utenti online

x

SEI IN > VIVERE OSIMO > POLITICA
comunicato stampa

Approvata all'unanimità dal Consiglio Comunale di Osimo la mozione del Pd presentata da Cecilia Gobbi

4' di lettura
646

Il tragico episodio della brutale uccisione di Willy Monteiro Duarte, avvenuta meno di un mese fa a Colleferro, in provincia di Roma, ha colpito tutti noi da vicino. Willy poteva essere un figlio per chi di noi è più avanti con l’età, oppure, per i più giovani, un amico, o un ex compagno di scuola.

Willy è morto per aver tentato di difendere un suo amico, ed è stato colpito da una violenza cieca e senza motivo, con una ferocia inaudita ed inspiegabile. Willy era un ragazzo che, dopo gli studi, stava lavorando per costruirsi una professione ed un futuro, di lui ci hanno colpito il sorriso sincero e la sua generosità.

Purtroppo la furia omicida di cui Willy è stato vittima non è un episodio isolato nel panorama della vita delle giovani generazioni in Italia; spesso infatti fra ragazzi la violenza e la sopraffazione sono le normali modalità con cui vengono affrontati i banali conflitti della quotidianità, ma tante volte queste forme di violenza, come nel caso citato, sono gratuite e frutto di una subcultura basata sulla legge del più forte e sulla esibizione della brutalità.

Tali comportamenti non si riscontrano solamente nelle periferie degradate delle metropoli o in zone caratterizzate da un basso livello culturale; sono infatti modalità di comportamento diffuse anche nelle nostre realtà di provincia caratterizzate normalmente da un basso tasso di delinquenza. Nessuno può dirsi al riparo da tale fenomeno, ogni contesto sociale può esserne investito.

La violenza consumata fino alle estreme conseguenze è spesso generata da comportamenti aggressivi e discriminatori che nascono dalle pagine dei social e sul web: in un contesto sociale in cui i conflitti sono esasperati e l’aggressività latente viene espressa e incanalata verso il diverso, il debole o semplicemente chi la pensa differentemente da sé, nella rete si riversano i peggiori istinti di aggressività e sopraffazione, spesso coperti e mascherati dall’anonimato.

A farne le spese sono per lo più i più giovani, che possono così essere coinvolti in situazioni di grave abuso e violenza, dalle quali è difficile fuggire o chiedere aiuto. Lo stesso Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel ricordare il tragico episodio di Colleferro, ha affermato: ”Siamo sconvolti per la morte di Willy, pestato a morte per aver difeso un amico contro la violenza. Il suo volto sorridente resterà come un'icona di amicizia e di solidarietà, che richiama i compiti educativi e formativi della scuola e dell'intera nostra comunità.

La scuola, la cultura, il confronto continuo sono anche antidoti al virus della violenza e dell'intolleranza. Occorre spiegare il massimo impegno per contrastare chi pratica una violenza vile e brutale che più volte si è manifestata anche nei giorni scorsi. Chi la predica o la eccita nei social” Il forte impatto emotivo causato dalla sua tragica morte non può e non deve rimanere sterile; pur se la nostra comunità cittadina sembra essere al riparo da simili derive di violenza, tuttavia è nostro compito mettere in campo ogni azione utile a prevenire e arginare questi fenomeni di brutalità e violenta prevaricazione.

All’interno del gruppo consiliare PD, interrogandoci su come la nostra comunità cittadina può svolgere il suo ruolo in questo senso, la risposta più naturale ed immediata è stata quella di impegnare ogni sforzo nella prevenzione, di ogni fenomeno di violenza, puntando sulla cultura e sulla educazione: far sì che l’Amministrazione Comunale, di concerto con le istituzioni scolastiche e con le associazioni locali metta in campo tutte le azioni necessarie per sviluppare, fra i giovani, iniziative di formazione e sensibilizzazione per sviluppare la cultura del rispetto e della tolleranza. Giovani che crescano con la consapevolezza del valore della vita umana e del rispetto del prossimo, educati ad una cultura della tolleranza e dell’accettazione dell’altro potranno costruire una società equa e rispettosa.

La Legge Regionale n. 32/2018 La Regione Marche promuove tra le giovani generazioni la diffusione di una cultura del rispetto della dignità dell'individuo e di condanna di ogni genere di discriminazione; in particolare, promuove la diffusione dei valori di civiltà e della cultura di legalità, soprattutto in ambiente scolastico e nei luoghi di aggregazione giovanile, per la prevenzione ed il contrasto dei fenomeni del bullismo in tutte le sue diverse manifestazioni, del cyberbullismo, del sexting e della cyberpedofilia. La legge regionale (all’art. 3) finanzia interventi di carattere educativo sui temi della gestione dei conflitti e del rispetto reciproco, della diversità e di genere; campagne di prevenzione di sensibilizzazione e informazione in ordine alla gravità e alle conseguenze del fenomeno del bullismo.

Con questo odg vogliamo quindi sollecitare l’amministrazione comunale a prendere tutte le necessarie misure per mettere in campo queste azioni educative, affinchè la nostra comunità possa proseguire la propria convivenza all’insegna dei valori del rispetto e della tolleranza adesso e nel futuro.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-10-2020 alle 17:52 sul giornale del 02 ottobre 2020 - 646 letture