Il depuratore di Filottrano è stato sempre funzionante

4' di lettura 28/03/2021 - Con il presente comunicato Acquambiente Marche Srl intende chiarire taluni aspetti concernenti l’impianto di depurazione “Fiumicello” realizzato dalla stessa Acquambiente Marche, in qualità di gestore del servizio di fognatura e di depurazione per il Comune di Filottrano.

Al netto delle questioni sollevate da parte di alcuni cittadini del Comune di Filottrano, talune invero di natura prettamente politica ed altre non afferenti propriamente la questione di cui in oggetto, le quali contribuiscono solo a generare confusione rispetto ad un quadro già intrinsecamente complesso, sembra doveroso fare delle precisazioni, convinti che la disinformazione possa generare equivoci e fraintendimenti sulla reale portata degli eventi.

Le rimostranze che chiamano in causa la Società, quale ente gestore del servizio, afferiscono la pretesa di alcuni utenti volta a ritenere non dovuto il pagamento della tariffa di fognatura e di depurazione in bolletta, a causa del paventato malfunzionamento del sistema di depurazione dovuto alla presenza, in alcuni tratti, di collettori fognari mal realizzati. Si lamenta, inoltre, il fatto che solo alcuni utenti, e non tutti, sono soggetti al pagamento della tariffa di depurazione.

La prima questione che si intende smentire è quella relativa al dedotto malfunzionamento del sistema di depurazione. L’impianto, entrato in funzione nel dicembre 2016, risulta attivo, funzionante e performante.

Riteniamo opportuno, per la trasparenza che ci contraddistingue, precisare tuttavia che durante l’ultimazione dei lavori del nuovo depuratore, che è avvenuta contemporaneamente all’affidamento dei lavori di realizzazione degli allacci dei nuovi collettori con quelli esistenti del centro storico, sono iniziate ad emergere criticità nei nuovi collettori fognari. I vizi riscontrati non hanno permesso di completare tutti gli allacci previsti, motivo per il quale soltanto ad alcune utenze è addebitata la tariffa di depurazione (la quale è dovuta solo da parte degli utenti effettivamente allacciati all’impianto). Acquambiente Marche si è mossa fin da subito in varie direzioni finché, nel 2019, in seguito ai falliti tentativi di accordo per il ripristino delle criticità riscontrate, con i soggetti che hanno realizzato l’opera – ditta appaltatrice e subappaltatrice, progettisti, direttore dei lavori e collaudatore – Acquambiente ha deciso di ricorrere al Tribunale con Accertamento Tecnico Preventivo, durante il quale non è stato più possibile intervenire, in quanto si sarebbe alterato lo stato dei luoghi oggetto di perizia. Ne consegue che le portate in ingresso risultano inferiori rispetto a quelle di progetto, sia a causa della mancata realizzazione di alcuni allacci, sia a causa delle rotture che continuano a verificarsi lungo i collettori, rispetto ai quali si è in attesa del deposito della perizia dell’ATP, previsto in data 09/04/2021, per intervenire mediante sostituzione delle tratte non funzionali.

Nonostante le problematiche poc’anzi riferite, l’impianto di depurazione risulta a norma dal punto di vista autorizzativo, rispetta tutte le prescrizioni impartite e non presenta problemi di gestione in quanto, essendo applicate le migliori tecnologie, quali un impianto a fanghi attivi con funzionamento a cicli alternati e tecnologia a membrane, riesce a rispettare a pieno i limiti normativi imposti per lo scarico in acque superficiali.

In merito alla pretesa di riscossione da parte di Acquambiente Marche della tariffa relativa alla depurazione si riporta la sentenza della Corte Costituzionale n.335/2008, la quale ha stabilito che la tariffa non deve essere pagata solo nel caso in cui “manchino impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi”. L’impianto di Filottrano, come già evidenziato, è attivo, funzionante e collegato alla rete fognaria.

È inoltre doveroso non tacere circa il fondamento giuridico che regola il metodo per la determinazione delle tariffe e quindi la copertura dei costi del gestore, ovvero le Delibere emanate dall’ARERA: Delibera del 27 dicembre 2013 n.643/2013/R/IDR, Delibera del 28 dicembre 2015 n.664/2015/R/IDR e Delibera del 27 dicembre 2019 n.580/2019/R/IDR, le quali definiscono “le seguenti componenti di costo del servizio:

a) costi delle immobilizzazioni, intesi come la somma degli oneri finanziari e delle quote di ammortamento;

b) costi operativi, intesi come la somma dei costi operativi endogeni alla gestione, rispetto all’orizzonte temporale di riferimento, dei costi afferenti l’energia elettrica, le forniture all’ingrosso, gli oneri relativi a mutui e canoni riconosciuti agli enti locali e delle altre componenti di costo;

c) eventuale componente di anticipazione per il finanziamento dei nuovi investimenti;

d) componente a copertura dei costi ambientali e della risorsa;

e) componente relativa a conguagli.”

In particolare occorre precisare che la tariffa applicata, regolata da ARERA e calcolata, sulla base dei dati forniti dai gestori, dall’AATO 3 Marche Centro Macerata, è unica per tutti gli utenti facenti parte dell’Ambito.

Pertanto, eventuali istanze di rivalsa, per quanto sopra argomentato, comporterebbero soltanto oneri economici a carico dei cittadini che eventualmente dovessero promuoverle. Acquambiente Marche ha sempre dato contezza del proprio agire in maniera trasparente, di una gestione sana ed economica ove le risorse vengono reinvestite nelle opere necessarie a migliorare il servizio e nel mantenimento di un livello tariffario sostenibile.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-03-2021 alle 19:37 sul giornale del 29 marzo 2021 - 214 letture

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