21 aprile scade domanda mobilità docenti scuola 2020: l'assurdità del blocco quinquennale

4' di lettura 20/04/2020 - Finalmente qualcosa inizia a muoversi. Il giudice del lavoro del tribunale di Palmi (RC) ha accolto il ricorso di un docente bloccato per il prossimo quinquennio e ha ammesso il docente a presentare, entro il termine di scadenza previsto per il 21 aprile, domanda di mobilità 2020/2021.

Il giudice del lavoro del Tribunale di Palmi (Reggio Calabria), letto il ricorso d’urgenza ex art.700 del codice di procedura civile avverso il blocco della mobilità docenti per un quinquennio, rilevato che la scadenza dei termini della mobilità è fissata al 21 aprile 2020, non essendoci i tempi tecnici per la fissazione dell’udienza prima della scadenza della presentazione delle domande di mobilità docenti, obbliga l’Amministrazione di consentire al ricorrente di partecipare alla procedura della mobilità 2020/2021 con riserva. Il Giudice fissa al 20 maggio 2020 l’udienza per evidentemente sciogliere la riserva sulla norma di legge che non è contemplata dal contratto integrativo di mobilità 2019-2022.

Le norme contrattuali non prevedono infatti il blocco quinquennale e il Ministro Azzolina non ha concesso ai sindacati di riaprire il CCNI mobilità per concertare la questione del blocco dei trasferimenti per alcuni degli immessi in ruolo dal 1° settembre 2019. La Ministro Azzolina si è limitata a reintrodurre il blocco quinquennale per la mobilità territoriale e per la mobilità annuale (utilizzazione ed assegnazione provvisoria).

Tale disposizione è stata introdotta solo nel dicembre 2018 (legge 30 dicembre 2018, n. 145) e trova applicazione per il personale individuato per il percorso annuale di formazione con decorrenza 1.09.2019, quindi a.s. 2019/2020. Però al momento dell’assunzione in servizio a T.I. non è stato comunicato nulla agli aspiranti in ruolo e in nessun documento firmato (nomina USR e contratto presso scuola di titolarità) appare questo blocco quinquennale.

Ci sembra quindi ovvia una mancanza di qualsiasi giustificazione sul piano logico e pratico del Governo. A nostro avviso si tratta di un evidente, illegittimo e inspiegabile errore, soprattutto se si considera nello specifico la modalità in cui viene trattata una identica categoria di docenti.

I docenti che hanno partecipato al medesimo percorso Fit (ed inseriti nella medesima graduatoria regionale di merito) ed individuati per il percorso annuale di formazione iniziale (che si converte in incarico a tempo indeterminato in caso di positiva conclusione dello stesso) vengono distinti in due categorie: i più fortunati individuati per il percorso annuale nell’a.s. 2018/2019 ed i meno fortunati in quanto individuati per il percorso annuale nell’a.s. 2019/2020.

Per quelli individuati per l’a.s. 2018/2019, continua ad essere consentita la mobilità, anche interprovinciale, senza vincoli, mentre per i secondi, ossia quelli individuati per l’a.s. 2019/2020, si applica il vincolo quinquennale, con anticipo rispetto a quanto previsto dal nuovo comma 3 dell’art.399 del D.Lvo 297/94.

Quindi, per i soli sfortunati inseriti nella graduatoria regionale di merito del Fit ed individuati per il percorso annuale nell’a.s. 2019/2020 viene inspiegabilmente anticipato il vincolo quinquennale che entrerà in vigore solo per i neo immessi in ruolo dall’1.09.2020. Perché questa inaccettabile diversità di trattamento? In quale altra categoria professionale avviene?

Ci sembra evidente che questo errore del Governo discrimina alcuni insegnanti e non altri, mostrando un paradosso e un contraddittorio. Se il Governo non cambia la norma, molti altri docenti la impugneranno in tribunale.

“Bisogna unire e non dividere le famiglie” ci tranquillizzava settimane fa la Ministro Azzolina parlando in televisione. Occorre quindi trovare velocemente soluzioni diverse e costituzionali. Non è possibile tenere fermi i docenti della secondaria per un lustro. Questo pregiudica il ricongiungimento ai propri affetti, pure in presenza di posti disponibili. Ad oggi solo Orizzontescuola e Tecnicadellascuola hanno denunciato questa illegittimità con articoli pubblicati nei loro rispettivi siti.

I sindacati sono irraggiungibili telefonicamente così come la Ministro dell’Istruzione e i suoi Vicepresidenti lo sono per e-mail. Chi romperà il silenzio del Governo in merito a questo blocco?

La Ministro Azzolina probabilmente non ha ancora avuto momenti di riflessione durante questa pandemia perché impegnata in Tv, in dirette streaming e al Governo. Noi abbiamo la sensazione di essere braccati, oltre che blobbati per un lustro, e di non essere protetti come categoria professionale dal nostro Governo. Quanto durerà? Usciremo da questa disorganizzazione e confusione normativa?

In questi giorni di isolamento per il Covid-19, stiamo però ricostruendo un sentimento di solidarietà tra colleghi. Il nostro isolamento forzato ci sta insegnando che senza l’altro, senza fratellanza, nessuno si salva. Stiamo facendo una cosa che non avremmo mai pensato di fare: incontri e dibattiti in Skype, articoli di denuncia, gruppi WhatsApp per i ricorsi, riunioni su Google Meet.

Ci attiviamo, resistiamo e cerchiamo in noi il coraggio e la forza per migliorare questa situazione. Non neghiamo l’orrore di questo blocco quinquennale, ma stiamo cercando soluzioni costituzionali. Speriamo che il Governo rielabori al più presto le sue convinzioni e decisioni dopo averci ascoltato e magari incontrato. Le nostre istituzioni governative hanno ancora per qualche giorno l’opportunità di rispondere alle necessità del suo corpo docente e mantenere aperto il dialogo e il confronto.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-04-2020 alle 12:17 sul giornale del 21 aprile 2020 - 309 letture

In questo articolo si parla di scuola, cultura, attualità, sindacati, docenti, docente, decreto, comunicato stampa, emergenza coronavirus

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