Covid-19, confermato il primo caso della pericolosa variante brasiliana. Il virologo Crisanti: "Se i casi aumentano, lockdown duro"

2' di lettura 26/01/2021 - Covid-19: a Varese il primo caso ufficiale della variante brasiliana. Il virologo Fabrizio Maggi, primario di Microbiologia all'Ospedale di Circolo di Varese: "La sequenza è stata ottenuta ed identificata da un soggetto asintomatico arrivato nei giorni scorsi dal Brasile all'aeroporto di Malpensa".

"Il soggetto in questione, - ha commentato Maggi - sottoposto a tampone e screening genetico per la ricerca di varianti di SARS–CoV-2, viene monitorato costantemente, sia dal punto di vista clinico che virologico". L’individuazione della sequenza identica a quella che sta circolando attualmente in Brasile, è avvenuta presso il Laboratorio di Microbiologia, ospedale di circolo e fondazione Macchi di Varese e l’Ats Insumbria e mostra la capacità di identificazione e controllo della rete di sorveglianza italiana.

Il microbiologo Andrea Crisanti, Direttore Dipartimento Microbiologia e Virologia dell'Azienda Ospedaliera di Padova in merito alla variante in questione: "Da alcuni primi studi sembra che quella brasiliana risponda meno al vaccino. Se si incominciano a vedere casi dispersi in tutta Italia bisogna agire con prontezza. Soprattutto se si conferma una minore protezione da parte del vaccino, mi dispiace ma rimane solo un’opzione: bloccare tutto. Se è un caso isolato va bene e rimane tale, ma se si incominciano a vedere più casi e si dovesse vedere che la variante brasiliana è effettivamente resistente al vaccino - ha affermato Crisanti - allora rimane solo un’opzione, ripeto: bloccare tutto per impedire che si diffonda. Significa lockdown duro, non con le zone rosse. Non possiamo permetterci di mandare all’aria il vaccino. Non scherziamo”.

Alcuni lavori scientifici condotti sulla variante in questione mostrano infatti che “i sieri dei vaccinati hanno una limitata capacità di bloccarla. Da un punto di vista epidemiologico non si sa quanto effettivamente siano resistenti i vaccinati alla variante, è un’informazione ancora tutta da acquisire - puntualizza il virologo - ma sembra che gli anticorpi abbiano una capacità del 30%, diminuita cioè del 70%. Questo non vuol dire che le persone immunizzate non dimostreranno poi di resistere agli attacchi della variante brasiliana, ma se dovesse essere così sarebbe un problema: se incominciasse a diffondersi e si vedesse qualche impatto sui vaccinati, il discorso cambierebbe e si farebbe più allarmante”.






Questo è un articolo pubblicato il 26-01-2021 alle 16:35 sul giornale del 27 gennaio 2021 - 4048 letture

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