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Una Minoranza Creativa: alla scoperta della Sindone (21) – Compagnia e ordalia

1' di lettura 11/10/2019 - Una volta divenuta proprietà dei Savoia la Sindone viaggiò molto, accompagnando sempre i duchi savoiardi in ogni loro spostamento.

Nel 1502 la Sacra Reliquia venne depositata nella Sainte-Chapelle a Cambéry, ma fu solo nel 1506 che tale collocazione divenne definitiva. Nei confronti del Venerato Lenzuolo sussisteva una viscerale adorazione, che tuttavia - secondo una tradizione leggendaria - non lo esentò dal dover subire una prova che dimostrasse l’autenticità dell’immagine in esso presente: il Sacro Telo fu fatto bollire e dovette subire vari processi di sbiancamento; ma la figura impressa su di esso non scomparve mai!

Nell’appuntamento precedente abbiamo raccontato come i canonici di Lirey, venuti a conoscenza della cessione della Sindone da Margherita de Charny ai Savoia, non si limitarono a cambiare fronte di battaglia, individuando nel duca Ludovico il nuovo nemico, ma chiesero ed ottennero dalla Curia di Besançon la scomunica per Margherita.

La figlia di Goffredo II de Charny morì in tale condizione nel 1460: in merito alla restituzione della Sindone ai canonici di Lirey, non aveva mai rinunciato alla sua pratica di promettere sempre e mantenere mai. Venuta quindi a mancare la loro più acerrima nemica, ai canonici non restava che concentrarsi solo e soltanto sui Savoia.

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Questo è un articolo pubblicato il 11-10-2019 alle 16:28 sul giornale del 11 ottobre 2019 - 128 letture

In questo articolo si parla di cultura, sindone, messaggio, articolo, religione cattolica, Fabio Quadrini

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