Un magnifico Arazzo per la celebrazione di Raffaello a Loreto

4' di lettura 05/03/2020 - Uno splendido arazzo originale consente a Loreto di ergersi in primo piano nelle celebrazioni di Raffaello a 500 anni dalla sua morte. Sarà infatti l’arazzo “Ananias et Saphira” della collezione di Roberto Bilotti Ruggi D’Aragona, la punta di diamante della mostra “Ananias et Saphira.

Raphael Invenit” curata dal professor Stefano Papetti organizzata nella città mariana. Gli organizzatori spiegano che la mostra potrà essere inaugurata dopo lo scadere dei tempi fissati dall’ordinanza emanata dalla Regione Marche legata al Coronavirus e durerà sino al 19 aprile, ma visto i forzati rinvii delle date di apertura (inizialmente il 29 febbraio poi il 6 marzo) è possibile che possa poi essere prorogata per alcuni giorni.

La mostra è prevista alla sala espositiva dei Bastione Sangallo, divenuto spazio polifunzionale a seguito dei lavori di riqualificazione appena terminati: insomma una perla, l’arazzo, all’interno di un contenitore rinnovato e tirato a lucido per l’occasione, anche grazie agli investimenti compiuti dall’amministrazione comunale in collaborazione con la Regione Marche. Loreto si apre quindi al grande artista marchigiano, proprio in coincidenza di un altro evento di grande valore spirituale per la città mariana, il Giubileo lauretano, inaugurato lo scorso 8 dicembre.

La mostra “Ananias et Saphira. Raphael Invenit” approda nelle Marche e si compone, oltre che dell’arazzo in questione, di altre incisioni tratte dalle stesse opere di Raffaello (appartenute al marchigiano Fortunato Duranti), realizzate da artisti provenienti dall’Accademia delle Belle Arti di Urbino. “La mostra con l’arazzo disegnato da Raffaello conferma Loreto come luogo di riferimento nella costellazione delle città artistiche italiane.

E’ per noi un onore poter ospitare questa esposizione che ci consente di rendere omaggio ad uno degli artisti più conosciuti delle Marche. E siamo ancora più orgogliosi di poter realizzare questa mostra all’interno del nuovo spazio polifunzionale del Bastione Sangallo”, ha detto il sindaco Paolo Niccoletti durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento “Spiritualità, arte e bellezze naturali costituiscono un tessuto che rende Loreto una città unica. La mostra che celebra Raffaello con l’esposizione dell’arazzo “Ananias et Saphira” si inserisce perfettamente in questo contesto, esaltandone la ricchezza artistica e il valore culturale.

Elementi che consentono di accrescere anche l’offerta turistica della città”, ha spiegato l’assessore al Turismo Fausto Pirchio. “Loreto, nel quadro delle iniziative messe in calendario dalla Regione, intende valorizzare un aspetto inconsueto della sua produzione, sollecitando ulteriori riflessioni e promuovendo il suo prezioso patrimonio artistico. Le Marche aggiungono con questo evento, quindi, un nuovo e prestigioso tassello nel mosaico culturale del 2020, rendendone un qualificato centro di cultura, religiosità e turismo”, ha illustrato l’assessore alla Cultura e Turismo della Regione Marche Moreno Pieroni.

“La riqualificazione del Bastione Sangallo, finanziata con 365.000 euro nell’ambito dei fondi Por Fesr stanziati dalla Regione Marche - la cifra complessiva di 800mila euro è finalizzata al recupero dei due bastioni cittadini, delle scale di accesso alle cantine bramantesche e per il recupero dell’archivio storico – che ospita la mostra rappresenta un passaggio di grande rilevanza per la sviluppo della nostra città, considerando che la riqualificazione prevede interventi dedicati alla ‘Terrazza Marche’, ha chiarito l’assessore ai Lavori Pubblici Marco Ascani. Presenti alla conferenza stampa esponenti dell’Accademia delle Belle Arti Urbino, del Banco Marchigiano Credito cooperativo, della Fondazione Cassa di Risparmio di Loreto, della Fondazione Opere Laiche e Casa Hermes che ha che hanno contributo alla realizzazione dell’evento e Paolo Bedeschi di Artifex International, società che ha promosso la mostra con il Comune di Loreto.

L’arazzo, che rappresenta una raffigurazione della Morte di Anania, deriva, come gli altri commissionati all’artista da Papa Leone X De’ Medici subito dopo la sua elezione, dai cartoni disegnati che lo stesso Raffaello approntò per le botteghe fiamminghe e che in quei laboratori vennero poi tradotti in stoffa. La funzione di queste composizioni era quella di abbellire con decorazioni mobili la fascia inferiore della Cappella Sistina ed incaricato di concepire i soggetti da esporre fu proprio l’artista marchigiano all’apice dalla sua fama romana: sulla base dei cartoni, eseguiti dal Maestro con i suoi allievi, vennero così approntati quelli per la tessitura della confezione finale da realizzare in Belgio.

L’intero ciclo degli arazzi – compreso quello visibile al Bastione Sangallo – è celebre per la bellezza e la ricchezza dei materiali usati, tanto che nel corso dei secoli successivi venero più volte replicati dalle principali corti europee. Loreto e le Marche dischiudono quindi un nuovo grande sipario di autentica bellezza sull’opera di Raffaello.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-03-2020 alle 08:40 sul giornale del 06 marzo 2020 - 1153 letture

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