Giornata internazionale dell’uomo nello spazio: un sogno chiamato Modulo Raffaello

3' di lettura 11/04/2020 - Siamo tutti fatti di polvere di stelle. È poetico pensarlo, ma è anche la scienza a sostenerlo. Da sempre l’uomo si interroga sull’universo, ma si è entrati in una nuova dimensione da quando l’essere umano in quell’affascinante e misterioso spazio è riuscito ad arrivarci. Era il 12 aprile 1961 e per la prima volta un uomo, Yuri Gagarin, orbitava intorno alla Terra. Per celebrare quello storico evento, che diede impulso all’era spaziale, l’Onu nel 2011 ha istituito la Giornata internazionale dei viaggi dell’uomo nello spazio, che cade ogni anno proprio il 12 aprile. Un’occasione per riconoscere il contributo che le scienze spaziali e la tecnologia possono dare al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile e migliorare la vita umana.

Volare nello spazio per l’uomo rappresenta la capacità di superare i propri limiti. La scienza tutta è così, ci spinge a guardare oltre, alla scoperta, al viaggio fuori del mondo conosciuto. E oggi una delle massime punte raggiunte dalla scienza è la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), avamposto di collaborazione scientifica e di contaminazione di saperi, strumento di nuova conoscenza. Il primo astronauta europeo a volare sulla Stazione Spaziale Internazionale è stato l’italiano Umberto Guidoni, che è stato l’ospite di punta della Settimana Mondiale dello Spazio, organizzata, in adesione alla World Space Week, lo scorso ottobre (4-10 ottobre 2019) ad Osimo, unico evento nel panorama nazionale ad essere patrocinato da ASI – Agenzia Spaziale Italiana, ESA – Agenzia Spaziale Europea, INAF – Istituto Nazionale Astrofisica e GSSI – Gran Sasso Science Institute. In quel volo verso la Stazione Spaziale Internazionale, Umberto Guidoni accompagnò anche il Modulo logistico Raffaello, allo scopo portare i rifornimenti per il sostentamento degli astronauti e per l’esecuzione di esperimenti scientifici. Il Modulo Raffaello, unione armoniosa di scienza, tecnologia e uomo, è stato progettato e costruito da un’azienda italiana, leader mondiale del settore, la Thales Alenia Space, presente anch’essa ad Osimo alla Settimana dello Spazio, con Annamaria Nassisi.

“È proprio con iniziative come la Settimana dello Spazio che cerchiamo di divulgare il potenziale della scienza – spiega Frida Paolella, consigliera comunale delegata alle Politiche europee e ad OsimoLab – anche come mezzo di valorizzazione del territorio, soprattutto se interconnesso con altri settori, come didattica, cultura, turismo, imprenditoria. L’aerospazio, in particolare, può essere occasione di riconversione del sistema produttivo. Per questo, ringrazio Thales Alenia Space per guardare con interesse al fermento scientifico di Osimo, collaborando sia ad incontri formativi per i giovani che ad iniziative di contaminazione arte-scienza, come oggi nel caso del Modulo Raffaello”.

E, come un cerchio che si chiude, quest’anno si celebrano i 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio, nostro illustre conterraneo a cui è dedicato proprio uno dei moduli della ISS. rte e scienza che si uniscono.

Il Modulo Raffaello, attraversando in più occasioni la volta celeste, ha dato forma e sostanza al sogno dell’uomo, consentendogli di innalzarsi verso l’infinito, dove sembrano puntare anche le divine proporzioni, le prospettive e i cieli luminosi delle opere dell’artista urbinate.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-04-2020 alle 14:52 sul giornale del 14 aprile 2020 - 296 letture

In questo articolo si parla di arte, cultura, attualità, spazio, ricorrenza, comunicato stampa

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