Una Minoranza Creativa: "LÒGOS", domenica 05 gennaio 2020, II domenica dopo Natale (Gv 1,1-18)

1' di lettura 04/01/2020 - Nel pieno del periodo natalizio, la Liturgia ci propone il prologo del Vangelo secondo Giovanni. Siamo dinanzi ad un brano così aulico che, per commentarlo, non basterebbe un’intera vita (cfr. Gv 21, 25); eppure, allo stesso tempo, esso è talmente ineffabile, che qualsiasi chiosa, sia essa interpretativa o esplicativa, risulterebbe inconsistente e vana.

Sarebbe giusto, inoltre, adoperare l’articolo determinativo per definirlo, poiché questo non è “un” brano, ma “il brano”; non è “un” prologo, ma “il prologo”. Da come si può intuire fin da tale introduzione, siamo al cospetto di uno scritto molto “delicato”, che impone, a colui che lo legge o che lo ascolta, estrema considerazione, ossequio e riverenza.

Sia chiaro: l’intera Scrittura è “delicata”, poiché tutta è Parola di Dio, ma il prologo del quarto Vangelo è la gemma incastonata nella corona; è il sancta sanctorum del tempio. Tuttavia, se proprio volessimo utilizzare una circonlocuzione appropriata, più che un “passo santo”, il prologo giovanneo esprime “l’apice della sacralità”.

E se è vero che nel gergo comune “santo” e “sacro” sono usati come sinonimi, in realtà sono concetti ben differenti. Non sarà questa la sede per sviscerare tale dissimiglianza: ci basti solo notare che con il “sacro”, non con il “santo”, si rischia l’ “ustione”.

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Questo è un articolo pubblicato il 04-01-2020 alle 19:37 sul giornale del 05 gennaio 2020 - 361 letture

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