Vivere la Psicologia: “psicosi” da nuovo coronavirus

3' di lettura 27/02/2020 - Il termine Psicosi, coniato da Ernst von Feuchtersleben nel 1845, sta ad indicare quell'insieme di condizioni psicopatologiche gravi contraddistinte dalla perdita del contatto con la realtà e delle capacità di critica e giudizio, dalla presenza di disturbi pervasivi del pensiero, delle percezioni e dell’affettività e da una compromissione delle abilità e delle relazioni sociali.

Perchè la paura verso il nuovo coronavirus sta letteralmente generando delle tendenze simil-psicotiche nelle persone sane? Da un punto di vista psichico si muovono due grandi processi, alla cui base vi è la paura e l'impossibilità di controllo. Queste componenti psicologiche si intrecciano con le continue comunicazioni mediatiche che acuiscono gli elementi negativi e di cronaca rispetto al COVID-19.

“Il panico come reazione collettiva sorge per infezione psichica e non virale”, questo è l'incipit di un articolo di M.Recalcati (Resistere al panico) di alcuni giorni fa. La paura quando non viene contenuta e ridefinita come una reazione normale ed istintiva ad una situazione di pericolo, in questo caso esterno, prende campo e sconfina nelle due possibilità comportamentali, il freezing (congelamento) o la fuga.

Ad oggi la fuga sembrerebbe la strategia comune utilizzata; nella fuga il pensiero e la capacità riflessiva vengono rimpiazzati da emozioni travolgenti che producono degli agiti incontenibili. Supermercati svuotati, evitamento di luoghi pubblici e continuo aggiornamento rispetto ai nuovi casi, nell'illusione forse di poterlo controllare e scacciare. Sicuramente questi comportamenti hanno il potere di sedare l'ansia, ma spesso portano a fare cose sbagliate e ad ignorare azioni protettive molto più efficaci.

L'apparente possibilità di controllare tutto quello che ci accade, come se gli eventi esterni li potessimo scegliere o dipendano da noi, generano rassicurazioni fallaci, le quali si sgretolano al primo episodio totalmente incontrollabile e indipendente.

La paura singola, che dilaga nel panico collettivo si autoalimenta e raggiunge confini impossibili da controllare. Il panico alimenta se stesso. L'imprevidibilità e le poche certezze sugli sviluppi e le conseguenze del coronavirus ci impone di guardare in faccia la fragilità umana e la sua impossibilità di controllare tutto. L'epidemia ci separa e ci individualizza nella paura della contaminazione.

La reazione personale al nuovo coronavirus dipende anche dalla situazione psichica ed emotiva che si sta vivendo. Nei genitori ad esempio, sembra essere più intensa causa l'istinto di protezione verso i figli; così come per chi è già ammalato o ha un parente anziano.

Non è da minimizzare quello che ci sta accadendo, ma non dobbiamo perdere la testa. L'istituto Superiore di Sanità ha redatto delle norme comportamentali da seguire per prevenire la trasmissione https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/trasmissione-prevenzione-trattamento

Il Cnop ha redatto un decalogo antipanico, http://www.psy.it/wp-content/uploads/2020/02/vademecumcnop.pdf, in cui si sottolinea l'importanza di trovare un giusto equilibrio tra il sentimento di paura ed il rischio oggettivo.

Si ricorda che l'OMS ha reso noto come su 100 persone che si ammalano 80 guariscono spontaneamente, 15 hanno problematiche gestibili in ambiente sanitario e soltanto 5 hanno problemi più gravi e tra quest'ultimi i decessi sono circa la metà e in genere sono soggetti già portatori di altre complicazioni.

Tra le buone prassi per affrontare il coronavirus ci sono: - Evitare la ricerca compulsiva di informazioni (spesso non attendibili e amplificatori negativi della realtà); -Usare e diffondere fonti informative affidabili, tratte dal Ministero della Salute o dall'Istituto Superiore di Sanità. -Ricordare che il Coronavirus è un fenomeno collettivo e non personale, come i media tendenzialmente ci fanno pensare, focalizzando l'attenzione sui singoli nuovi casi piuttosto che sui dati complessivi ed oggettivi del fenomeno come in realtà andrebbe fatto.


Dott.ssa Marta Brunetti Psicologa-Psicoterapeuta “Spazio Altea”





Questo è un articolo pubblicato il 27-02-2020 alle 10:38 sul giornale del 28 febbraio 2020 - 2111 letture

In questo articolo si parla di cultura, attualità, virus, allarmismo, reazione a catena, articolo, comportamento, linee guida

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