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Lega del Filo D’Oro: tra passato, presente e futuro nel Museo delle tecnologie per ciechi e sordociechi

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La Lega del Filo d’Oro, in collaborazione con la Fondazione Lucia Guderzo, ha inaugurata ieri, presso il nuovo Centro Nazionale di Osimo, il “Museo delle tecnologie per la lettura e scrittura di ciechi, ipovedenti e sordociechi”, uno spazio espositivo dove si ripercorrono 60 anni di storia degli ausili tecnologici, vere e proprie pietre miliari nell’educazione e nell’inserimento lavorativo e sociale delle persone con problemi visivi e uditivi.

Le tecnologie assistive sono l’insieme di tutte quelle innovazioni tecnologiche che consentono a una persona con disabilità di raggiungere livelli di autonomia che non potrebbe raggiungere altrimenti.

Queste coprono una vasta gamma di soluzioni tecnologiche, alcune più basiche e facilmente riconosciute, come gli apparecchi acustici, le sedie a rotelle, e gli ingranditori del desktop, e altre più elaborate tra cui i microinterruttori, i dispositivi di generazione di discorso, i supporti di memoria, i video e i robot.

La tecnologia – che spesso nasce e si sviluppa in settori differenti e inizialmente per altri scopi, se applicata durante i percorsi di riabilitazione, può diventare una risorsa di fondamentale importanza per le persone sordocieche, permettendo loro di migliorare la qualità di vita, uscendo dall’isolamento, favorendo l’indipendenza e l’autonomia.

L’inaugurazione è stata preceduta dal seminario “Le tecnologie tra passato e presente per la qualità della vita delle persone con disabilità visive”, in cui si è ripercorsa la storia degli ausili per poi analizzare come la tecnologia, quando viene applicata alla ricerca scientifica riabilitativa delle persone con disabilità plurime, può diventare uno dei principali strumenti per interagire con il mondo esterno, per acquisire maggiore autonomia e per la realizzazione personale e professionale delle persone cieche e sordocieche.

"Il supporto degli ausili tecnologici è da sempre stato importantissimo, perché permette la comunicazione e, di conseguenza, migliora l’interazione e l’integrazione. Per molte persone, infatti, sono l’unico modo per farsi capire dagli altri e per poter interagire con il resto del mondo. – ha dichiarato Rossano Bartoli, Presidente della Lega del Filo d’Oro – Per le persone disabili, relazionarsi con gli altri non è facile e grazie agli ausili tecnologici sempre più innovativi e a un programma ideato ad hoc e personalizzato è possibile potenziare un ampio spettro di capacità comunicative alternative”.

Alla Lega del Filo d’Oro sono numerosi gli ausili tecnologici che vengono studiati e messi a punto per migliorare l’autonomia delle persone sordocieche e potenziarne le loro abilità: dai video-ingranditori per testi e immagini ai sintetizzatori vocali per trasformare un testo scritto in suono fino ai sistemi automatici che, tramite appositi software, consentono alle persone sordocieche di navigare in internet e inviare email e sms.

L’Associazione, inoltre, sviluppa prototipi e soluzioni ad hoc nel campo degli ausili alla comunicazione, che – tenendo conto delle problematiche sensoriali, cognitive e motorie presenti - permettono di aumentare l’autonomia e le potenzialità delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali.

UN MUSEO PER RIPERCORRERE 60 ANNI DI STORIA DEGLI AUSILI TECNOLOGICI:

Il Museo è articolato in quattro sale, ognuna dedicata alle diverse tecnologie assistive, in cui vengono esposti gli ausili e spiegata la loro storia. La prima sala è quella riservata alla scrittura e alla stampa con il codice Braille, in cui viene evidenziata la diffusione del Braille, a partire dalle sue origini ad inizio '800.

Nella seconda stanza si trovano i computer e i display braille più significativi che hanno segnato la vita scolastica e professionale dei ciechi a partire dagli anni '80 fino al 2008.

La terza sala è dedicata alla lettura dei caratteri a stampa, in cui sono esposti due modelli di Optacon, uno strumento che permette di leggere i testi a stampa in rilievo facendo scorrere una telecamera sul testo da leggere.

L’ultima stanza, infine, è destinata all’ingrandimento elettronico, che permette a chi ha un residuo visivo di ingrandire i testi o le immagini al fine di poter ancora leggere. I monitor presenti in ogni sala permettono di approfondire le tecnologie esposte e, grazie ad immagini di repertorio, di vedere come queste venivano utilizzate più di trent'anni fa.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-03-2019 alle 22:23 sul giornale del 30 marzo 2019 - 1729 letture