Tradizionale messaggio del presidente della BCC di Ostra Vetere ai soci e agli amici

Bcc Ostra Vetere 6' di lettura 22/12/2020 - Egregio Socio, Gentile Amica,
veniamo da mesi vissuti nel segno dell’emergenza. Viviamo un tempo imprevedibile e incredibile, un tempo che ha lasciato ferite sul piano della salute, delle relazioni sociali, dell’economia, della cultura. Non sarà semplice e immediato farle rimarginare.

Mezzo Paese vive alla giornata, appeso ai sussidi, bonus, prestiti di Stato e cassa integrazione.

L’emergenza non ha solo gelato l’economia, bloccato gli investimenti e scoraggiato gli acquisti, ma ci costringe anche a ripensare ai delicati equilibri tra persone, tra persone e aziende, tra persone e Stato, tra persone e natura.

Dobbiamo necessariamente cambiare abitudini, sia a livello individuale – cosa relativamente semplice – che a livello organizzativo, aziendale e istituzionale – assai più difficile.

La pandemia ci ha insegnato che la prossima crescita dovrà essere sostenibile, nel senso di moltiplicare le opportunità mediante la digitalizzazione e l’innovazione, che non sono solo sinonimi di tecnologia, ma rappresentano concretamente una ipotesi di futuro.

Tacito nei suoi Annali scrisse: “Tutte le cose che crediamo antichissime un tempo furono nuove”.

Dobbiamo smettere di pensare di poter replicare il passato, abbiamo voluto costantemente produrre di più facendo meno sforzo, cercando di ridurre al massimo i costi. Ora occorre capire pienamente la forza innovatrice della tecnologia e coglierne le opportunità, ridisegnare i processi e ridefinire le priorità, concentrandoci sulle risorse locali per produrre maggior valore e creare posti di lavoro.

Anche nella nostra Banca le metriche e i riferimenti così come conosciuti in passato sono saltati, ri-orientarli non è stato facile e, in ogni caso, il processo è ancora in divenire.

Forte della sua solidità patrimoniale e di un modello di business particolarmente resiliente, la Banca sta compiendo sforzi straordinari per migliorare, in ottica evolutiva orientata al digitale, l’insieme dei processi gestionali e operativi, di gestione dei rischi e di efficacia commerciale. È un lavoro complesso in un mondo complicato, ma siamo equipaggiati con risorse di prim’ordine per affrontare le sfide che ci attendono.

Gli Addetti agli sportelli e ai vari uffici e servizi si sono prodigati per fornire la necessaria assistenza alla clientela, facendo evolvere le applicazioni informatiche (la maggior parte adottate recentemente), per renderle più efficienti e via via più sicure. Infrastrutture solide e connessione veloce hanno consentito l’utilizzo agevole dei servizi digitali.

Il Covid-19 non ha mai bloccato l’erogazione dei nostri servizi bancari, l’afflusso dei clienti nelle filiali si è svolto in modo ordinato, anche se con qualche inevitabile disagio.

La nostra doverosa attenzione alle necessità finanziarie quotidiane e all’economia reale non è cessata, anzi si è intensificata ed è stata indirizzata in modo mirato; per non parlare del grande cuore della Bcc che, nel sostenere Enti, Associazione e le famiglie più fragili, in corso d’anno, ha messo le ali…

Il Governo, nel 2020, ha emanato diversi decreti per sovvenire – in ciò avvalendosi della collaborazione del sistema bancario – a necessità di sostegno, spesso impellenti, di molteplici soggetti, privati e aziende dei più disparati settori. Nella circostanza, abbiamo svolto il delicato compito con senso di responsabilità e diligente impegno tale da risultare in assoluto i più tempestivi in termini di pratiche erogate a livello regionale.

Grazie al senso di responsabilità ed alla dedizione di una squadra forte e coesa, la Banca ha confermato, anche nel corrente anno, la capacità di governare il cambiamento, mantenendo un invidiabile equilibrio aziendale, registrando, ancora una volta, una sensibile crescita di tutti gli aggregati aziendali, con una reddittività sostenuta.

Ciò consente di guardare al prossimo anno con un po’ più di ottimismo, lavorando armoniosamente per continuare a conseguire risultati positivi, anche se in un contesto particolarmente sfidante.

Un ulteriore aspetto che questa emergenza ha accentuato è che le nostre Comunità, come la maggior parte di quelle che risiedono nelle aree interne e/o nei piccoli centri del nostro Paese, vivono un processo più o meno intenso di marginalizzazione, se non di un prolungato oblio.

Mai come in questo anno abbiamo toccato con mano come la possibilità di accesso ai servizi essenziali - scuole, ospedali, connessione alla rete digitale, eventi - è sensibilmente ridotta rispetto alle aree costiere.

Non di meno, assistiamo ad attività economiche che si riducono di giorno in giorno, oltre ad un costante calo demografico che sembra inarrestabile.

C’è bisogno di una svolta.

Si sente dire spesso che i periodi di crisi possono diventare opportunità di cambiamento, ma per tornare ad innescare comportamenti virtuosi, creare lavoro, occupazione, reddito e qualità, i territori devono tornare ad avere un ruolo fondamentale per contrastare crisi e declino.

Solo ripartendo dai territori ed investendo su di essi si può ricreare quel clima di fiducia che è condizione necessaria per una ripartenza.

Più concretamente serve una sinergia tra imprese e territori, tra pubblico e privato, mettendo a sistema i fattori che qualificano il territorio per aumentare le capacità attrattive, nonché le performance delle imprese che vi operano.

Serve il concorso di tutte le energie. Serve una leadership forte, che guardi al lungo periodo, che sappia favorire il cambiamento.

Sono convinto che il nostro tessuto produttivo ha in sé le risorse per tornare a crescere in termini di competenze, conoscenze e vocazione industriale con eccellenze capaci di trainare la ripresa.

La Banca, a prescindere da chi la guiderà nel prossimo triennio, ha il dovere di accompagnare questo processo con senso di responsabilità e con strumenti nuovi, in un percorso di rinnovamento dinamico, inclusivo, orientato all’investimento ed all’accompagnamento dell’imprenditoria locale, specie quella più incline a nuove progettualità.

E’ un impegno che intendiamo assumerci fino in fondo; il prossimo anno festeggeremo il centenario della nostra Banca, quale occasione migliore per iniziare a ricostruire il nostro futuro?

Le altre Banche perseguono, tramite fusioni su fusioni, dimensioni nazionali necessarie alla loro stessa sopravvivenza. Siamo rimasti l’unica Banca che può definirsi “espressione del territorio” e, con l’imprescindibile contributo di tutta la Compagine sociale, intendiamo essere protagonisti di quello che vorremmo essere domani.

Nel partecipare questi pensieri, forse più argomentati del solito, ma le circostanze eccezionali credo lo meritano, ringrazio dell’attenzione e della fiducia.

Vi auguro che le Festività Natalizie possano trascorrere serenamente e che l’acquisita dimensione virtuale delle nostre relazioni non ci faccia dimenticare il piacere dell’incontro.

Un cordiale saluto a Lei e ai Suoi Cari.


Dr. Claudio Carbini
presidente Bcc Ostra Vetere






Questo è un MESSAGGIO PUBBLICITARIO - ARTICOLO A PAGAMENTO pubblicato il 22-12-2020 alle 23:59 sul giornale del 24 dicembre 2020 - 751 letture

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