispositivo portatile abbinato a un cellulare e a un’app dedicata. Le strumentazioni sono messe a disposizione dei pazienti gratuitamente, grazie agli investimenti effettuati da Almawave e alla collaborazione degli altri partner.

RicovAI-19, oltre a ridurre gli accessi ai Pronto Soccorso, si pone l’obiettivo di ripensare l’assistenza medica da remoto e in generale il modello di sanità sul territorio. La sperimentazione avrà durata complessiva di 6 mesi, ma fornirà fin da subito risultati utili a medici e ricercatori. “Ad un anno di distanza dallo scoppio della pandemia – ha detto il Dott. Michele Caporossi Direttore Generale AOU Ospedali Riuniti di Ancona - si mette in campo uno studio concreto che significa avere i parametri di valutazione dei pazienti per poter decidere se se il paziente rimane a casa oppure deve venire in ospedale durante la sua fase acuta. Questo lo si fa non solo attraverso la telemedicina ma anche attraverso un sistema di intelligenza artificiale. Ben 67 parametri vengono mischiati insieme, per trovare un indice di stabilità clinica. Il medico di famiglia e il nostro referente all'interno dell'ospedale - del pronto soccorso o lo specialista - nel momento in cui vedono che l'indice di stabilità clinica va su una soglia critica attivano la possibilità che il paziente venga ricoverato. Si tratta di un qualcosa di assolutamente più certo, più sicuro. Partiamo in piccolo, con una realtà comunale come Offagna per poi pensare di poter estendere questo progetto che fa la regione Marche antesignana dell'intelligenza artificiale in sanità”.

“Questa sperimentazione – ha detto, in un videomessaggio, la Dottoressa Nadia Storti Direttore Generale ASUR Marche - è molto importante per quanto riguarda la gestione dei pazienti a casa che in condizioni normali avrebbero richiesto la presenza fisica di persone. In una epoca dipandemia di covid poterli monitorare a distanza con un sistema intelligente come quello che èstato messo in piedi, quindi con la possibilità anche di fare una predittività dell'evoluzione della malattia, cambierà completamente quella che è l'impostazione delle cure domiciliari. Il risultato di questa sperimentazione potrebbe essere il punto di partenza di una più allargata condivisione dei percorsi in ambito dell'assistenza domiciliare sia per i pazienti covid che per i pazienti fragili che si trovano nel proprio domicilio.”

Alle parole della Storti hanno fatto eco quelle del Dott. Remo Appignanesi Direttore Sanitario ASUR Marche: “Lo studio RicovAI-19 è di fondamentale importanza per raggiungere quegli obiettivi, che la situazione attuale richiede, in ambito sanitario”.

"Il progetto illustrato oggi rappresenta una rivoluzione sul fronte della salute e della tecnologia, risultato anche delle esigenze contingenti, dettate dall'emergenza Covid-19. L'integrazione tra big data, intelligenza artificiale e nuove competenze - afferma il Prof. Gian Luca Gregori Rettore dell’Università Politecnica delle Marche - potrà modificare in modo efficace sia la collaborazione tra medici, sia il rapporto con i pazienti. L'innovazione tecnologica e la ricerca hanno nel tempo compiuto traguardi importanti, portando nuove possibilità di cura, grazie a capacità collaborative e approcci multidisciplinari".

“L’Intelligenza Artificiale è pronta a confermarsi un alleato strategico per le nostre vite, a maggior ragione in un contesto come quello attuale” ha detto Valeria Sandei, Amministratore Delegato di Almawave, “dopo anni di impegno, ricerca e investimenti in tecnologie evolute da applicare anche all’ambito sanitario, siamo soddisfatti di poter essere parte fondamentale di una sperimentazione clinica pilota concreta come RicovAI-19. Il lavoro fianco a fianco tra i nostri tecnici ed un professionista della sanità come il dottor Marco Mazzanti, Direttore Scientifico dello Studio, ha consentito di mettere a punto un sistema innovativo, capace di integrare perfettamente le evoluzioni del mondo scientifico e tecnologico con le esigenze della sanità territoriale.

Concretamente un sensore rileva più valori del paziente sintomatico, quali la temperatura corporea, la pressione arteriosa, la saturazione dell’ossigeno: questi vengono comunicati ad un’apposita app. Il motore di AI di Almawave, in tempo reale, interpreta tutti i dati e le informazioni, calcolando l’indicatore di stabilità clinica e rendendolo disponibile ai medici, a cui spetteranno azioni cliniche, terapeutiche e valutazioni costruite sulle esigenze di ogni singolo paziente. Siamo convinti che nel prossimo futuro questo modello possa applicarsi ad ambiti molteplici della sanità, offrendo un valore sempre più strategico a servizio del cittadino e del medico".

“Tra gli obiettivi dello studio scientifico pilota – ha dichiarato il Dottor Marco Mazzanti, Direttore Scientifico di RicovAI-19 e Progetto Internazionale di Intelligenza Artificiale in Cardiologia , già in prima linea nei reparti degli ospedali Barts Heart Centre di Londra e Riuniti di Ancona ed impegnato su ulteriori fronti di attuazione dell’ AI Health con Almawave - vi è quello di monitorare l'appropriatezza dell'accesso ospedaliero, perché avvenga solo quando è necessario, oltre ovviamente a quello di capire quanto l’Intelligenza Artificiale possa essere utile a monitorare lo stato di salute dei pazienti”.

