Fondazione Lucia Guderzo e Lega del Filo D’Oro conferiscono il "Premio Braille” 2020 a una studentessa romana di 16 anni

4' di lettura 22/02/2020 - In occasione della celebrazione della Giornata Nazionale del Braille, la Fondazione Lucia Guderzo e la Lega del Filo d’Oro, nella cornice del noto ristorante “La Taverna degli Archi” dello Chef non vedente Antonio Ciotola, hanno conferito ad Emilia, una giovane studentessa romana non vedente di 16 anni, il “Premio Braille 2020”.

Il premio consiste in un display braille di ultima generazione compatibile con gli screen reader più diffusi che consente di interagire con più device contemporaneamente, come smartphone, tablet e PC.

Oltre ai comuni tasti di scorrimento accanto alle celle e alla tastiera Braille, nella parte superiore ci sono diversi tasti equivalenti a quelli di una tastiera standard che permettono di gestire il pc senza dover spostare continuamente le mani dal display Braille e senza utilizzare tante combinazioni di tasti.

“Siamo orgogliosi di conferire il Premio Braille 2020 ad una studentessa promettente come Emilia – dichiara Davide Cervellin Presidente della Fondazione Lucia Guderzo. – Siamo certi che questo dono le sarà di aiuto per continuare a studiare con più facilità e raggiungere traguardi importanti”.

Istituita il 3 agosto 2007 grazie alla Legge 126/2007, la Giornata Nazionale del Braille rappresenta un momento di sensibilizzazione dell'opinione pubblica nei confronti delle persone non vedenti.

La ricorrenza cade - volutamente - in coincidenza con la Giornata mondiale della difesa dell'identità linguistica promossa dall'Unesco; l’alfabeto braille consente infatti ai non vedenti di accedere al patrimonio culturale scritto dell'umanità.

Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della Sanità si stima che nel mondo siano 36 milioni le persone cieche e 216 milioni quelle con disabilità visive da moderate a gravi. Grazie al braille – sistema di scrittura tattile inventato dal francese Louis Braille nella prima metà dell’Ottocento, in cui ciascuna lettera, cifra o simbolo musicale è rappresentato da una combinazione di sei puntini – anche i non vedenti hanno avuto accesso ai libri e alla cultura.

“La condizione di disabilità nella Convenzione Onu, ma non solo, viene ricondotta all'esistenza di barriere di varia natura che possono essere di ostacolo a quanti, portatori di minorazioni fisiche, mentali o sensoriali a lungo termine, hanno il diritto di partecipare in modo pieno ed effettivo alla società – afferma il Presidente della Lega del Filo d’Oro Rossano Bartoli. Nel nostro Paese disponiamo di tecnologie molto avanzate, ma è fondamentale che queste siano molto più semplici per essere utilizzate anche da insegnanti, operatori, familiari e amici di persone con disabilità affinché siano sempre più accessibili.

Le Tecnologie Assistive, infatti, hanno un impatto decisivo nella vita di persone con disabilità plurime, permettendo loro di avere un canale di comunicazione con il mondo esterno”. La cerimonia di premiazione ha avuto luogo presso “La Taverna degli Archi” dello Chef Antonio Ciotola a Belvedere Ostrense in provincia di Ancona. Lo Chef, di origini napoletane, nel 2005 ha perso la vista a causa di un incidente.

“Dopo sei mesi di chiusura sono rientrato in cucina e ho preso in mano un coltello per vedere se ero ancora in grado di usarlo – racconta lo Chef Antonio Ciotola – Volevo riportare il ristorante ai livelli precedenti l'incidente e poi dedicarmi ad altro e invece sono ancora qui e fiero di ospitare la cerimonia di premiazione e unirmi al festeggiamento per Emilia in questa giornata così importante”.

EMILIA, VINCITRICE DEL PREMIO: “TUTTO CIÒ CHE HO IMPARATO E CHE MI STA A CUORE È PASSATO DAL BRAILLE” Studentessa romana non vedente di sedici anni, Emilia oggi frequenta il terzo anno del liceo classico e la sua barra braille è per lei uno strumento indispensabile, non solo per lo studio. Emilia, grande lettrice fin dalla tenera età, aveva vinto un concorso di lettura sul braille organizzato dalla Fondazione Lucia Guderzo già nel 2013, quando frequentava le scuole elementari. Oggi Emilia sta coltivando la sua passione per l’inglese, che studia da autodidatta da quattro anni e grazie al quale ha ottenuto anche una borsa di studio che la porterà a New York.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-02-2020 alle 17:37 sul giornale del 24 febbraio 2020 - 726 letture

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