Festa della Liberazione: il Sindaco Pugnaloni ai cittadini: "Come i nostri predecessori mostreremo il coraggio di ricominciare con determinazione, senza dimenticare nessuno, in unità d’intenti"

3' di lettura 25/04/2020 - Un 25 aprile certamente diverso quello trascorso in questo anno 2020, una festa della Liberazione che a causa dell’Emergenza da Coronavirus vede i rapporti sociali al momento ancora in una fase che potremmo definire cristallizzati e che quindi non ha permesso i consueti festeggiamenti.

Anche il Sindaco Pugnaloni, in questo giorno di celebrazione, dalla sua bacheca social, volendo raggiungere i suoi cittadini scrive: “Care concittadine, cari concittadini, mi trovo qui, da solo con il rappresentante Anpi, davanti al Cippo di via Leonetta che ricorda il sacrificio di tanti difensori della libertà. Il ricordo della presenza popolare alla cerimonia dello scorso anno e la memoria degli anni precedenti accresce il senso di smarrimento che oggi tutti proviamo.

La nostra città, - e purtroppo non è la sola- è silenziosa, senza i rumori della vita, del lavoro quotidiano. Ho ritenuto, però, di dover essere qui per celebrare la ricorrenza di una libertà che ,75 anni fa, era stata riconquistata, dopo quelli oscuri delle dittature nazifasciste. Una liberazione pagata a caro prezzo, dopo la scriteriata partecipazione italiana ad una guerra devastante e dopo che il paese aveva conosciuto gli effetti di un sistema politico violento.

Nella ricostruzione civile, spirituale e materiale che ne è seguita gli italiani hanno conosciuto finalmente la vita democratica. Nella Costituzione, che è stata il fondamento di questo nuovo indirizzo di vita nazionale , sono stati evidenziati i principi di uguaglianza, di solidarietà , di bene comune; sono stati espressi i diritti, a partire dal diritto al lavoro: ebbene, quest’anno proprio in nome del bene comune e della solidarietà, dobbiamo sottostare ad alcune limitazioni di questi diritti, rinunciando alla possibilità di incontrarci e alla maggior parte degli spostamenti, costretti come siamo a rimanere, per lo più, al riparo nelle nostre case che sono divenute rifugi .

La parola rifugi ci riporta ai tempi di guerra, alle situazioni di emergenza in cui viveva l’intera popolazione civile, che era coinvolta nelle vicende di guerra, pur non essendo in armi. Ebbene, ieri come oggi, tutti, siamo tenuti a fare la nostra parte, rimanendo a casa, rinunciando alla vita sociale, talvolta agli affetti, persino al lavoro o allo studio, almeno nelle forme che conoscevamo: questo è il modo inaspettato, che abbiamo, per essere utili a noi stessi e alla comunità.

Siamo in certo senso i nuovi “resistenti” che, però, guardano con rispetto ai nuovi protagonisti, “gli eroi resistenti”, cioè i sanitari in tutte le diverse specializzazioni, gli operatori pubblici, il mondo del volontariato: essi hanno salvato e salvano tante vite. Nonostante tanto impegno, molti, soprattutto i più anziani, ci hanno lasciato. I numeri dei morti comunicati giorno per giorno, le immagini di tante bare allineate in attesa di sepoltura rimangono negli occhi e nel cuore di tutti.

Con ognuna di queste persone scompare una parte di memoria diretta, anche quella di quei fatidici anni che segnarono un passaggio d’epoca. Per questo motivo dovremo curare con maggiore attenzione le testimonianze di quelli che spesero la loro vita per ridare dignità al nostro paese. Ricordando i loro comportamenti sappiamo che c’è il tempo per combattere, ma poi c’è il tempo per ricostruire. Ripartiremo!”

In questa occasione, in questa giornata carica di significato storico, come sottolinea il primo cittadino: “Come i nostri predecessori mostreremo il coraggio di ricominciare con determinazione, senza dimenticare nessuno, in unità d’intenti. Forse dovremo riprogettare una parte della nostra vita, ma la fiducia nelle nostre capacità ci aiuterà a trovare anche le soluzioni più opportune per le nuove necessità. Così, gli arcobaleni che vediamo esposti in tanti luoghi, quelli disegnati con ammirevole impegno dai nostri bimbi rappresentano il ponte ideale tra il passato e il presente e ci invitano alla speranza. Ora come allora: viva il 25 Aprile."






Questo è un articolo pubblicato il 25-04-2020 alle 22:27 sul giornale del 27 aprile 2020 - 469 letture

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