Secondo il dottor Mazzanti, infatti, “nello studio di fattibilità sarà proprio il medico a supervisionare l’applicativo di AI, confermando il dato e verificando di persona la qualità degli indicatori predittivi forniti dallo stesso sistema. Il procedimento, che mette in relazione il sistema informatico di supporto alle decisioni con la supervisione del medico, permette un incremento dell’accuratezza della cura”. “Il medico – conclude Mazzanti – è così in grado di seguire, contemporaneamente, la condizione clinica di più pazienti, focalizzando l’attenzione sui più critici. In questo modo si avvia un coordinamento virtuoso tra il territorio, l’ospedale di riferimento e il medico, che resta la punta di diamante a servizio della comunità. Una collaborazione resa possibile dalla facilità di utilizzo degli applicativi digitali messi a punto da Almawave affinché RicovAI-19 sia un sistema utile, attendibile e facilmente utilizzato dal cittadino".

“Questo sistema dell'intelligenza artificiale – ha affermato il Dott. Aldo Salvi Direttore DEA 2°livello Marche - è già da un po' di tempo che opera nella sanità. Il suo compito è quello di mettere in evidenza gli aspetti clinici più importanti e di valorizzarli in modo perfetto per fare delle previsioni sull'andamento delle malattie, la scelta delle terapie e sull'organizzazione generale. È chiaramente un sistema che integra e sintetizza le varie informazioni di cui dispone per ottimizzare le strategie diagnostiche, terapeutiche e gestionali della sanità. I dati vengono acquisiti mediante le app installate su degli smartphone, poi vengono trasmessi ad una centrale di monitoraggio e ad un sistema di integrazione e contemporaneamente vengono trasmesse ai clinici che li possono valutare indipendentemente dal sistema. Sistema che da suggerimenti e aiuta l'interpretazione. E'un progetto pilota sicuramente nella patologia e l'obiettivo è quello di allentare la pressione sugli ospedali e sui pronto soccorso perché ormai in questo periodo sono sotto pressione”.

“Vivisol – ha spiegato il Dottor Roberto De Cani Responsabile Pubblic Affair Vivisol Gruppo SOL -è un doker provider che gestisce e assiste pazienti cronici e fragili a domicilio. Consente dicompletare il famoso ultimo miglio, di arrivare quindi fino a letto, fino a casa del paziente e di supportare il centro clinico di riferimento e il medico di medicina generale nella gestione dei parametri rilevati a domicilio. Questo viene fatto con un continuo ingaggio del paziente non solo con la formazione relativa al device ma con un continuo coinvolgimento del paziente stesso, da un centro clinico remoto dove è presente personale medico che assiste, monitora continuamente l'aderenza alla terapia del paziente, in questo caso alla rilevazione dei parametri del paziente COVID.”

Aditech srl- è una PMI anconetana, Innovativa e specializzata, in soluzioni di telemedicina che opera a livello Nazionale ed Internazionale. “Ad oggi – ha precisato il Dottor Fabio Padiglione Vice Presidente ADITECH srl -ADILIFE srl - la piattaforma conta circa 10.000 pazienti registrati ed è uno strumento ad uso dei clinici multidisciplinare e pluripatologico che utilizza le più innovative soluzioni oggi disponibili sul mercato. La capacità di integrare e di valutare le necessità del mondo della sanità digitale sono le nostre caratteristiche principali e per questo siamo sempre alla ricerca di soluzioni più nuove ed efficienti. Per questo motivo siamo in grado di proporre al professionista sanitario gli strumenti per gestire i pazienti da remoto, siano essi cronici o soggetti fragili e nel garantire i livelli essenziali di assistenza (L.E.A .). Aditech applica il monitoraggio dei parametri fisiologici non solo sui pazienti in ambito sanitario ma anche su soggetti di altri ambiti come lo sport nelle varie discipline. Frutto di questa innovazione è il network di collaborazione con enti di ricerca, Università e aziende Nazionali ed Internazionali ad alto contenuto tecnologico.”

“È un onore per l'intera città di Offagna - ha dichiarato il sindaco Ezio Capitani - aver avuto l'opportunità di partecipare a questa importante sperimentazione. Come amministrazione daremo la nostra totale disponibilità per favorire l'adesione dei cittadini. Tutta la comunità di Offagna ha accolto RicovAi-19 con la consapevolezza di essere parte di un progetto estremamente innovativo.”

“Il progetto sia io che la mia collega, la dottoressa Perazzini, - ha affermato la Dottoressa Stefania Giacomini Principal Investigator Studio RicovAI-19, Medico di Medicina Generale Offagna - lo abbiamo accolto subito con molto entusiasmo anche perché in questo periodo noi lavoriamo con dei ritmi molto serrati perché gli impegni sono tanti: seguire a distanza i pazienti covid, l'attività ambulatoriale ordinaria, le vaccinazioni, i tamponi ecc. La gestione dei pazienti a domicilio non è facile perché nella grande quantità di richieste che noi riceviamo spesso è difficile discriminare quello che è importante da quello che non lo è. In questo senso il progetto ci viene incontro e ci dà una mano perché il device monitora il paziente a domicilio, è molto semplice da usare e ci dà una valutazione del rischio clinico. Quindi ci da un allert nel momento in cui il paziente deve essere valutato da parte nostra mentre, tra virgolette, non ci disturba in tutti quegli altri casi in cui il paziente viene giudicato stabile. Penso che questo tipo di gestione nel futuro sarà decisivo e penso anche che se lo avessimo avuto a disposizione per tutti i pazienti fin dall'inizio della pandemia avrebbe cambiato radicalmente l'approccio al problema e la nostra gestione, penso ad esempio all'epidemia che abbiamo dovuto affrontare nelle strutture residenziali in cui uno strumento di questo genere sarebbe stato assolutamente decisivo".


da Azienda Ospedaliero Universitaria Ospedali Riuniti
Umberto I-G.M. Lancisi- G. Salesi





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-04-2021 alle 17:53 sul giornale del 09 aprile 2021 - 269 letture

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