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Accadde oggi: il 2 aprile 1968

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Il 2 aprile 1968, esattamente 51 anni fa, esce nelle sale "2001: Odissea nello spazio": «In questo filone, il capolavoro è "2001: Odissea nello spazio", uno dei miei film preferiti, in cui tutto è scientificamente esatto e immaginato partendo dal possibile.

È veramente l'apice della fantascienza». Il lusinghiero commento del padre di "Guerre Stellari", alias George Lucas, rende giustizia all'opera di Kubrick, che ancora oggi conserva la sua valenza di ritratto di una società futuribile.

Dopo aver scandalizzato il pubblico americano con Lolita e sbeffeggiato il clima destabilizzante della "guerra fredda" (che in quel periodo dominava la scena politica mondiale), verso la fine degli anni Sessanta il regista statunitense Stanley Kubrick (figlio di ebrei polacchi) si orientò verso il filone fantascientifico, nel momento in cui quest'ultimo iniziava ad uscire dalla dimensione di genere di "serie B", per acquisire, grazie a colossal come Il pianeta delle scimmie, una forte valenza metaforica.

Colpito dal racconto "La sentinella" dello scrittore britannico Arthur C. Clarke, Kubrick lavorò con lui alla sceneggiatura creando un'inedita sinergia tra la nuova pellicola e l'omonimo romanzo che lo stesso Clarke pubblicò successivamente. Ne uscì la trama di una favola apocalittica sul destino dell'umanità, all'inizio del XXI secolo.

La storia comincia agli albori della civiltà terrestre, con un gruppo di ominidi che, in seguito alla comparsa di un monolito nero (un blocco massiccio di pietra) di origine extraterrestre, sembra avvertire i segni di una prima evoluzione.

Con un salto temporale di oltre quattro milioni di anni, la scena si sposta nello spazio, dove un altro "monolito", simile al precedente, viene rinvenuto su una base lunare, che si attiva ed invia un segnale radio verso Giove.

Viene mandata un'astronave ad indagare e durante il viaggio verso il pianeta avviene lo scontro tra l'equipaggio e l'intelligenza artificiale HAL, destinato a diventare un tema cardine di tutta l'opera.

Dopo quattro anni di lavorazione e un investimento di 10 milioni di dollari per produrlo, 2001: Odissea nello spazio debuttò in prima assoluta all'Uptown Theater di Washington, il 2 aprile del 1968. Le oltre due ore di pellicola spiazzarono completamente il pubblico, abituato a un'idea totalmente diversa di fantascienza. La critica ne fu subito entusiasta, arrovellandosi sulle molteplici chiavi di lettura del film.

Il giudizio unanime fu di ritenerlo una cesura epocale nel genere fantascientifico e nel cinema in generale, a cominciare dagli effetti speciali. Tutto era stato studiato nei minimi dettagli e l'ambientazione nello spazio ricreata da Kubrick era scientificamente inappuntabile, per gli stessi esperti della NASA.

Dall'assenza di gravità al silenzio avvolgente, rotto soltanto dalle note maestose di "Così parlò Zarathustra" di Richard Strauss, che divenne un tratto distintivo del film. La sua carica rivoluzionaria, rispetto ai tempi, non si fermava qui.

Prima ancora che Neil Armstrong mettesse piede sulla luna e il pc ed internet sconvolgessero la vita delle persone, Kubrick invitava alla riflessione sul rapporto tra l'uomo e l'intelligenza artificiale e sull'utilizzo della scienza, prefigurando scenari apocalittici, tutt'oggi considerati futuribili, nonostante il 2001 sia passato da tempo.

Accanto a questi temi c'è quello sempreverde, presente nella filosofia di ogni epoca, del legame tra l'uomo e la dimensione spazio-tempo, magistralmente simboleggiato dalla "scena madre" del film: l'ominide che lancia verso l'alto un osso, che diventa una sorta di ellisse temporale, proiettando la scena 4 milioni di anni dopo e prendendo le sembianze di un'astronave.

Premiato con l'Oscar per gli effetti speciali (su quattro nomination ricevute), 2001: Odissea nello spazio incassò complessivamente 56.715.371 dollari. Considerato una pietra miliare del cinema di sempre, ispirò generazioni di registi del genere fantascientifico.



Questo è un articolo pubblicato il 02-04-2019 alle 16:06 sul giornale del 02 aprile 2019 - 98 letture